sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il fondo per il Micro-credito non lo ha inventato il M5S
Pubblicato il 16-02-2018


A pochi giorni dalle politiche impazza la bufera sul Movimento Cinque stelle che della trasparenza aveva fatto il suo fiore all’occhiello. Si allarga lo scandalo dei finti rimborsi del Movimento Cinque Stelle, e dei finti bonifici di alcuni parlamentari che solo all’apparenza hanno detto di restituire indietro parte dei compensi ottenuti, e invece hanno fatto ben altro. Un ‘buco’ per il tanto osannato microcredito… Ma vediamo cos’è il fondo per il microcredito e come funziona


microcreditoCosa è il fondo per il microcredito?

È semplicemente un idea venuta ad un banchiere bengalese, Muhammad Yunus. Vincitore del premio Nobel nel 2006. Un fondo concepito come un sistema di prestiti per imprenditori che si trovavano in situazioni disagiate per poter chiedere i soldi alle banche. Quindi senza garanzie. In sostanza i Cinque Stelle non si sono inventati proprio un bel niente.

Sui siti ufficiali del Movimento Cinque Stelle, non sui canali istituzionali, perché sia mai che vengano utilizzati, troviamo scritto così: “Il microcredito nasce grazie ad un fondo creato dai parlamentari 5stelle che si sono dimezzati gli stipendi”. Tralasciamo volutamente le polemiche degli ultimi giorni.

Quando è nato?

In Italia il fondo per il microcredito è stato approvato con il D.lgs. 141/2010 e modificato successivamente con il D.lg. 169/2012. In questi due anni grazie al fondo sono stati erogati più di 7 mila prestiti per una cifra superiore ai 60 milioni di euro. Qui le informazioni ufficiali, per chi volesse disertare il Blog Pentastellato e saperne di più.

Inoltre, per amore della verità, il fondo dove i parlamentari versano il residuo del loro stipendio è il fondo di garanzia. Nasce nel 1996 sotto il Governo Prodi. Quando Grillo a occhio e croce faceva ancora ufficialmente il comico, per lavoro e non sotto mentite spoglie. Fondo operativo dal 2000 e gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

E i cinque stelle che dicono di versarci parte del loro stipendio?

“Alla sezione dedicata alla garanzia del micro-credito il Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato per l’anno passato trenta milioni di euro, cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati da enti, associazioni, società o singoli cittadini”. Anche questa notizia facilmente reperibile su un sito istituzionale non su un blog qualunque. Per quanto possiamo credere, nonostante facciamo molta fatica, alla verità del Sacro Graal grillino.

Se ancora non vi sembra abbastanza, vi servirà sapere che lo Stato Italiano corrisponde al suddetto fondo circa 13 miliardi, il Movimento Cinque Stelle con poco più di 10 milioni. Tralasciando i bonifici annullati. A occhio e croce lo 0,076% del Fondo.

Ma è vero che il fondo è senza garanzie reali come dice Di Maio?

Il fondo non è propriamente senza garanzie reali. Leggendo l’art.3 del D.M. è precisato che “la garanzia diretta del Fondo sui finanziamenti di cui all’articolo 3 è concessa su richiesta del soggetto finanziatore fino alla misura massima dell’80 percento dell’ammontare del finanziamento da questi concesso”. Le banche, tanto nemiche dei grillini, chiedono per quel 20% le stesse identiche garanzie che chiederebbero per un prestito normale, ovvero garanzie necessarie a coprire l’intero importo del finanziamento.

Ai Cinque Stelle va il merito di aver incrementato il Fondo (certo, non tutti), non di averlo inventato. Sono però in difetto su una cosa: alla votazione per convertire in legge il decreto riguardo il fondo di garanzia hanno votato contro. Qui le prove.

Ancora una volta, alla faccia della tanto decantata “honestà”.

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

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