lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Luciano Fontana. L’Italia alla ricerca di una nuova leadership
Pubblicato il 28-02-2018


luciano fontana libroVenticinque anni dopo l’ingresso nella Seconda Repubblica, l’esigenza di dare agli Italiani uno strumento di riflessione sulla loro recente storia politica è appagata da Luciano Fontana nel suo libro Un paese senza leader. Storie, protagonisti e retroscena di una classe politica in crisi (Longanesi, Milano 2018, pp. 223). La chiarezza di linguaggio e lo stile scorrevole, che caratterizzano la narrazione, sembrano scontrarsi con la crisi politica e istituzionale che l’Italia attraversa da diversi decenni. Il collasso (o per altri «l’impazzimento») del sistema politico e l’attesa delle elezioni del 4 marzo rendono necessaria una ricerca dei suoi aspetti negativi come assenza di veri leader, governi instabili, tassazione elevata, intralci burocratici.
Nel corso della sua narrazione l’Autore indica una via d’uscita, che trova nella scelta di una classe politica competente e nella selezione oculata dei suoi membri sulla base del merito e delle aspirazioni degli elettori. Forse egli chiede troppo, ma l’invocazione di nuova leadership è connessa ad un vocabolo antico e sempre attuale, che è quello della serietà, finalizzata al «bene comune» e alla ricerca di riforme compatibili con la situazione critica del Paese. Così il compito del politico non deve racchiudersi in vacue promesse, ma proiettarsi nella definizione di serie risposte ai problemi impellenti dell’economia e di altri come quelli relativi al mercato del lavoro, alla pubblica amministrazione, alla ricerca scientifica e all’efficienza del sistema giudiziario.
L’incipit è dedicato a Silvio Berlusconi (classe 1936), protagonista di «un centrodestra sempre ricco di voti ma in crisi di strategia e di progetti unificanti» (p. 20). La discesa in campo avviene nell’inverno 1993 con l’aiuto di funzionari delle sue imprese e la costituzione di un partito politico denominato Forza Italia. Esso, rileva l’Autore, «deve occupare un preciso spazio di mercato» (p. 26), costituito da anticomunisti e da persone attratte dal nuovo mercante di sogni sulla scia del noto e fortunato libro Il venditore. Storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest (Milano 1995). Tra «scivolate e tante cadute» la leadership di Berlusconi rimane integra grazie alle televisioni e ad una speciosa abilità, volta a trasformare un pubblico di spettatori in acquirenti e potenziali elettori. Tra peripezie parlamentari e vicissitudini giudiziarie l’imprenditore milanese passa in modo disinvolto dal rifiuto della «vecchia politica di palazzo» a un corredo di promesse elettorali, di cui l’esempio più vistoso è per l’Autore quello firmato l’8 maggio 2001 nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta condotta da Bruno Vespa. Di queste promesse le più note sono quelle relative alla riduzione delle tasse, alle misure per la sicurezza dei cittadini, all’elevazione delle pensioni minime, alla creazione di nuovi posti di lavoro e all’apertura di cantieri pari almeno al 40% degli investimenti previsti nel Piano per le grandi opere. L’avventura di Berlusconi, che comincia all’insegna dei giudici con l’auspicio di un loro intervento per scardinare la vecchia classe politica, prosegue dopo cinque lustri nello stesso modo con la battuta e la barzelletta come registro comunicativo, con cui il direttore del «Corriere della Sera» apre il capitolo sull’imprenditore lombardo.
Di Matteo Renzi, nato a Firenze il 1° gennaio 1975 e segretario del Partito democratico (Pd) eletto per la seconda volta alle primarie del 30 aprile 2017, l’Autore dà un giudizio veritiero, paragonandolo a un giocatore di poker «che rilancia sempre, anche se si tratta solo di un bluff» (p. 52). Egli riporta alcune battute scambiate con il leader fiorentino durante la presentazione del suo libro Avanti (2017), in cui – dopo la sconfitta referendaria – racconta aneddoti inediti dei mesi trascorsi a Palazzo Chigi dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016. Dalla sua esperienza giovanile trascorsa nelle file dell’Azione Cattolica a quella politica, compiuta nei Comitati Prodi nel 1996 e segretario provinciale del Partito popolare nel 1999, l’Autore segue il suo percorso politico dall’adesione alla Margherita alle cariche amministrative come presidente della Provincia e sindaco di Firenze. Proprio in veste di sindaco, Renzi lancia nel 2010 la sua sfida al Pd con l’insistenza di «rottamazione» che rivolge ai vecchi dirigenti e «a quasi tutti gli esponenti politici