lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Fallimento Del Tongo, Nencini: “Istanze al Mise”
Pubblicato il 02-02-2018


Del-Tongo-tegoleto

“Solidarietà ai lavoratori della Del Tongo, la più grande industria di cucine dell’aretino, dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo con una sentenza. Si tratta di un altro duro colpo per l’economia, non solo di questo territorio ma di tutta Italia”.Così Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra, a margine di un incontro elettorale a Firenze.

“I sindacati stanno valutando le linee da intraprendere per la vertenza. I lavoratori, ben 60, al momento risultano sospesi. Tra le ipotesi vagliate, quella dell’esercizio provvisorio. Sono disponibile a incontrare quanto prima i lavoratori e i sindacati per portare io stesso le loro istanze al Mise”

Intanto nella storica azienda si sta svolgendo una assemblea dei lavoratori. La storica azienda specializzata nella produzione di cucine, con sede a Tegoleto nel comune di Civitella in Valdichiana (Arezzo), è stata dichiarata fallita due giorni fa dal tribunale di Arezzo. I sindacati stanno valutando le linee da intraprendere per la vertenza, i lavoratori al momento risultano sospesi. Tra le ipotesi vagliate quella dell’esercizio provvisorio. Il tribunale di Arezzo infatti sta valutando la possibilità di attivare questa procedura che consentirebbe all’azienda, per adesso ferma, di riprendere il lavoro, con la sessantina di dipendenti rimasti, sotto la guida dei curatori fallimentari. Il giudice delegato al fallimento, Antonio Picardi, la sta valutando come uno scenario concreto, anche perchè la Del Tongo più rimane inattiva e più perde di valore, danneggiando pure i creditori. La decisione definitiva, d’accordo coi curatori, entro una decina di giorni. Intanto a prevalere è l’angoscia per i lavoratori. “C’erano tanti ordini da evadere, c’era uno spiraglio che si stava aprendo, c’erano manifestazioni di interesse: impensabile potesse finire così” commenta dalla Cgil Antonella Pagliantini, uno dei sindacalisti a incontrare i circa 50 dipendenti dell’azienda. “Ci sono aziende disposte a collaborare – ha spiegato – ma si tratta di vedere se concentrate solo su alcuni rami d’azienda”. Di fronte i dipendenti: fino alla decisione dei curatori semplicemente sospesi, nessuno li ha licenziati nè tanto meno sono stati loro a mollare.

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