martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Gli attacchi in stile comunista di Leu a Prodi e Gentiloni
Pubblicato il 21-02-2018


dalema grasso

“Una campagna elettorale monocorde, quella di Leu. E miope. Lo stile è quello della Terza Internazionale: attaccare la sinistra riformista sempre e comunque. Prodi sostiene Insieme? Sbaglia. Gentiloni? Una sfumatura del renzismo. Nella classifica degli assist hanno già oscurato Pirlo. E sanno bene che la partita è tra due fronti con sistemi valoriali contrapposti. Una riedizione senza pathos del congresso di Livorno del 1921 quando la storia, da tempo, ha dato ragione a Turati e torto ai comunisti”. Lo ha dichiarato Riccardo Nencini, promotore della lista di ispirazione ulivista ‘Insieme’, riferendosi agli attacchi di Leu di questi giorni alla notizia dell’endorsement di Romano Prodi a Bologna di sabato scorso per ‘Insieme’, dove era presente anche il premier Paolo Gentiloni. “Chi è il vero leader di LeU?” si chiede ancora Nencini.  “Grasso non mi pare stia sfondando, il personaggio significativo  è D’Alema. E gli italiani lo capiscono, non hanno mica l’anello al naso”. “Dopo il 4 marzo – ha concluso – c’è una cosa sola da fare: mettere insieme le forze riformatrici italiane”.

Lo schema di Leu è ormai ripetitivo e immutabile. Al centro dei sui attacchi in una campagna elettorale a senso unico contro il centro sinistra. Come se il risultato di Lega Forza Italia e Cinquestelle fosse per loro un fattore secondario. E sulla possibilità di un abbraccio post elezioni tra Berlusconi e gli epurati dalle liste pentastellate interviene Angelo Bonelli. “Oggi Berlusconi – ha detto Bonelli – ha spiegato che il Grande Inciucio è già pronto: la superficiale e contraddittoria selezione dei senatori e deputati del movimento 5 stelle sarà con molta probabilità il serbatoio dei parlamentari che andranno in soccorso a Berlusconi per formare un governo di centrodestra”.

Lo scrive in una nota il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli e promotore della Lista Insieme, che spiega: “Non parliamo solo di quelli che sono stati espulsi dal Movimento, e sui quali Berlusconi ha già promesso che gli farà conservare l’intera diaria, ma anche quelli dormienti, che si sono proposti nella selezione farlocca del Movimento 5 Stelle solo con l’intenzione di consentire un governo di centrodestra. E quindi in tutta evidenza che oggi chi vota il Movimento 5 stelle rischia di dare un voto indiretto al centrodestra di Berlusconi perché buona parte di quei parlamentari andranno in soccorso del governo che lui ha in mente.” “Questa campagna elettorale si gioca su tanti aspetti equivoci – conclude Bonelli – e noi dobbiamo dare retta a ciò che Prodi ha indicato come soluzione per non regalare il Paese al centrodestra di Salvini: un centrosinistra unito. È questa la vocazione primaria della Lista Insieme.” A dire il contrario e smentire in fretta il proprio alleato ci pensa Matteo Salvini affermando esattamente il contrario di quanto poco prima aveva detto Berlusconi. “Punto a vincere seguendo il programma del centrodestra, senza raccattare i transfughi e profughi politici dei Cinque Stelle”. “I 5 stelle – ha aggiunto – potevano selezionare meglio prima i loro candidati, è il primo caso della storia dove se ne vanno prima di essere eletti”.

Il rischio di un risultato che porti l’Italia nell’ingovernabilità è una delle preoccupazioni di Bruxelles che auspica per il dopo elezioni “un governo che governi” come ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. “Mi astengo da formulare previsioni e opinioni – ha aggiunto Juncker – vedremo dopo le elezioni. L’Italia è un Paese che amo”. Di stabilità ha parlato anche l’ex Presidente della repubblica Giorgio Napolitano per il quale “Paolo Gentiloni è divenuto punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo e non solo nel breve periodo della governabilità e della stabilità politica dell’Italia”.

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