giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

PASSO DI GAMBERO
Pubblicato il 01-02-2018


interior view of a steel factory,steel industry in city of China.

Ennesimo rimando e ancora scontri sull’Ilva. Stamattina dopo l’incontro al Mise tra le delegazioni sindacali e Arcelor Mittal alla presenza del viceministro Bellanova si è deciso che l’incontro tra i leader di Fim, Fiom e Uilm e il viceministro allo Sviluppo, sarà aggiornato a lunedì prossimo, 5 febbraio. “Dobbiamo fare in modo – ha chiosato Rocco Palombella- che l’investimento proposto da Arcelor Mittal, che può assicurare il futuro produttivo ed occupazionale al gruppo Ilva, sia salvaguardato. Esistono i presupposti per tutelare lavoro, produzione ed ambiente. Bisogna fare in modo che diventino una realtà concreta utile a far crescere il settore manifatturiero e, di conseguenza l’intera economia nazionale. Come sindacato siamo impegnati a realizzare questa sfida”.
“Lunedì faremo un calendario degli argomenti, sapendo che l’ipotesi di accordo deve essere comprensiva delle nostre richieste su organici e ambiente. Definiremo l’elenco degli argomenti e i principi su cui sviluppare la discussione”, ha spiegato il segretario generale della Fim Marco Bentivogli. I tre leader sindacali indicano che sull’Ilva la trattativa è ancora lunga, considerando che in ogni caso un’ipotesi di accordo deve essere sottoposta alle assemblee dei lavoratori, la cui organizzazione all’Ilva richiede circa due settimane. “Accordi in due giorni – ha chiosato il segretario confederale della Cgil Maurizio Landini – non esistono in natura”
Non solo ci sono i nodi da sciogliere in ambito sindacale, ma quella sull’Ilva resta una partita di tutti contro tutti, a partire dallo scontro tra Governo ed Enti locali. Nei giorni scorsi il sindaco Rinaldo Melucci rincara la dose e la sua invettiva contro il Governo, mentre il governatore Michele Emiliano, afferma: “Tutta l’Italia deve sapere che questo governo non solo non ha fatto nulla per l’Ilva, ma sta anche provocando danni gravissimi a tutta la vicenda”. Il Presidente della Regione Puglia sottolinea comunque che l’esecutivo “non è quello che deve dire l’ultima parola su tutta la vicenda. Perché è un governo ormai con Camere sciolte e con elezioni già indette”.
Contro le istanze locali arriva l’invettiva di Confindustria Taranto che afferma: “Una fabbrica chiusa produrrebbe solo il triplice e devastante effetto di non tutelare più la produttività, l’occupazione e soprattutto l’ambiente, visto che
continuerebbe inesorabilmente ad inquinare, aprendo una pagina intollerabile per la città, in quanto ancora più difficile e dolorosa, come altri casi ampiamente documentati – come Bagnoli – vanno purtroppo a certificare”.
Un altro nodo è ancora la questione tra l’Antitrust europeo e l’Ancelor Mittal che nel frattempo registra un boom nei profitti. Le vendite per Arcelor sono andate a gonfie vele in tutte le aree del mondo e in tutte le divisioni, compresa quella mineraria, che produce ferro e carbone. Il fatturato è cresciuto di un quinto, a 68,7 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è più che raddoppiato a 4,6 miliardi, un livello che non toccava da prima della grande crisi finanziaria.
Nel frattempo continuano i lavori a Taranto, ammonta a circa 300 mln il progetto di copertura dei parchi minerali all’Ilva di Taranto avviato oggi dall’impresa Cimolai. I 300 milioni sono a carico dell’investitore Am Investco. I commissari anticiperanno solo la parte necessaria all’avvio dell’opera, utilizzando i fondi della transazione Riva, confluiti in un prestito obbligazionario. La parte anticipata sarà poi rimborsata da Am Investco. La gestione commissariale Ilva ha provveduto ad effettuare la caratterizzazione ambientale dell’area dei parchi minerali e laddove saranno scavate le fondazioni. La stessa amministrazione straordinaria costruirà anche la barriera idraulica che servirà a mettere in sicurezza la falda sottostante l’area dei parchi. Ci sara’ in proposito anche un monitoraggio continuo. La barriera idraulica è stata ritenuta valida come progetto ed approvato dal ministero dell’Ambiente. Luigi Cimolai, presidente dell’omonimo gruppo industriale specializzato nel settore, ha garantito sul rispetto dei 24 mesi nella consegna dei lavori. “Ci siamo attrezzati ed abbino prefigurato l’organizzazione necessaria a stare nei tempi fissati” ha detto Cimolai nella conferenza stampa di oggi a Taranto.
Ma il problema dell’Ilva e di Taranto in particolare è che il conflitto tra le parti possa trasformarsi in conflitto politico: dopo gli screzi e i battibecchi di questi giorni tra il viceministro Bellanova e l’ex dem Massimo D’Alema, oggi i due si ritrovano entrambi candidati in Puglia in un match tra veri e propri big.

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