lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Noi, il Foglio e Grillo-Di Maio-Casaleggio
Pubblicato il 02-02-2018


Ho mandato a Il Foglio un messaggio encomiastico dopo la lettura del quotidiano di Cerasa dove così era scritto: “Siamo pazzi dello spassoso ticket di governo Raggi-Di Maio. L’incompetenza teleguidata del capo di un’azienda privata, il vuoto moralismo e l’inefficienza al potere, le parole a vanvera: perché l’adorabile Virginia, Sindaco di Roma, è il simbolo perfetto del grillismo che si fa governo (e fallisce)”. Dunque il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara più di altri “grandi giornali” squaderna davanti agli occhi degli ignari il pericolo che incombe sulla nostra Repubblica. L’Associazione Russeau, di cui è presidente Davide Casaleggio, predica la democrazia totalitaria. Per amore delle verità, non tutti i quotidiani ignorano questo rischio incombente. Sabino Cassese, sul Corriere di sabato 6 gennaio, fa presente agli immemori che le regole statutarie e regolamentari del M5S “Ricordano il mandato imperativo e revocabile caldeggiato da Marx prima e da Lenin poi e introdotto nella Costituzione sovietica e delle ‘Repubbliche popolari”. Trovo anche, su Italia Oggi del 5 gennaio, l’allarme di Domenico Cacopardo : ”Si ripete il copione del 1925.

L’intellighentia sta sottovalutando il rischio del M5S”. Purtroppo, caro, Domenico, lo sottovaluta anche il Presidente del Senato Pietro Grasso: ”Un governo insieme a dem e Movimento 5 Stelle? Saremo responsabili, dipenderà dai programmi.” (La Stampa del 5 gennaio).

Dunque, il nuovo partito di Bersani, che del resto ha a suo tempo tentato infruttuosamente di formare il governo con i grillini, è ancora pronto a trattare con il movimento 5 Stelle, che applica rigorosamente il fuhrerprinzip: il potere assoluto del capo, la regola funesta del Terzo Reich. Altro che parafarmacie e smacchiatine del giaguaro!

Quando Norberto Bobbio fu nominato senatore a vita si iscrisse al Gruppo socialista del Senato: e non, come qualcuno temeva o sperava, al Gruppo della Sinistra indipendente. Nel corso di una nostra assemblea ci spiegò “cos’è la democrazia” con queste parole: “Per dare una definizione minima della democrazia bisogna dare una definizione puramente procedurale. La democrazia come metodo per prendere decisioni collettive: tutti partecipano alla decisione, direttamente o indirettamente; la decisione viene presa a maggioranza dopo una libera discussione.”. E’ la regola violata dal Movimento di Grillo, in cui si applica la regola del dominio del capo, che è l’antitesi della democrazia liberale. Del resto, è illuminante quel che è successo a Parma. Federico Pizzarotti divenne Sindaco come co-fondatore del movimento grillino. Ma quando non si piegò agli ordini del Capo fu espulso.

Certo, siamo ben in grado di investigare sulle ragioni del successo del sovranismo grillino. La grande slavina giustizialista del ’92 ha distrutto i partiti storici della Repubblica: così come gli errori dei leaders della giovane democrazia italiana post-risorgimentale spianarono la via al mussolinismo.

Propongo che la denuncia del pericolo Grillo-Casaleggio-Di Maio, che si accinge a compendiare in un aureo libretto, sia uno dei “cavalli di battaglia” della campagna elettorale di “INSIEME”. Il secondo motivo conduttore, tenuto presente che sono con noi gli ambientalisti, è la predicazione della urgente necessità del Piano Nazionale per la difesa del suolo. Ma questa, come diceva Kipling, è un’altra storia: sarà argomento della mia seconda puntata

Fabio Fabbri

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