mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

I congedi previsti per i lavoratori impegnati nella prossima consultazione elettorale. Inps, accrediti per congedo parentale
Pubblicato il 26-02-2018


I congedi previsti per i lavoratori impegnati nella prossima consultazione elettorale
LE ASSENZE PER ELEZIONI

È un vero e proprio esercito, abbastanza numeroso, di presidenti, di scrutatori e di rappresentanti di lista dei partiti quello che sarà formalmente impegnato nei seggi elettorali per le elezioni amministrative che si svolgeranno il 4 marzo prossimo. Tra questi ci saranno anche tanti lavoratori dipendenti, che, volentieri o meno, dovranno lasciare aziende e uffici per provvedere all’espletamento di tutte le operazioni legate a questo delicatissimo e irrinunciabile compito. L’occasione è quanto mai opportuna per ricapitolare che cosa deve fare chi, ritornato alla consueta attività, al termine dello scrutinio, si appresta alla solita querelle con il reparto personale della propria ditta per stabilire i propri diritti nel caso di mancata presenza al lavoro motivata dall’importante incarico svolto presso l’urna di assegnazione. Riguardo al titolo ad assentarsi dal lavoro ed al trattamento spettante in tema di riposi compensativi, è fuor di dubbio che i giorni dedicati ai previsti adempimenti di cui si tratta, siano considerati a tutti gli effetti periodi di attività lavorativa secondo quanto dispone l’articolo 119 del Testo Unico n. 361/57, modificato dalla legge n. 53/90. Ciò comporta il conseguente obbligo per il datore di lavoro, non solo di permettere l’assenza, ma di retribuirla. Per di più, la stessa legge n. 53 del 1990 ha precisato che il diritto ai riposi compensativi e alle assenze retribuite compete anche ai rappresentanti di lista. Poiché le funzioni di presidente e scrutatore dei seggi sono del tutto equiparate all’espletamento dell’attività lavorativa, non è consentito alle aziende di richiedere prestazioni professionali nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, pure se l’eventuale turno di lavoro fosse collocato in orario diverso da quello di presenza disposto per la nomina ricevuta. Per quanto attiene i riposi compensativi la Corte Costituzionale ha riaffermato il principio secondo cui il lavoratore ha titolo al recupero delle giornate festive (la domenica) o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta) destinate alle operazioni elettorali, nel periodo immediatamente successivo ad esse. In altre parole, i soggetti interessati hanno diritto a restare a casa, ovviamente pagati, nei due giorni successivi all’effettuazione del mandato ricevuto (se il sabato è lavorativo), o nel giorno successivo (se non viene osservata la settimana corta) in forza della parificazione legislativa tra attività al seggio elettorale e prestazione professionale, rispetto alla quale la garanzia del congedo è precetto costituzionale.
Ove gli adempimenti connessi all’ufficio ricoperto per designazione abbiano termine di lunedì, come è stato durante le precedenti ultime consultazioni politiche, le giornate di diritto al riposo dovrebbero essere il martedì (ed eventualmente il mercoledì, se il sabato non è lavorativo). Per avere titolo ai riposi o, in sostituzione, alla retribuzione e ai benefici di cui si è accennato, il lavoratore dovrà produrre all’azienda l’attestazione del presidente del seggio elettorale, regolarmente timbrata con il bollo della sezione e dalla quale risulti la data e l’ora di inizio e di conclusione delle funzioni.
Sulla materia in questione, anche la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro ha recentemente approntato un utile vademecum per gestire al meglio le assenze dei lavoratori impegnati nella ‘macchina’ elettorale: presidenti di seggio, segretari e scrutatori, nonché rappresentanti di lista o gruppo e rappresentanti dei partiti o gruppi politici (o promotori dei referendum).
Per la cronaca ricordiamo che Il 4 marzo 2018, in occasione delle elezioni politiche, (che avranno luogo dalle 07:00 alle 23:00. Lo scrutinio si svolgerà subito dopo la chiusura dei seggi e la precedenza verrà data alle schede del Senato. Lo spoglio delle schede votate non dovrebbe terminare oltre la mattinata di lunedì 5 marzo), ci sarà il battesimo della nuova legge elettorale approvata dal Parlamento nel 2017, il sistema chiamato Rosatellum. Sul cosa cambia rispetto a prima è stato lo stesso Ministero dell’Interno ad annunciare che sono intervenute numerose novità, quindi è importante sapere prima di recarsi ai seggi come ci si deve comportare per fare il proprio dovere e per difendere il proprio diritto di elettore e, nel frattempo, non disperdere il proprio voto, rischiando di renderlo inutile oppure – peggio ancora – di consegnarlo inconsapevolmente all’avversario.

