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Opinioni e commenti
 

Italiani alle urne. Come si vota il 4 Marzo: le istruzioni di base
Pubblicato il 27-02-2018


urne-seggio-elettoraleFinalmente si vota e, come accade ogni volta, i dubbi sulle modalità affliggono molti elettori. Per evitare inutili sprechi di tempo (mio e vostro) eccovi tutte le informazioni basilari per andare a votare e non veder annullato il proprio voto (per le elezioni politiche). Cominciamo.

Quando si vota?
Dopo molti anni (17 per la precisione), si potrà votare alle politiche per un solo giorno: Domenica 4 Marzo dalle 7 alle 23. Nelle tre precedenti tornate (2006, 2008 e 2013) i giorni furono due: Domenica dalle 8 alle 22 e Lunedì dalle 7 alle 15.

Per cosa si vota?
Tralasciando le regioni nelle quali si rinnoveranno anche Presidente e Consiglio Regionale, le politiche riguarderanno il rinnovo dei membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica perché, al contrario di quello che in molti dicono, il Presidente del Consiglio non è “eletto dal popolo”. Possono votare i maggiori di 18 anni per la Camera, mentre i maggiori di 25 per il Senato.

Come si vota?
Per ognuna delle due camere verrà consegnata una sola scheda, nella quale si potrà votare sia la componente maggioritaria (detta anche uninominale) che quella proporzionale. Le modalità di voto su entrambe le schede sarà la medesima. L’elettore si troverà di fronte a vari riquadri, che rappresenteranno le singole coalizioni, con i partiti che le compongono, od i singoli partiti, nel caso in cui questi corrano in autonomia. Accanto ad ogni partito sarà scritta anche la lista dei candidati relativi al sistema proporzionale. Nella parte superiore di queste “caselle” sarà invece scritto il nome del candidato uninominale di quel collegio. Sarà possibile votare in tre modi differenti:

Ponendo una “X” sul nome del candidato nominale
Ponendo una “X” sul simbolo di un partito
Ponendo due “X” : una sul nome del candidato uninominale ed una su uno dei partiti che compongono la coalizione.
Nel primo caso il voto verrà automaticamente esteso alla coalizione e verrà diviso su base proporzionale ai voti ricevuti globalmente da quella lista. Votando invece solo per un partito, lo stesso riceverà il vostro voto per la componente proporzionale, che verrà assegnato automaticamente al candidato uninominale sostenuto. Con la terza”modalità”, il voto verrà assegnato al candidato (per la componente maggioritaria) e ad uno specifico partito della coalizione (per la componente proporzionale). Nel caso in cui un partito corresse da solo il concetto è lo stesso.

Come non si vota?
È importante ricordare che non è ammesso (quindi nullo) il voto disgiunto e cioè non è possibile votare un candidato uninominale ed un partito che si trovino in coalizioni differenti. Non è nemmeno possibile esprimere una preferenza per uno dei candidati nella lista proporzionale. Se quindi si porrà un segno su uno dei nomi presenti nelle liste del proporzionale, il voto verrà annullato.

Chi andrà in Parlamento?
Una volta votato, la conversione voti-seggi non sarà proprio banale. Per quanto riguarda la componente maggioritaria, andrà in parlamento il candidato uninominale vincitore di ogni collegio, cioè quello che avrà preso più voti. Per la componente maggioritaria non è presente soglia di sbarramento, mentre per il proporzionale ne sono presenti varie: i partiti dovranno raggiungere il 3% su base nazionale (dentro o fuori la coalizione), le coalizioni il 10%. Inoltre i voti dei partiti con meno dell’1% non saranno conteggiati per le coalizioni, mentre quelli tra l’1% ed il 3% verranno redistribuiti per quelli che avessero raggiunto la soglia di sbarramento. Partendo da queste regole, verranno eletti i candidati delle liste proporzionali in base al numero di voti ricevuti in quel collegio (dal partito o quelli redistribuiti nella coalizione).

Federico Marcangeli
Blog Fondazione Nenni

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