venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Follie, stravaganze, inganni
Pubblicato il 25-02-2018


Salvini ha giurato tenendo in mano il rosario e il vangelo. Ha giurato fedeltà non alla Costituzione come si dovrebbe, ma al simbolo e al contenuto di una religione. Come nei paesi islamici dove il Corano é la base della convivenza civile. Che i valori cristiani, assieme a quelli liberali, facciano parte della nostra cultura questo è certo, ma questi valori se pur fanno parte della nostra costituzione materiale non costituiscono il punto di riferimento della nostra legalità repubblicana. Anche perché, se cosi fosse, dovremmo escludere dalla nostra società tutti coloro che professano altre religioni o che non ne professano alcuna.

Resta poi il fatto di capire fino a che punto la politica di Salvini si ispiri ai valori cristiani. Fino a renderlo più credibile delle stesse massime autorità cattoliche che hanno avuto modo di contestarlo. Fino a che punto quel “prima gli italiani” possa, ad esempio, configurarsi come un messaggio cristiano e se la sua stessa politica sull’immigrazione, anche nei toni, sia da mettere in relazione con qualche passo del Vangelo. Domande con risposte piuttosto semplici. Ma andiamo oltre. Chi invece sarebbe pronto a giurare sulla Costituzione repubblicana anche prima delle elezioni é questo Di Maio, che avrebbe voluto comunicare al presidente della Repubblica i nomi dei ministri, senza aver vinto le elezioni. Giustamente Mattarella si è rifiutato di riceverlo, precisando che si vota tra sette giorni. Di Maio é rimasto perplesso per la notizia ricevuta.

Berlusconi superstar. E’ ovunque. In ogni trasmissione, in ogni incontro, e non dico in ogni luogo perché potrebbe farsi delle illusioni. Agita fogli, cartelli, simulazioni. Promette agli anziani di tornare giovani, ai poveri di diventare ricchi, alle donne sterili di gravidare e ai ciechi di vedere. Tra flat tax, blocco del’Iva, stipendi più alti, pensioni minime a mille lire (pardon eruo), dentiere per tutti, cani e gatti più intelligenti, lui ne ha per tutti. Un simpatico Dulcamara. Sembra che non sia mai stato al governo e che la vittoria sia scontata. Resta solo da stabilire chi sarà il presidente del Consiglio solo perché Silvio è incandidabile. Oggi Veltroni ha rilanciato a Torino la poesia del Partito democratico. Ha flirtato con Gentiloni, ha voluto dare il suo appoggio alla sua creatura oggi in grande difficoltà anche per lanciare un avvertimento. Il Pd è nato per la politica dell’alternanza e del bipolarismo. Dunque Berlusconi resta un avversario e non può diventare un alleato. Walter però ha ignorato il fatto che il bipolarismo non c’è più. E’ nato il terzo incomodo rispetto al suo progetto. E la legge elettorale è tornata in larga parte proporzionale. I governi si fanno dopo le elezioni. Anche questo è un segno dei tempi. Che ci sia qualcuno che si accorga del fatto che si vota domenica prossima?

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore condivido il tuo magistrale chiarimento politico.Aggiungo che Salvini,Di Maio e Berlusconi sono figure pregne di egoismo elettorale che non potranno avere maggioranze compromettenti il 4 marzo 2018.Manfredi Villani.

  2. Da quanto capita di vedere o leggere, vi è un Paese occidentale, piuttosto importante e con ordinamento statuale repubblicano, dove il giuramento sulla Bibbia è prassi non infrequente e di lunga data, e di rilevante significato simbolico, tanto da accompagnare pure l’insediamento dei suoi Presidenti, e vi si ricorre probabilmente per dare solennità alle parole che vengono pronunciate e all’impegno con cui si intende onorarle.

    Da quanto ne so, noi non ci siamo mai stupiti di tale atto, e molti di noi lo hanno probabilmente guardato con molto rispetto, riconoscendovi forse un modo per mantenere e rafforzare la propria identità di popolo e .di nazione, così come il levarsi in piedi davanti all’alzabandiera, e a me non pare sconveniente che anche da noi si riscopra il senso dei valori (che sono cristiani, assieme a quelli liberali, come giustamente scrive il Direttore).

    Paolo B. 26.02.2018

  3. Questa volta direttore siamo d’accordo. Mi spiace ma gli Stati Uniti non sono un modello da imitare in tutto e per tutto. Esprimere una politica di odio ed allo stesso tempo giurare sui sacri testi è ipocrisia da un punto di vista laico, blasfemia e peccato mortale da un punto di vista religioso. Caro direttore, le sue osservazioni sono corrette ed argute ed io le condivido pienamente.

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