domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il business dell’acqua minerale non conosce crisi
Pubblicato il 21-02-2018


acqua_minerale

Gli italiani e l’acqua minerale hanno un flirt esclusivo, con pochi concorrenti nel mondo. Siamo il Paese che ne beve di più con un dato considerevole, cioè 206 litri pro capite (fonte Ansa). È una cifra importante, che conferma quanto si può accertare in giro, in ogni negozio o supermercato. Basta “sbirciare” con discrezione nei carrelli della spesa altrui – dove, tra le varie mercanzie, le bottiglie in questione non mancano mai. Anzi, non è raro osservare borse, sacchetti e sporte colme all’inverosimile proprio di “minerale” – manco gli interessati dovessero farne scorta per attraversare il deserto del Sahara! Negli scaffali della GDO è disponibile in formato grande – da un litro e mezzo, e in quelle da mezzo, che proprie queste ultime ci accompagnano fedelmente 24 ore al giorno – dal lavoro al tempo libero.

A quanto pare l’acqua confezionata è un bene cui non si rinuncia, tutt’altro, arriva prima di altri generi. E questa tendenza si è convalidata col passare degli anni, diventando a tutti gli effetti un habitué per tutte le classi sociali. Mah, e pensare che fino a qualche decennio fa era una consumazione fruita perlopiù al bar o in trattoria occasionalmente! Certo, con la diffusione della plastica anche l’acqua ha toccato l’Olimpo del successo. Tra l’altro, rispetto alla mise vitrea ha avuto gran diffusione il noto ‘mezzo litro’, vale a dire la “tascabile”! Inoltre il nostro Belpaese vanta una produzione acquifera sui generis, poiché siamo ai vertici della categoria, basti pensare che nel solo 2016 abbiamo esportato la bellezza di 1,3 miliardi di litri per un valore di 480 milioni di euro! In buone parole, quasi ogni località ha una sorgente e brand localizzato, alcune più conosciute ed altre un po’ meno.

Per quanto concerne le caratteristiche della “mineral water” c’è chi pensa che quella con le bollicine disseti più di quella naturale. In verità, custodiscono all’incirca le stesse virtù, tuttavia la “gassata” è addizionata di anidride carbonica, per cui chi soffre di problematiche croniche, ad esempio, la dilatazione gastrica o il meteorismo sarebbe meglio consultasse prima il suo curante, che dopo valutazione potrà negarla o consigliare di alternarla con quella naturale. In linea generale, non avendo limitazioni accertate bere acqua è il non plus ultra – a pasto e lontano, senza però tracannarla e soprattutto non gelata, specie d’estate quando l’organismo è accaldato dall’afa.

Sul versante “divulgativo” non manca nulla, visto che le aziende appongono un’etichetta esaustiva nel retro delle bottiglie e anche all’esterno della confezione, che dà tutte le informazioni necessarie. Ad esempio, ci sono acque più o meno ricche di calcio, con percentuali differenti di sodio e di altri minerali. Si tratta di notizie fondamentali, che possono far da “cicerone” all’acquisto, comunque nel cartellino compare quasi sempre un numero verde, per cui, nel caso di dubbi o curiosità telefonare senza indugi. In qualunque modo non occorre essere medici o scienziati per capire che una puntuale idratazione fa bene e migliora la qualità della vita.

L’acqua, inoltre, non è calorica perciò anche chi è in sovrappeso e segue una dieta ipocalorica e bevendone non implementerà le calorie “appioppate” dal resto degli alimenti. Una domanda diffusa: meglio il vetro o la plastica? Ciò che si trova in commercio è in ossequio a quanto la legge impone, in primis – igiene e qualità. Inoltre sin dall’origine il prodotto è controllato a tutela del consumatore. Certo, ci sono alcune accortezze che l’utente deve concretizzare – ad esempio evitare di conservare la bottiglia di plastica al sole o in prossimità di fonti di calore, ed usarla come borraccia, poiché il continuo ‘svuota e riempi’ potrebbe innescare delle contaminazioni. Consumatela senza fretta, in seguito cestinate il tutto nell’apposito contenitore. Una raccomandazione riguarda il tappo, anzitutto per la gassata, che va chiuso energicamente altrimenti le bollicine andranno a farsi benedire. Bevete in relazione al vostro gusto e il tipo che preferite (frizzante, lievemente o non), con la consapevolezza che il cristallino elisir di Madre Natura è fondamentale alla vita di tutti gli esseri viventi, quindi anche per l’uomo.

Per quanto sia una presenza “famigliare” sugli attributi dell’acqua si tende a glissare ed invece sarebbe bene imparare il più possibile. Come per quella destinata ad uso personale (o domestico), anche la minerale non va sprecata! Nessun bene è così prezioso e per certi versi raro; se da noi è una realtà scontata in alcuni luoghi del pianeta non è garantita a tutti, anzi, vale più dell’oro. Pensate a chi percorre chilometri all’inverosimile per andare a far rifornimento con taniche e tanichette. Ricordiamocelo quando gustiamo il nostro bicchiere bello e colmo del più prezioso dei liquidi, non perché lo stesso ci debba ‘pesare’, bensì per apprezzarlo sino all’ultima infinitesimale goccia.

Stefano Buso

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