lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini: Fascismo? Berlusconi non conosce la storia
Pubblicato il 19-02-2018


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“Il fascismo è morto e sepolto. Il caso di Macerata è stato il gesto di un singolo fuori di testa che ha agito per conto suo. Mentre invece c’è questo movimento dell’antifascismo che a Piacenza ha picchiato un esponente delle forze dell’ordine: è un movimento pericoloso che viene dai centri sociali ed ha un programma di iniziative inaccettabile”. Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi a “Che Tempo che fa” dove ha aggiunto: “I fascisti sono morti ma ricordo che fascismo e nazismo sono arrivati come movimenti socialisti”. E poi “Senza un Mussolini o un Hitler non succede niente…”.

“Ascolto Berlusconi e inorridisco”. È il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini alle parole del leader di Forza Italia. “Ha appena dichiarato che fascismo e nazismo sono nati dal socialismo. Idee poco chiare e pessima conoscenza della storia. Giuro che domani gli regalo un Bignami”.

Intanto continua a far discutere, tra adesioni e critiche, la proposta lanciata ieri dalla presidente della Camera Laura Boldrini, componente di Liberi e Uguali, secondo cui “i gruppi che si ispirano al fascismo vanno sciolti, non c’è posto per loro nella nostra Repubblica che è antifascista”. La sede scelta per lanciare il messaggio non era casuale, nel quartiere Niguarda di Milano, di fronte ad un murales che rivendica l’antifascismo della zona, dove nel 1945 si tennero degli scontri durante la liberazione della città dall’occupazione nazifascista. Tra i primi a raccogliere le parole della Boldrini è il leader di Liberi e Uguali, il presidente del Senato Pietro Grasso, che rivendica: “Condivido la sua posizione, che condanna tutte quelle manifestazioni che possano essere valutate come una ricostituzione del partito fascista. E condivido l’invito a sciogliere eventuali formazioni o associazioni di questo tipo”. Sulla stessa linea gli altri leader del cartello elettorale di sinistra, Pippo

Civati, Roberto Speranza e Nicola Fratoianni. Il capogruppo di MdP alla Camera Nicola Laforgia va oltre, indicando due liste in corsa alle prossime elezioni, e si domanda: “Siamo sicuri che CasaPound e Forza Nuova stiano dentro la Costituzione?”. Anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dopo che ieri sera si è svolta una manifestazione di CasaPound nel capoluogo campano, incalza: “Chi aspettano il ministro dell’Interno e lo stesso Governo per porre fine alla propaganda fascista nel nostro Paese?”.

L’ultima proposta di legge che disciplina le sanzioni contro l’apologia del fascismo è quella presentata dal parlamentare Pd Emenuele Fiano, approvato lo scorso anno dal Parlamento, che recita: “Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. In precedente l’apologia di fascismo era stata normata dalla legge Scelba del 1952, che riconosce come “riorganizzazione del disciolto partito fascista” il caso in cui “una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”.

Nel 1993 invece è arrivata la legge Mancino, che amplia le sanzioni per discriminazione razziali, etnici, religiosi o nazionali. Sono due le liste di estrema destra più in vista in corsa alle elezioni del 4 marzo: CasaPound ed Italia agli Italiani. I primi, i cosiddetti ‘fascisti del terzo millennio’, Il Cartello ‘Italia agli Italiani’ invece raccoglie la Fiamma Tricolore e Forza Nuova, ovvero le due formazioni che ospitano più reduci della stagione delle formazioni della destra extraparlamentare degli anni Settanta e Ottanta.

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