sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

GUERRA CONTRO EMBRACO
Pubblicato il 15-02-2018


Foto LaPresse/Giordan Ambrico 11/01/2018, Torino (Italia) Cronaca Embraco blocca paese e strada principale Nella foto: Lavoratori Embraco Photo LaPresse/Giordan Ambrico Embraco blocks to country and main road January 11, 2018 , Torino( (Italy) In the pic: Embraco workers

Foto LaPresse/Giordan Ambrico

Carlo Calenda si era schierato da subito contro i licenziamenti di Embraco e oggi riparte alla carica contro l’Azienda che ha deciso di delocalizzare nell’Est europeo. Il ministro Calenda attacca i vertici di Embraco definendo “irresponsabile” il comportamento dell’azienda. Il governo è in guerra con Embraco?, gli chiedono i giornalisti a margine della firma dell’accordo su Alcoa. “Assolutamente sì”, risponde il ministro. “Il comportamento di Embraco è stato del tutto irresponsabile come non ho mai visto in tanti di tavoli di crisi: continui rinvii, impegni disattesi e confusione sulle regole. Il governo metterà in atto tutto quello che è nelle sue capacità per riportare alla ragionevolezza una multinazionale che si sta comportando nel peggiore dei modi possibili”. Alla direzione di Embraco, incontrata la scorsa settimana in prefettura a Torino, Calenda aveva imposto il ritiro dei licenziamenti e l’avvio di una procedura di cassa integrazione, per poi avere il tempo di ragionare sulla reindustrializzazione del sito per un nuovo investitore. Il ministro ha minacciato l’azienda di ripercussioni in caso volesse andare avanti per la sua strada. Pronta la risposta di Bratislava in merito: “Non abbiamo ricevuto comunicazioni da Ue nè dall’Azienda. Rispettiamo regole, da noi gli aiuti di Stato sono tra i più bassi dell’Europa dell’Est”.
Ma le critiche del Capo del Mise non si fermano alla sola Whirlpool, ma toccano il modus operandi di Aziende che sfruttano la Comunità europea con la complicità di alcuni Paesi comunitari, quelli dell’ex blocco sovietico. Il ministro dello Sviluppo Economico ha accusato oggi alcuni paesi est europei che fanno parte dell‘Unione di praticare una concorrenza “squilibrata”, favorendo le delocalizzazioni di aziende ricorrendo anche a fondi strutturali.
“C’è un problema politico non più tollerabile: non penso che si possa andare avanti con una competizione coi Paesi dell‘Est che ritengo squilibrata”, ha detto oggi Calenda rispondendo a una domanda di Reuters a margine della firma per la chiusura del dossier Alcoa. Il ministro ha criticato quelli “che difficilmente definirei paesi che si riconoscono pienamente nei valori europei” e che “prendono un sacco di contribuiti” ma operano “in condizioni di dumping economico, ambientale e sociale”. Ma nel mirino di Calenda non ci sono solo la Embraco del gruppo Whirlpool e la Honeywell, che hanno annunciato licenziamenti in Italia con la delocalizzazione della produzione in Slovacchia, il ministro ha infatti menzionato anche la vertenza della compagnia Carlson Wagonlit che vuole chiudere la sede italiana per delocalizzare in Polonia, continuando comunque a seguire clienti italiani. “Se l‘azienda va avanti così cercherò di spostare i lavoratori su altre agenzie che restano in Italia e di spostare i committenti che chiamerò uno per uno. Esiste un principio di responsabilità dell‘impresa che va rispettato”, ha concluso.
Per quanto riguarda la Embraco, tra poco più di un mese partiranno i licenziamenti per 497 dipendenti su 537 e la produzione di compressori per frigoriferi si fermerà. L’ennesimo rinvio dell’incontro al Ministero tra Embraco e ministro Calenda getta nella disperazione più nera gli operai dello stabilimento di Riva presso Chieri.
Oggi era in programma un incontro a Roma tra azienda, sindacati e ministro allo Sviluppo Carlo Calenda, ma il tavolo è stato spostato a lunedì. “Da oltre tre mesi la Embraco Whirlpool smentisce e disattende gli impegni che si assume nei vari tavoli di trattativa compreso quello con il ministro Calenda. Ogni volta rimanda e cambia posizione. A noi pare che voglia soltanto, come i fatti dimostrano, disimpegnarsi dal nostro Paese. Noi pensiamo, così come il Governo, che il primo passo deve essere il ritiro dei licenziamenti”, commentano Lino Lamendola e Ugo Bolognesi della Fiom-Cgil. Nel frattempo i lavoratori della fabbrica di Riva di Chieri si sono mobilitati: dopo il presidio a Sanremo la protesta operara coinvolgerà anche il derby Torino Juventus di questa domenica. Oggi poi una delegazione di operai si è recata Villanova d’Asti per incontrare il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che era in visita allo stabilimento della Marcegaglia. Gli addetti hanno tenuto un presidio davanti alla fabbrica e quando il ministro è uscito gli hanno ricordato la loro condizione. Poletti ha risposto che “il Governo sta facendo e farà tutto il possibile per trovare una soluzione. Abbiamo aperto una discussione con l’Europa ed è evidente che non è accettabile che l’azienda faccia quello che vuole. In questo momento l’obiettivo è che l’azienda torni al tavolo, ritiri i licenziamenti e ci dia un piano di prospettiva”.

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