Fondazione studi Consulenti del lavoro
ASSENZE PER ELEZIONI

Sulla materia elettorale, anche la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro ha da già tempo approntato un utile vademecum per gestire al meglio le assenze dei lavoratori impegnati nella ‘macchina’ elettorale: presidenti di seggio, segretari e scrutatori, nonché rappresentanti di lista o gruppo e rappresentanti dei partiti o gruppi politici (o promotori dei referendum).
I giorni di assenza sono considerati dalla legge, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa. “Ciò significa – spiega la Fondazione Studi – che i lavoratori hanno diritto al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta all’ordinaria retribuzione mensile, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali. Per i giorni in cui non era prevista prestazione lavorativa, invece, l’interessato avrà diritto a tante ulteriori quote giornaliere di retribuzione che si andranno ad aggiungere a quelle normalmente spettanti”. “Per tali giornate di mancato riposo, tuttavia, il lavoratore potrà optare per il godimento di giornate di riposo compensativo – si precisa – al posto della retribuzione aggiuntiva”. Il titolo alla retribuzione compete per le singole giornate di partecipazione al seggio, a prescindere dal numero di ore di impegno. “I giorni festivi e quelli non lavorativi (ad esempio il sabato nella settimana corta) – proseguono i consulenti del lavoro – sono compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita o, in alternativa, recuperati con una giornata di riposo compensativo”. La legge in proposito non chiarisce le modalità di scelta tra riposo compensativo e retribuzione. “Per quanto riguarda invece i riposi compensativi, secondo l’orientamento della Corte Costituzionale, il lavoratore ha diritto al recupero delle giornate festive (la domenica), o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta), destinate alle operazioni elettorali – puntualizza la Fondazione Studi – nel periodo immediatamente successivo ad esse”. In altri termini, gli interessati avranno diritto a restare a casa e ad essere retribuiti nei due giorni successivi alle operazioni elettorali (se il sabato è non lavorativo), o nel giorno successivo (se il sabato è lavorativo). “In base ai principi in tema di riposo settimanale – si ricorda – il riposo compensativo deve essere goduto con immediatezza, cioè subito dopo la fine delle operazioni al seggio. La rinuncia al congedo in questione deve comunque essere validamente accettata dal lavoratore”.

Inps
ACCREDITO CONTRIBUTI CONGEDO PARENTALE

I periodi di congedo parentale (astensione facoltativa) fruiti durante il rapporto di lavoro sono coperti da contribuzione figurativa (articolo 35, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151). Il beneficio previdenziale è rivolto ai genitori che fruiscono del congedo parentale, nei limiti della durata dello stesso, e dunque (articolo 32, d.lgs. 151/2001): alla madre; al padre; a un solo genitore, qualora ve ne sia uno solo.
Poiché la durata del congedo parentale e la disciplina della spettanza fra i due genitori si è modificata nel tempo, i periodi da accreditare figurativamente variano in relazione alla collocazione temporale dell’evento.
La contribuzione figurativa spetta altresì per il periodo di prolungamento del congedo parentale previsto per il caso di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, legge 5 febbraio 1992, n. 104  (articolo 33, d.lgs. 151/2001).
Domanda
L’accredito figurativo avviene nella gestione assicurativa in cui risulta assicurato il rapporto di lavoro sospeso nel caso di congedo parentale.
L’accredito figurativo avviene in automatico in tutti i casi in cui l’Istituto abbia i dati per procedervi (circolare 24 gennaio 2013, n. 11).
Diversamente va presentata domanda alla sede Inps competente secondo la residenza dell’interessato.
Alla richiesta va allegata la dichiarazione del datore di lavoro attestante il periodo esatto dell’astensione facoltativa dal lavoro.
Nei casi di impossibilità di accludere l’attestazione del datore di lavoro, si può presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da riscontrarsi con le registrazioni apposte sul libretto di lavoro o con la posizione assicurativa, dalla quale sia possibile desumere che il periodo di assenza si collochi nell’ ambito di un periodo di lavoro prestato effettivamente presso l’ azienda (circolare 14 novembre 1996, n. 220).

Inps
PAGATI OLTRE 400MILA BONUS MAMMA

Alla data odierna risultano pagati 400.352 prestazioni di “premio alla nascita” (c.d. bonus mamma domani), per un totale di 320 milioni di euro.
Dal 4 maggio 2017 sono state presentate 496.134 domande. Le richieste respinte sono state 59.413, mentre 36.369 sono quelle ancora in lavorazione.
Delle 496.134 domande arrivate, ben 153.538 (circa il 31%) sono state presentate online direttamente dal cittadino: un risultato cui si è giunti grazie al programma di acquisizione delle domande, un applicativo user friendly che ha permesso di interagire in maniera semplice con l’Istituto, e grazie anche al più elevato grado di alfabetizzazione informatica della platea interessata al bonus.

Inps
IL PIN ONLINE

Il Pin (Personal identification number) è il codice identificativo personale che consente l’accesso ai servizi online dell’Inps, in base alle caratteristiche anagrafiche dell’utente e ad altri dati presenti negli archivi. Grazie a questo sistema di riconoscimento, ogni utente può usufruire dei servizi a lui dedicati. Il Pin online può essere richiesto da qualsiasi utente che voglia usufruire dei servizi online offerti da Inps.
Come si utilizza
Il Pin può essere ordinario, per consultare i dati della propria posizione contributiva o della propria pensione, oppure dispositivo, per richiedere le prestazioni e i benefici economici ai quali si ha diritto. L’utente può comunque inoltrare una domanda di prestazione anche con il Pin ordinario, per bloccare l’eventuale decorrenza dei termini. L’istanza sarà lavorata non appena l’utente avrà convertito il Pin ordinario in Pin dispositivo.
Domanda
Il Pin si può richiedere: presso le sedi Inps (in tal caso, il Pin sarà dispositivo); online, attraverso la procedura di richiesta Pin; tramite Contact center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico). Le sedi Inps rilasciano immediatamente il Pin dispositivo. Invece, il Pin ottenuto online o tramite il Contact center è di tipo ordinario. Per richiedere prestazioni e benefici economici occorre dunque convertire il Pin ordinario in Pin dispositivo.
Il Pin assegnato all’utente scade ogni sei mesi, mentre il Pin assegnato agli intermediari istituzionali scade ogni tre mesi.

Carlo Pareto

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