mercoledì, 25 aprile 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Macerata e noi
Pubblicato il 05-02-2018


Macerata é una bellissima cittadina marchigiana, densa di storia e di arte, con una popolazione seria, laboriosa, accogliente. Eppure a Macerata si é commesso un orribile crimine a sfondo razzista e quel che più preoccupa é proprio la reazione dei suoi cittadini. Ma partiamo dall’inizio. Questo fanatico cultore di svastiche naziste e candidato, spero senza una sua approfondita conoscenza, della Lega nord proprio nel comune di Corridonia, dedicato all’eroe della prima guerra mondiale Filippo Corridoni, é un criminale psicopatico. Punto e a capo. Non vale la pena aggiungere altro e disquisire su fenomeni come l’immigrazione e la sicurezza che non c’entrano assolutamente un bel nulla.

Dunque se l’affermazione di Saviano che accusa Salvini di essere il mandante appare fuori luogo, la dichiarazione di Salvini si configura quasi come una giustificazione politica di un crimine che di giustificazioni non può averne. Che senso ha accusare il governo di una supposta invasione e di uno scontro sociale del quale l’atto razzista di Traini non è affatto un esempio? Che c’entrano le raffiche sparate contro gruppi di uomini di colore con lo scontro sociale? Ma dico di più. Berlusconi stesso poteva evitare di parlare di seicentomila clandestini da espatriare dopo questo atto delinquenziale, quasi a offrigli una conseguenza. Ha ancora ragione Cacciari a sostenere che semmai il problema riguarda l’educazione e la prevenzione.

Aggiungo a tale proposito due annotazioni. Vorrei proprio sapere quale autorità ha concesso a un personaggio del genere, in cura ai servizi psichiatrici, di detenere un’arma capace di uccidere. E’vero che Traini é stato accusato di porto abusivo di armi avendo egli, secondo le informazioni, solo un porto d’armi a uso sportivo. Ma non vedo la sostanziale differenza, visto che un fucile capace di uccidere un tordo può uccidere anche un uomo. Infine mi ha lasciato di stucco (dopo la dichiarazione di Traini in un bar, “Vado a fare una strage”, senza alcuna immediata reazione dei presenti) l’affermazione riportata quest’oggi dalla stampa di un cittadino secondo il quale sparare all’impazzata poteva anche colpire qualcuno. Come se i sei uomini di colore fossero nessuno. E mi vengono in mente le tante manifestazioni italiane di protesta contro il razzismo…. negli Stati Uniti.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, se mi è permesso aggiungere un commento… Da tempo Salvini dice, e scrive, parole che incitano all’odio e che rappresentano una evidente istigazione a delinquere. Dove sono i magistrati? Perché nessuna procura apre un fascicolo su questo “signore” di cui, e ha dovuto ricordarcelo Tosi in una intervista a Il Mattino, sono note, e da tempo, le dubbie, se non scarse, credenziali democratiche? E, infine, perché il presidente Mattarella tace?
    Cordiali saluti, Mario.

  2. Non da oggi abbiamo letto ed ascoltato che la “questione immigrazione” sta dividendo il nostro Paese – con le reciproche posizioni sempre più distanti e lontane tra loro – e che nel contempo sarebbe via via divenuta uno dei “pezzi forti” del contendere e dello scontro politico, proiettandosi altresì nello svolgimento della campagna elettorale, fino ad influenzare non poco l’esito stesso del voto.

    D’altronde, non possiamo oggettivamente negare che, nel seno della pubblica opinione, l’argomento sia oggigiorno molto seguito e anche “divisivo”, e succede altrettanto per la politica, che del comune sentire – con le relative differenze e contrapposizioni – diventa di fatto specchio e portavoce (essendo in fondo questo il suo naturale ruolo, se non vuole essere autoreferenziale).

    Se dunque può valere un tale presupposto, andrebbe allora accettato che in questa delicata e complessa materia, così come del resto in altre, vi sia chi la pensa in modo diverso dal proprio, se non diametralmente opposto, e ci andrei in ogni caso piano ad invocare censure o “griglie” sulle parole col pretesto che possono indurre qualcuno ad avere comportamenti impropri ed indesiderati..

