giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Parla Bolognetti, radicale candidato con Insieme
Pubblicato il 18-02-2018


bolognetti tagliato

“Ho iniziato uno sciopero della fame il 26 gennaio. Ora lo sciopero si è esteso anche  a quello della sete (alterno 24 ore di sete a 24 ore di fame) da venerdì scorso, per alzare l’asticella del dialogo. La nonviolenza è dialogo e noi stiamo dialogando con le nostre Istituzioni attraverso i nostri corpi. Ci battiamo in difesa dello Stato di diritto, della Legge, della Costituzione, del diritto al poter conoscere per deliberare”.

Maurizio Bolognetti, radicale, segretario di Radicali Lucani, membro della Presidenza del Partito Radicale e Consigliere dell’Associazione Coscioni, è capolista al Senato con la Lista Insieme. Parliamo con lui partendo da un tema a lui molto a cuore: la legalità. “Sono due gli obiettivi: primo la piena attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario sollevato da Rita Bernardini. Ma aggiungo un altro punto: il diritto umano e civile di un popolo di poter conoscere per deliberare. A me sembra evidente che in questa campagna elettorale sia in atto un attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani nella misura in cui essi non hanno la possibilità di conoscere programmi, proposte, candidati. Dov’è il dibattito? Dove sono i contenuti? Se penso alla ricca proposta avanzata da Insieme nel programma che è stato depositato, dico che è stata pressoché cancellata, rimossa. Vorrei che i cittadini potessero valutarci conoscendoci. Democrazia fa rima con diritto alla conoscenza. Le cose peggiori nella storia dell’umanità coincidono anche con la rimozione della memoria.

Come giudichi la campagna elettorale alla quale stiamo assistendo?
Siamo di fronte a delle fiammate su un fatto di cronaca per alimentare paure e odi. Ma il pensiero dov’è? La riflessione dov’è? È una campana elettorale che nasce male anche a causa della legge elettorale che è stata cambiata a ridosso della scadenza elettorale e quindi contro le regole del codice di buona condotta in materia elettorale che il nostro Paese ha sottoscritto. Quel codice prevede che le leggi elettorali non vengano cambiate a meno di un anno dal voto.

Torniamo al dibattito negato…
Vogliamo parlare di ecologia, vogliamo parlare di diritti umani, delle tante cose di cui si compone la proposta della Lista Insieme. Bisogna porre anche il discorso della qualità della democrazia. La nostra Costituzione, che molti definiscono la più bella del mondo, è stata nel corso degli anni sostituita dalla Costituzione materiale. Anche la storia dell’indicazione del premier fa un po’ sorridere. Questa prerogativa sappiamo bene a chi appartiene. A me sarebbe piaciuto per esempio andare a votare con il Matterellum. In generale ho spiccata predilezione per i sistemi elettorali di Usa e Gran Bretagna, ma potrebbe andarmi bene anche un doppio turno alla francese.

La Legge elettorale in Italia è sempre stata terreno di scontro. In Germania o in Francia si usa la stessa dal dopoguerra. Da noi invece c’è sempre chi la vuole cambiare. Perché?
Perché ogni volta scatta un meccanismo per tentare di salvare il proprio interesse particolare, magari commettendo degli errori clamorosi. E lo abbiamo visto. Si tenta a volte di cucirsi addosso un abito su misura. Magari, con questa logica, anche l’attuale legge elettorale tra qualche anno verrà cambiata. Penso che tra i compiti di Insieme, in Parlamento, dovrà trovare spazio anche questo. Quello del giusto equilibrio tra rappresentanza e governabilità.

Quale deve essere il ruolo della Lista Insieme nel centrosinistra? Su cosa si differenzia dal Pd?
Dando  una rapida occhiata al programma della Lista Insieme si vede che le differenze ci sono. Per come la vedo io una differenza forte sta nel porre al centro dell’attenzione una questione un po’ dimenticata. Quella dello stato sociale: bisogna parlare di welfare di welfare to work che era uno dei punti qualificanti della proposta della Rosa nel Pugno. Interrogarsi anche sulla necessità di una politica che possa fare realmente da argine a poteri che sono transnazionali e che rischiano di rendere assolutamente marginali parlamenti e governi. Uno dei punti qualificanti della Lista Insieme che sicuramente ci differenzia da tutti gli altri è il pacchetto sull’ecologia. Una Lista ove vi è una storia socialista, una storia ambientalista, una esperienza civica e anche una piccola storia radicale.

Perché in Italia è così difficile parlare di diritti civili?
Primo perché i benaltristi sono sempre tanti. Quelli che pensano che le priorità siano sempre altre. Attenzione, ci stavano anche ai tempi dei divorzio. Allora dicevano che il paese non era pronto. Ma qui si torna al discorso del dibattito negato. Come potrebbe il Paese non essere interessato a temi che riguardano tutti? Per esempio il tema della amministrazione della giustizia, che, numeri alla mano, coinvolge direttamente milioni di famiglie. Di questo dato però non vi è consapevolezza perché il dibattito vero sui processi che si accumulano, sulla violazione dell’articolo 111 sulla ragionevole durata dei processi, e su come tutto questo penalizza il sistema paese anche in termini di crescita e di Pil, non è mai stato fatto. Anche se a me, che sono un sognatore, piacerebbe più iniziare a parlare di Fil. Felicità interna lorda…

Tu vieni dal mondo e dalla esperienza radicale. Perché questa tua scelta di candidarti con la Lista Insieme?
Scelgo ovviamente il campo verso il quale sento maggiori affinità. Non che dall’altra parte non vi siano compagni con i quali ho sensibilità in comune. Penso per esempio all’Associazione Coscioni. Però la soluzione + Europa non è esattamente nelle mie corde. Sento più affinità con le storie socialiste. Anche per cultura e per crescita personale.  All’interno di questa lista mi è sembrato di vedere la possibilità che alcune mie idee e analisi di sistema potessero avere diritto di cittadinanza e magari riflessione e discussione. La mia opinione è che tra socialisti e radicali vi è una storia infinita. Una esperienza che potrebbe essere nuovamente riempita di contenuti riprendendo dei temi che mi sembrano tutt’altro che passati e scaduti

Daniele Unfer

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