martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il risveglio del contratto delle PA
Pubblicato il 22-02-2018


Buone notizie dal fronte contrattuale del Pubblico Impiego. Dopo gli Statali e la Scuola e Università, ieri è stata la volta dei dipendenti degli Enti Locali per i quali si giunti finalmente al rinnovo del contratto nazionale. Anche loro hanno atteso nove lunghi anni, ma al termine della proverbiale tirata finale ce l’hanno fatta.

L’intesa raggiunta la scorsa notte rispecchia il Protocollo che CGIL, CISL e UIL sottoscrissero il 30 novembre del 2016, ma viene prudentemente considerata dalle Organizzazioni Sindacali come un “accordo-ponte” verso un assetto contrattuale ancora da completare,fermo restando che fornisce già ora prime, importanti risposte.

Per dire. Nella busta-paga del prossimo mese di aprile i lavoratori del settore troveranno un incremento medio di 85 euro mensili ai quali si aggiungerà una somma una-tantum di 450 euro a titolo di arretrati.

Non solo soldi, ma anche nuovo spazio per i diritti di cittadinanza. Permessi, congedi, aspettative, assenze per malattia, diritto allo studio, formazione: un corredo di strumenti contrattuali con i quali si può favorire una più stretta correlazione fra welfare, qualità del tempo vita e qualità del lavoro.

Di grande rilievo viene poi considerata la conquista di una indennità di funzione a favore degli agenti di polizia locale, ai quali viene finalmente riconosciuta la condizione di particolare disagio attraverso la creazione di una specifica sezione contrattuale.

Non tutto è stato risolto con la firma di ieri notte, per questo è stata predisposta una commissione paritetica che avrà tempo fino al prossimo mese di luglio per procedere alla semplificazione dell’assetto delle declaratorie e dei profili professionali con un particolare riferimento al personale educativo e scolastico.

Negli ambienti del sindacato c’è soddisfazione per l’esito positivo di un accordo che mette fine ad un lungo digiuno contrattuale, ma già si ragiona sulla nuova fase di confronto con l’ARAN che prenderà le mosse dopo il mese di luglio, quando verrà presentata la nuova piattaforma contrattuale per il triennio 2019/2021. Per i prossimi giorni è attesa la ripresa del negoziato che dovrebbe portare alla firma del contratto anche per i dipendenti ospedalieri.

Forse è presto per dire se siamo alla vigilia una nuova stagione in cui le organizzazioni sindacali tornano a prendersi il posto centrale nella vita sociale del Paese. Quel che è certo è che la macchina contrattuale funziona e da risultati che i lavoratori apprezzano sia quando ottiene miglioramenti contrattuali come quelli che stanno ottenendo i lavoratori del Pubblico Impiego, sia quando in condizioni negative, è costretta a negoziare situazioni di crisi aziendale particolarmente gravi come quelle che stanno affrontando i lavoratori della Embraco. Dell’importanza del ruolo del sindacato sembra darne conto l’andamento dell’opinione media dei cittadini rilevata dagli istituti di ricerca demoscopica.

Da qualche mese a questa parte i sondaggi dicono che il consenso dei cittadini verso il sindacato sta nuovamente crescendo, con buona pace di tutti quelli che ne hanno pronosticato la crisi irreversibile. È vero il sindacato ha molti problemi. Deve fare i conti con un sistema di forze politiche tendenzialmente ostili al suo ruolo di rappresentanza sociale; deve misurarsi con un mondo imprenditoriale sempre più lontano dalla pratica del dialogo sociale; deve sopportare le geremiadi di opinionisti mestieranti; ma la verità è che il suo stato di salute è buono.

In Effetti quello che conta davvero è che i lavoratori sanno che sul sindacato possono fare assegnamento perché è un soggetto forte, concreto, che guarda in faccia la realtà sia quando c’è la possibilità di operare conquiste e miglioramenti, sia quando sono costretti sulla difensiva dalle difficoltà economiche generali e dalle crisi produttive. Il resto più che altro è propaganda e demagogia.

Franco Lotito
Blog Fondazione Nenni

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