venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La Meloni vola in Ungheria a lezione da Orban
Pubblicato il 28-02-2018


meloni orban

C’è chi va a prendere lezioni di come si sta in Europa dal premier ungherese Viktor Orban. Proprio lui, quello che ha messo a tacere la stampa a lui non favorevole. Quello del reticolato anti-immigrati. Quello che ha speso un miliardo di euro in filo spinato e fortificazioni per chiudere l’Ungheria come fosse un fortino della seconda guerra mondiale e che ora richiede all’Europa la restituzione di almeno la metà delle spesa. Quella Europa stessa che li ha accolti dopo essere rimasti “orfani” all’indomani del crollo del muro di Berlino.

Chi oggi va da lui per cercarne il sostegno alla vigilia delle elezioni politiche è la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni. Una iniziativa alquanto bizzarra, ma in Italia siamo abituati. Tra rosari elettorali e liste dei ministri mandate per fax anche se non richieste, il livello di questa campagna elettorale sta scendendo a livelli mai conosciuti prima d’ora.

La Meloni giustifica la sua visita con una propria visione strategica. Quella dell’abbandono di un rapporto privilegiato con Francia e Germania per abbracciare invece l’est europeo. “Mi interessa – ha he detto – quello che accade nell’Est Europa, dove c’é un gruppo di nazioni, il gruppo di Visegrad, che invece si sta occupando di difendere l’economia reale dalla grande speculazione e di difendere l’identità europea dall’islamizzazione. Io penso che l’Italia di domani dovrebbe dialogare con questo gruppo piuttosto che con l’asse Franco Tedesco”.

Orban ha fatto della xenofobia e dell’antieuropismo un programma di governo. Evidentemente l’etnonazionalismo di Orbano è la cifra a cui questo centrodestra, guidato culturalmente e politicamente da Meloni e Salvini. Centrodestra e M5S si ispira. Ne deriva con chiarezza anche l’ispirazione anti-europeista di un centrodestra a trazione salviniana. Una alleanza che porterebbe l’Italia, ora in stretto contatto con i membri fondatori ed economicamente più forti e trainanti, a una emarginazione, alleandola con gli illiberali alla Orban.

“La Meloni – ha commentato in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi e promotore della Lista Insieme Angelo Bonelli – ha preso l’aereo per farsi un selfie con Orban, colui che ha messo il bavaglio all’informazione attraverso l’istituzione dell’Autorità nazionale delle comunicazioni, che sanziona con multe salate tutti i media che violano l’interesse pubblico, tradotto: è vietato criticare Orban e il suo partito. È l’attuazione nel XXI secolo delle famose ‘veline’ di memoria fascista. ” “La Meloni – ha proseguito Bonelli – è andata contro l’interesse nazionale italiano, e ciò è un fatto gravissimo, andando a rendere omaggio ad Orban, perché è colui che si rifiuta di applicare le quote di immigrati previste dall’Unione Europea. Tali quote consentirebbero di integrare in tutta Europa i migranti che arrivano in Italia. Il quadro è quindi completo e chiaro della deriva della destra verso posizioni estremiste e xenofobe: ieri Salvini ha aperto ai fascisti di Casapound, oggi la Meloni va contro l’Italia abbracciando Orban, che ha messo il bavaglio all’informazione in Ungheria e che impedisce una soluzione serena dei migranti che arrivano in Italia”.

“Siamo sempre più convinti – ha detto ancora Bonelli – che oggi sia urgente e necessario, per la qualità della nostra democrazia, costruire un argine politico e culturale a questa deriva estremista rappresentata oggi dal centro destra. La lista Insieme, all’interno della coalizione di centro sinistra, può rappresentare un punto di riferimento per tutti quei cittadini e cittadine che non vogliono che l’Italia venga governata da Salvini-Meloni e Berlusconi”.

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Commenti all'articolo
  1. Stamattina, ascoltando la Meloni che su radiouno, lodando Orbán e la sua politica xenofoba e autoritaria, prometteva un radioso futuro per l’Italia come nuovo membro del gruppo di Visegrad, per un attimo mi sono detto, è triste confessarlo, che se proprio deve morire Sansone con tutti i filistei, allora che vinca il m5s, e che lo faccia con larga maggioranza in modo da non dover allearsi con leghisti e fascisti. Visto che la Sinistra da sola non ce la farà, e che Berlusconi ha virato a tal punto verso destra da precludere ogni possibile compromesso per un ipotetico governo di larghe intese retto da Gentiloni, allora ben vengano cinque anni di governo pentastellato, così vedremo cosa sanno fare e, fra cinque anni, sfasciata l’Italia, che si riparta da zero. Nella speranza che in cinque anni si sgonfi la minaccia fascioleghista.
    Questa destra fa paura davvero.
    Saluti da Budapest, Mario.

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