mercoledì, 14 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Istat, commercio estero a gonfie vele nel 2017
Pubblicato il 15-02-2018


commercio esteroNel 2017 le esportazioni italiane sono in crescita, rispetto al 2016, del 7,4% in valore e del 3,1% in volume. Lo rileva l’Istat aggiungendo che a crescere sono anche le importazioni con +9% in valore e +2,6% in volume. L’avanzo commerciale raggiunge i 47,5 miliardi (+81 miliardi al netto dell’energia). L’espansione dell’export è da ascrivere a entrambe le aree di sbocco: +8,2% per i paesi extra Ue e +6,7% per i paesi Ue.  Si tratta della crescita più alta mai registrata dal 2011 (quando l’aumento era dell’11,4%) e il  secondo più alto mai registrato dall’inizio delle serie nel  1991.

Nel 2017, rispetto ai principali mercato di sbocco l’Istat rileva la crescita delle esportazioni verso Spagna (+10,2%), Stati Uniti (+9,8%), Svizzera (+8,7%), e  in misura minore, Germania (+6%) e Francia (+4,9%). L’Istituto di statistica segnala inoltre la forte crescita nell’anno delle vendite verso Cina (+22,2%) e Russia (+19,3%).  Nel 2017, tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante all’incremento dell’export, sono in evidenza articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16%), autoveicoli  (+11,3%), sostanze e prodotti chimici (+9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,7%),  prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,5%).

L’Istat segnala anche la crescita delle vendite di prodotti delle altre attività manifatturiere (+5,7%) e macchine e  apparecchi (+5,4%). In particolare, quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare (26,7 miliardi) interessano i Paesi dell’Unione Europea. Ma gli Stati Uniti, con 4,03 miliardi di euro, sono di  gran lunga il principale mercato fuori dai confini comunitari e  il terzo in termini generali, dopo la Germania con 6,89 miliardi  di euro, la Francia con 4,53 miliardi e prima della Gran Bretagna con 3,34 miliardi.

In Cina, fa sapere la Coldiretti, si registrano grandi opportunità di crescita, per ora ferme a 448 milioni di euro, così come in Giappone e in Russia, dove però le esportazioni  restano fortemente limitate dall’embargo. Sono dati che il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, a margine di un convegno alla Camera, ha definito “significativi” per l’Italia che registra però “un  ritardo” rispetto agli altri Paesi europei. “Ieri sono stati pubblicati i dati Eurostat e c’è un ciclo positivo. Il confronto con  l’Europa ci vede però – ha concluso Alleva –  ancora in ritardo”.

A sottolineare il risultato positivo anche il ministro per il Commercio estero Carlo Calenda: “Chiudiamo il 2017 con export +7,4% più di Germania e quasi doppio rispetto alla Francia. Esportiamo 448 mld di beni. Saldo commerciale  di 47,5 mld, secondo più  alto di sempre. C’è chi parla di dazi e chi vara il piano Made  in Italy per aumentare il numero di imprese esportatrici”. vede però ancora in ritardo”.

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