di primo piano che hanno accompagnato con alterne fortune l’esperienza del Pds-Ds-Pd» (p. 62). Quella «logica inesorabile» lo porta alla defenestrazione di Enrico Letta e alla carica di premier, rivolta dal febbraio 2014 ad una politica per l’Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per modificare l’assetto europeo fino all’introduzione dell’assegno generale per i figli, dal numero chiuso per gli immigrati all’investimento nell’ambito culturale e nel rilancio ambientale delle periferie. Nella lista – aggiunge l’Autore – «ci sono anche la riforma dei contratti, il famoso Jobs Act, lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione, i fondi per l’edilizia scolastica, la messa all’asta di millecinquecento auto blu»: il tutto presentato con la patente di un perfetto imbonitore.
Di Matteo Salvini l’Autore ripercorre una vicenda politica che si snoda dalla sua iscrizione alla Lega Nord (1990) fino all’elezione del 7 dicembre 2013 di segretario federale. Consigliere comunale per vent’anni a Milano, egli non ha esperienza amministrativa diretta e non ha mai ricoperto «ruoli di particolare rilievo nella fase epica del leghismo» (p. 145). Quella fase che, dominata dal focoso leader Umberto Bossi, propone la separazione del Nord per realizzare il sogno federalista e sganciare la Padania dall’«assistenzialismo clientelare e mafioso del Mezzogiorno» (p. 151). Dopo un periodo di scarsa visibilità, Salvini compie la sua esperienza di deputato nel Parlamento europeo e, dal 2004 al 2006 e poi dal 2009 ad oggi, stringe un legame politico con i partiti populisti alla ricerca di un futuro diverso per la Lega, non più basato sul «secessionismo nordista» così caro ai vecchi leader. Avverso a questa visione politica estromette Bossi e assume la leadership, promuovendo un programma incentrato su tre condizioni: «un partito radicato in tutta Italia, una linea antieuropea, una rete di collegamenti con forze simili agli altri Paesi» (p. 162).
La storia politica del M5S si snoda invece dalla descrizione biografica di Beppe Grillo e dal suo legame amicale con il dentista Flavio Gaggero, contattato da Pier Luigi Bersani per ottenere il sostegno alla formazione di un nuovo governo dopo le elezioni del 2013. Il comico genovese, «ma in realtà nato a Savignone, in Valle Scrivia», manifesta un disinteresse iniziale verso la politica, che cede via via il posto alla «passione per le questioni ambientali» (p. 172 e p. 173) e alle «battute feroci sui risultati elettorali». L’idea di allestire un blog personale gli nasce durante la presentazione del libro Veni, vidi, web (2015) che contiene un capitolo su Gengis Khan e la Rete di Gianroberto Casaleggio, convinto della possibilità di un nuovo modo di fare politica attraverso l’utilizzo della Rete. Dai primi temi – incentrati sull’ambientalismo, sulle energie alternative, sui crac bancari e il fallimento di aziende – l’autore ne sottolinea altri tipici delle consorterie politiche e denunciati nei primi due V-Day, quello di Bologna (8 settembre 2007) e l’altro di Torino (25 aprile 2008). Il decennio successivo, avviato dalla sfida al Pd di Piero Fassino, è un susseguirsi di proposte come «l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, la cancellazione della legge Gasparri sulle televisioni e la fine dei finanziamenti pubblici ai quotidiani» (p. 176). Assurta a «luogo simbolico di tutte le scelte fondamentali dei Cinque Stelle», la Casaleggio Associati diventa «la forza dirompente della Rete e costituisce la piattaforma tecnologica» dei pentastellati (p. 177). La morte di Gianroberto Casaleggio non interrompe questa visione, che è confermata dal figlio Davide, già autore del libro Tu sei rete (2013) con la prefazione di Alessandro Bergonzoni. Un visione politica che l’Autore segue fino ai nostri giorni con le ultime vicende del M5S, le diatribe tra Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio e la sua candidatura alla premiership.
Corredato da alcune vignette di Giannelli, la narrazione presenta uno scenario complesso caratterizzato da una crisi politica e istituzionale, da cui è possibile uscire solo attraverso il ripristino di alcuni valori come serietà e responsabilità, senza che la carrozza parlamentare precipiti nel burrone. Una conclusione in armonia con la vignetta più significativa posta nella copertina, là dove viene raffigurata una carrozza guidata da Sergio Mattarella con a bordo i protagonisti della scena politica, con i cavalli dal pennacchio tricolore e il cocchio sull’orlo di un burrone.

Nunzio Dell’Erba

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