martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Spd. Sulla grande coalizione la parola alla base
Pubblicato il 08-02-2018


SPD-coalizione

Una volta raggiunto l’accordo fra i conservatori di Angela Merkel e i socialdemocratici per una nuova Grosse Koalition, in Germania l’ultima parola spetta alla base della Spd. I 463.723 militanti che risultavano iscritti al partito il 6 febbraio potranno votare per dire sì o no all’intesa: si tratta di persone di almeno 14 anni, non necessariamente originarie della Germania.

La consultazione interna si terrà dal 20 febbraio al 2 marzo, il voto sarà espresso via posta e un risultato dovrebbe essere annunciato il 4 marzo. Difficile prevedere l’esito: nonostante la direzione del partito si sia schierata apertamente a favore dell’accordo, e nonostante le concessioni importanti da Merkel alla Spd, si preannuncia un risultato combattuto. A gennaio i circa 640 delegati della Spd, cioè i quadri del partito, avevano già fatto emergere le loro divisioni approvando solo con il 56% l’apertura dei negoziati per un nuovo governo di Grosse Koalition, o ‘GroKo’ come la chiamano i media. Uno schiaffo per il leader Spd Martin Schulz, il quale mercoledì ha annunciato che lascerà la presidenza del partito e mira a ricoprire il ruolo di ministro degli Esteri nel nuovo esecutivo.

Il leader dei giovani Spd contro la Groko
Il leader dei giovani della Spd, Kevin Künhert, è diventato il portabandiera dei socialdemocratici contrari a una riedizione della GroKo. Recentemente ha lanciato una campagna di adesione alla Spd con l’unico obiettivo di attirare dei membri ostili a un’alleanza con la destra, e in poche settimane il partito ha ottenuto circa 25mila nuove iscrizioni.

Se base spd dice sì
Se la base della Spd voterà sì alla nuova Grosse Koalition, Angela Merkel nel mese di marzo dovrà essere eletta cancelliera dal Bundestag per un quarto mandato. In questa eventualità, la sua candidatura verrà presentata formalmente dal presidente Frank-Walter Steinmeier e dovrà ottenere il sostegno della maggioranza assoluta dei parlamentari. A quel punto il capo dello Stato dovrà nominare i ministri su proposta della cancelliera. L’esecutivo, dunque, potrebbe essere in funzione già nella seconda metà di marzo, cioè circa sei mesi dopo le legislative, un record. Il quarto mandato di Merkel dovrebbe terminare, di norma, nell’autunno del 2021.

Se base Spd dice no
Se la base della Spd votasse invece no all’accordo per una nuova Grosse Koalition, la Germania cadrebbe in una situazione politica inedita e difficile: o un governo di minoranza, sempre a guida Merkel, oppure il ritorno alle urne. In questa eventualità gli scenari sono regolati dall’articolo 63 della Costituzione tedesca.

L’articolo 63 della costituzione
La Carta prevede che il capo dello Stato proponga ai deputati un candidato alla cancelleria, che nel caso preciso sarà con ogni probabilità Angela Merkel dal momento che i conservatori sono arrivati in testa alle legislative: se Merkel dovesse fallire nel tentativo di raccogliere una maggioranza assoluta al Bundestag un secondo voto si potrà tenere nei 14 giorni successivi; in caso di nuovo fallimento, in un terzo voto le sarà sufficiente la maggioranza semplice per essere eletta. A quel punto Steinmeier avrà sette giorni di tempo per decidere se nominare Merkel cancelliera per guidare un governo di minoranza. In caso contrario, può sciogliere il Bundestag e indire nuove elezioni.Nei fatti sarebbe Merkel a decidere quali dei due scenari preferisce, cioè se il governo di minoranza o il ritorno alle urne. Ma dal momento che la cancelliera ha detto che non intende governare senza una maggioranza chiara, la dissoluzione del Parlamento sembra l’opzione più probabile in caso in cui la Grosse Koalition dovesse saltare. Nuove elezioni si dovrebbero allora celebrare nei 60 giorni successivi.

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