lunedì, 16 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Migliorare la riabilitazione specialistica ambulatoriale
Pubblicato il 26-02-2018


“Uniti per la riabilitazione”: un patto per migliorare la riabilitazione specialistica ambulatoriale, di fronte a una popolazione che invecchia

medici 2Organizzato da SIMFER, Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Feder ANISAP, Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private, Collegio dei Professori Ordinari di Medicina Fisica e Riabilitativa, SIRN e Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, s’è svolto a Roma il convegno “Organizzazione delle prestazioni di riabilitazione polispecialstica ambulatoriale” .
I lavori sono stati coordinati e introdotti dal Prof. Raffaele Gimigliano di Napoli, dal Prof. Pietro Fiore di Bari, che ha presentato le linee guida sulle attività ambulatoriali elaborate dalla SIMFER, dal Prof. Valter Santilli di Roma: che ha sottolineato come, alla luce della legge Gelli sulla responsabilità in ambito sanitario è obbligatorio che la struttura che prescrive una prestazione fisioterapica deve anche eseguirla.
Al Convegno han dato anche un contributo sul piano organizzativo il Prof. Foad Aodi, Consigliere dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Roma, il Dott. Sandro Capici e molti dirigenti responsabili di strutture pubbliche (ospedaliere, universitarie e territoriali) e private accreditate col SSN per le attività ambulatoriali di fisioterapia di tutta Italia. Dal dibattito è scaturito che le attività ambulatoriali di riabilitazione devono essere implementate, per facilitare il recupero funzionale e dare autonomia alle persone con disabilità che, dopo le fasi acuta e post- acuta ospedaliera per un evento morboso, devon poter accedere con facilità agli ambulatori, per ricevere le cure fisioterapiche adeguate. Inoltre, per una popolazione che oggi e ancor più nei prossimi anni, in virtù dell’ aumento della vita media, avrà problemi di cronicità e complessità delle malattie, la riabilitazione ambulatoria, che è una specialità medica e non solo tecnica professionale, nel territorio dovrà svolgere un ruolo fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone.
Le proposte scaturite dal Convegno si sono orientate, così, alla facilitazione dell’accesso alle prestazioni ambulatoriali, a uniformare su tutto il territorio nazionale le modalità di prescrizione su ricetta rossa e dematerializzata: auspicando l’applicazione e l’aggiornamento periodico del nuovi LEA, per dare sempre servizi completi e di qualità sul piano tecnico-scientifico. Infine dovrà essere organizzata una rete capillare assistenziale di fisioterapia, in modo tale che l’utenza possa accedere ai servizi ambulatoriali più vicini.
Da parte sua, Foad Aodi ha presentato, in qualità di Consigliere di OMCeO di Roma e Provincia, il patto #UnitiperlaRiabilitazione, comprendente i seguenti punti: Uniti per una riabilitazione di qualità e accessibile a tutti; Uniti per le pari opportunità della riabilitazione in sanità pubblica e privata; Uniti per più aggiornamento professionale e per difendere e valorizzare l’atto medico; Uniti per più innovazione e tecnologia in riabilitazione; Uniti per una maggior collaborazione interprofessionale tra medici e specialisti, fisioterapisti, podologi, psicologi etc…; Uniti per combattere la “medicina difensiva” in riabilitazione; Uniti per l’appropriatezza della prescrizione, l’aggiornamento dei LEA e una maggior collaborazione coi medici di famiglia; Uniti per riconoscere il ruolo e la qualità delle strutture accreditate e private, cosa comportante risparmio per il SSN; Uniti per creare un albo di eccellenza; Uniti per la semplificazione delle autorizzazioni e combattere così gli abusi ed il nero”.
Il Dr. Pierluigi Bartoletti, Vice Presidente di OMCeO e componente del Comitato centrale di FNOMCeO, ha ribadito ulteriormente l’importanza di valorizzare la professione medica e l’atto medico, collaborando con tutti, professionisti della sanità e non. Secondo Bartoletti, inoltre, è necessario “avviare un processo di professionalizzazione d’ una branca che è importante, in un Paese sempre più anziano e con persone sempre più alle prese con malattie croniche: è qui che la riabilitazione assume un ruolo fondamentale, soprattutto in alcune patologie, ad esempio nel post infarto o dopo un intervento di protesi d’anca. Questo per valorizzare chi fa bene il proprio lavoro“.
Organizzare le prestazioni di riabilitazione specialistica ambulatoriale prevede, inoltre, una sinergia tra quanti devono occuparsi della salute del paziente. “Tutti parlano della continuità assistenziale – sottolinea il vicepresidente dei camici bianchi della Capitale – e credo che anche il processo riabilitativo debba prevedere un percorso di questo tipo: con le varie componenti, quella specialistica e quella della medicina generale, che però spesso mancano“.

Fabrizio Federici

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento