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Opinioni e commenti
 

Pyeongchang 2018, Missione Compiuta: l’Italia torna con dieci medaglie
Pubblicato il 26-02-2018


Raggiunto l’obiettivo prefissato da Giovanni Malagò: per gli azzurri tante soddisfazioni e qualche amarezza. Immensa Arianna Fontana (3 medaglie), straordinarie anche Sofia Goggia e Michela Moioli. I Giochi saranno ricordati anche per la diplomazia politica, il disgelo tra le due Coree e qualche caso di doping

Olympics winter games PyeongChang 2018. Italy's Team Arianna Fontana Cecilia Maffei Lucia Peretti Martina Valcepina  silver medal in Ladie's 3.000 relax. Gangneung Ice Arena 20/02/2018 Photo: Pentaphoto/Marco Trovati.

Olympics winter games PyeongChang 2018.
Italy’s Team Arianna Fontana Cecilia Maffei Lucia Peretti Martina Valcepina silver medal in Ladie’s 3.000 relax.
Gangneung Ice Arena 20/02/2018
Photo: Pentaphoto/Marco Trovati.

ROMA – Dovevano essere 10 medaglie e 10 medaglie sono state. L’Italia torna dai Giochi Invernali di PyeongChang con la soddisfazione di aver raggiunto l’obiettivo fissato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Certo, si poteva fare qualcosa in più ma la valutazione resta assolutamente positiva.

DONNE ALLA RIBALTA – Donne grandi protagoniste per quanto riguarda i colori azzurri. Su tutte Arianna Fontana, portabandiera dell’Italia e campionessa di short track, che non ha sentito affatto la pressione di essere la rappresentante del gruppo ed anzi ha portato a casa tutte le medaglie possibili: oro nei 500 metri, argento nella staffetta (insieme a Martina Valcepina, Lucia Peretti e Cecilia Maffei) a bronzo nei 1000. Un autentico capolavoro per la 27ene valtellinese. Da applausi anche la prova di Sofia Goggia che ha conquistato l’oro nella discesa libera di sci battendo la favoritissima americana Lindsey Vonn. Mai nessuna italiana era riuscita a salire sul gradino più alto del podio nella categoria più prestigiosa. Ha emozionato tutti anche Michela Moioli, regina dello snowboard cross. “Il giorno più bello della mia vita”, lo ha definito la 22enne bergamasca che, ai Giochi di Sochi 2014, si era gravemente infortunata.

LE ALTRE MEDAGLIE – Ma se il medagliere dell’Italia è arrivato in doppia cifra il merito è anche di Federico Pellegrino, argento nello sprint 1,5km di sci di fondo, Federica Brignone, bronzo nello slalom gigante, Nicola Tumolero, bronzo nei 10mila metri di pattinaggio velocità e poi altri due terzi posti nel biathlon con Dominik Windisch nella 10km e la staffetta mista composta da Lukas Hofer, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer e Dominik Windisch.

LE DELUSIONI – Lo sci femminile ci ha regalato grandi emozioni con Sofia Goggia e Federica Brignone. Quello maschile invece è stato avaro di soddisfazioni, brucia in particolare il quarto posto di Paris nella discesa libera. Nonostante il bronzo nella staffetta, Dorothea Wierer, leader nella Coppa del Mondo di biathlon, poteva fare meglio nella prova singola: troppi errori nel tiro al poligono. Una medaglia poteva essere alla portata anche di Francesca Lollobrigida (nipote della celebre Gina) nel pattinaggio velocità, lei che è campionessa europea. E invece il settimo posto lascia l’amaro in bocca. Molti big hanno tradito le attese: nessun oro per Lindsey Vonn. E se nello slalom le vittorie per l’austriaco Marcel Hirscher e l’americana Mikaela Shiffrin sembravano cosa fatta, ha fatto bene chi ha deciso di scommettere contro: alla fine hanno trionfato gli svedesi Andre Myhrer e Frida Hansdotter.

PACE, RECORD E DOPING – Sport ma anche politica. Storica la stretta di mano pre-Giochi tra la sorella del dittatore Kim Jong-un, Kim Yo-jong, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. Un disgelo che era nato già con la decisione dell’unione delle due Coree nell’hockey femminile. A fine Olimpiadi è arrivata anche Melania Trump, che ha assistito alla cerimonia di chiusura. Un record lo ha fatto registrare la ceca Ester Ledecka, capace di vincere l’oro sia nel Super-G che nello snowboard. Mai alcuna atleta era riuscita a vincere due titoli nella stessa edizione dei Giochi Olimpici. E poi non è mancato il doping con quattro casi: lo short tracker giapponese Kei Saito, l’hockeista sloveno Ziga Jeglic e i russi Aleksandr Krushelnitckii (curling) e Nadezha Sergeeva (bob). Queste ultime due positività hanno compromesso la possibilità di vedere la bandiera russa nell’ultima sfilata nonostante i primi segni di accordo tra il Cio e Mosca per la lotta al doping.

Francesco Carci

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