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Opinioni e commenti
 

Musei: stop a riforma Franceschini su direttori stranieri
Pubblicato il 02-02-2018


musei-nel-caos-annullate-nomine-di-franceschiniIl ministro della cultura Dario Franceschini, che della rivoluzione dei musei ha fatto il fiore all’occhiello del suo mandato, sbotta: “Davvero difficile fare le riforme in Italia. Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato, quest’ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all’adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?”. Il Consiglio di Stato infatti con una nuova sentenza rimette di fatto di nuovo in discussione la scelta italiana di affidare anche a direttori stranieri la guida dei musei pubblici. Anche se il contenzioso sulla riforma di Franceschini va avanti ormai da maggio dell’anno scorso, la sentenza del Consiglio di Stato rimette in discussione quello che era già stato deciso. Ma il motivo è soprattutto evitare un contrasto tra due sentenze emesse nel giro di pochi mesi dallo stesso Consiglio di Stato. Per questo la validità della nomina del direttore del Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assman, verrà decisa dall’Adunanza plenaria di Palazzo Spada. Tutto ruota intorno ai ricorsi fioccati contro la riforma del sistema museale italiano messa in atto dal ministro Dario Franceschini. Il primo, quello che riguardava i direttori dei Musei, e il secondo (in termini di tempo) avanzato dal Campidoglio e dalla Uil contro l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo e la nomina del direttore del nuovo ente con una procedura internazionale che accogliesse anche candidature estere. Accolti entrambi dal Tar, i ricorsi sono passati al Consiglio di Stato per con un appello presentato dal Mibact. E se quello sui direttori aveva ottenuto la sospensiva, quello sul Colosseo era andato a sentenza (la 3666/2017) lo scorso 24 luglio. Nel dispositivo, oltre a dichiarare valida la costituzione del Colosseo ribaltando la decisione del Tar, la sesta sezione del Cds aveva anche affrontato la questione della nomina del direttore tramite procedura internazionale, specificando che “il diritto europeo e la giurisprudenza della Corte di Giustizia ammettono che sia consentita una riserva di posti a soli cittadini italiani, con deroga al principio generale di libera circolazione dei cittadini europei, soltanto in relazione a posti che implicano l’esercizio, diretto o indiretto, di funzioni pubbliche – si legge in una nota di Palazzo Spada di quel giorno – quali sono, in particolare, quelle poste in essere nei settori delle ‘forze armate, polizia e altre forze dell’ordine pubblico, magistratura, amministrazione fiscale e diplomazia’. Nel caso in esame, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il Direttore del Parco non è chiamato a svolgere tali funzioni, in quanto il bando di gara gli attribuisce compiti che attengono essenzialmente alla gestione economica e tecnica del Parco. Si è, pertanto, ritenuta legittima la previsione di una selezione pubblica internazionale”.

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