lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge Merlin incostituzionale, rinviato processo ‘Escort’
Pubblicato il 06-02-2018


daddario de niccoloSarà la Consulta a stabilire se sia ancora oggi costituzionale punire chi recluta donne che volontariamente si prostituiscono. Viene di fatto accolta dalla Terza sezione della Corte d’Appello di Bari, dinanzi alla quale è in corso il processo di secondo grado sulle donne portate fra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l’istanza presentata dai difensori, sospendendo il processo “escort”.
I giudici hanno rinviato gli atti alla Corte costituzionale perché, dopo 60 anni da quando è stata approvata la legge Merlin del 1958, si esprima per la prima volta sulla incostituzionalità di alcune norme in essa contenute. L’istanza, rigettata nel processo di primo grado, è stata presentata dai difensori di Gianpaolo Tarantini, gli avvocati Nicola Quaranta e Raffaele Quarta, e di Massimiliano Verdoscia, gli avvocati Ascanio Amenduni e Nino Ghiro.
L’eccezione di incostituzionalità, nella parte in cui si affronta la questione dell’autodetermibazione nella scelta di prostituirsi, era stata rigettata nel processo di primo grado e riproposta dagli avvocati difensori in secondo.
Contrario il sostituto procuratore generale Emanuele De Maria che si era opposto: “è un lavoro che fa soffrire chi lo esercita – aveva detto – per questo, che lo di eserciti in locali di lusso o per strada, la sostanza non cambia”. Chi si prostitusce, in sostanza, rinuncia alla libertà di scegliere. A decidere ora saranno i giudici della Corte Costituzionale.

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