    Ritengo infatti che le idee dell’uno non possono essere giocoforza accumunate all’agire di un altro, tanto da addebitare al primo le azioni del secondo, perché lungo questa strada può esservi sempre qualcuno che trova nel nostro scrivere o dire qualcosa di sconveniente, e financo disdicevole, perché a suo giudizio potrebbe incitare o istigare qualcun altro ad avere condotte sbagliate e riprovevoli

    In questo modo si può arrivare pian piano, passo dopo passo, a comprimere, limitare, o semmai “imbavagliare”, la manifestazione e circolazione delle opinioni, specie quelle sgradite al “potere” di turno, mentre, da quanto ne so, la libera espressione del proprio pensiero dovrebbe essere un diritto di rango costituzionale, e a me pare che i socialisti, al di là della loro attuale e rispettiva collocazione politica, dovrebbero essere in prima fila a voler garantire un tale diritto.

    Paolo B. 07.02.2018

    • Paolo, la questione non è tanto quella del pensare in modo diverso, ci mancherebbe altro! quanto piuttosto quella di un segretario di partito le cui parole contengono un implicito invito all’odio razziale e alla giustizia faidate. E se odio razziale e istigazione a delinquere sono dei reati, allora dovrebbe intervenire la Magistratura. Stamattina in un mercatino di Napoli chiacchieravo con uno dei venditori e quando gli ho chiesto da dove venisse sembrava avesse paura a dire “Nigeria”. Lo ha detto sottovoce, gli si leggeva in faccia che non si sentiva tranquillo. Se stiamo arrivando a questo…
      Saluti, Mario.

  3. Ma allora, Mario, chi intende esprimere dissenso rispetto alle politiche attuate sul fronte immigrazione, dovrebbe quantomeno sapere qual è il confine oltre il quale la sua critica può venir intesa come “un implicito invito all’odio razziale e alla giustizia faidate”, ossia, in pratica, farsi dettare dal “potere” le parole e le espressioni che può impiegare al riguardo (il che mi parrebbe una sostanziale restrizione del diritto di opinione).

    A meno che, onde “evitare grane”, l’interessato si autolimiti al punto da “tapparsi la bocca”, restando in silenzio e lasciando che a pronunciarsi sia soltanto chi gode della immunità e insindacabilità, ovvero chi non può essere chiamato a rispondere delle opinioni espresse nell’esercizio della propria funzione (il che riproporrebbe quanto avanti dicevo circa il diritto di ciascuno di noi).

    Nel chiudere questa mia considerazione viene da domandarsi che fine abbia fatto il celebre motto, attribuito a Voltaire, in tema di difesa del diritto di esprimersi anche per chi dice cose che disapproviamo, il cui senso ispirò gli illuministi di un tempo e che oggi dovrebbe essere un valore della cultura liberale e liberal socialista, onde impedire che vi siano censure a senso unico, rivolte cioè contro l’avversario politico.

    Cordialità. Paolo 08.02.2018

    • Paolo, ti ringrazio per la cortese “controreplica”. In effetti, mi rendo conto che il tema del dove finisca il diritto di opinione e dove inizi il reato che può essere contenuto in un’opinione sia un tema assai complesso. Di Voltaire, potrei sbagliarmi ma mi sembra di aver letto che in realtà quella famosa frase, che ovviamente sottoscrivo, il filosofo francese non l’avrebbe mai né scritta né pronunciata, il che potrebbe essere in linea con il personaggio, il cui carattere si dice fosse focoso e non dei più tolleranti. Noi socialisti siamo dei paladini della libertà di espressione, l’Avanti!, brillantemente diretto da Mauro Del Bue, lo testimonia, ed è esso stesso un faro di Libertà nel mondo di internet, però resto convinto del fatto che un capo politico abbia delle responsabilità verso la comunità in cui vive. Salvini è un irresponsabile, e temo che a furia di lasciarlo dire e fare, di Luca Traini ne spunteranno altri.
      Cordiali saluti, Mario.

Lascia un commento