giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Rimborsopoli e stupidopoli
Pubblicato il 14-02-2018


Intendiamoci. Questi grillini, che girano l’Italia gridando onestà e che hanno costruito la nuova versione del partito diverso di berlingueriana memoria, se la sono voluta. Le Jene che ormai sono divenute l’unico organo di informazione d’inchiesta, hanno scoperto molte incongruenze di parlamentari grillini che non versavano il dovuto (o meglio il concordato), altri che gonfiavano le spese per consulenze inesistenti, viaggi supposti, pranzi e cene mai fatte. Si tratta di denaro pubblico che veniva destinato per gli emolumenti dei parlamentari che si basano su due voci: stipendi e rimborsi. Nessuno dei due deve essere rendicontato e dunque la cifra complessiva, oggi sui 13-14 mila euro mensili, compone il netto che le istituzioni versano al parlamentare che ne può fare ciò che vuole.

Non ci sono dunque reati nei comportamenti eventualmente truffaldini, ma rispetto solo agli impegni dei parlamentari grillini assunti nei confronti del loro movimento. Fatti loro, direi. Io mi scandalizzerei di più per l’incapacità dei vari Di Maio, per la loro inadeguatezza, per i disastri della Raggi a Roma. Inseguirli sugli scontrini proprio non mi va. Vedo che invece la solita litania a far la punta sul tasso di populismo la fa da padrona. Come il pressapochista di Sassuolo sui vitalizi anche stavolta si cavalca il grillismo contestandolo per non essere abbastanza grillino. Se tutti avessero versato il dovuto avremmo allora dovuto premiarli? Suvvia, non scherziamo. Una classe dirigente non la si giudica da un simbolico e improduttivo obolo versato a una inutile cassa di credito per la piccola impresa, che non è in grado di finanziare niente e nessuno.

Ma tant’é. I figli del comico genovese hanno un bel ribattere che loro sono sempre meglio degli altri, nonostante gli errori e le mele marce. E stando rinchiusi nell’argomento hanno pure ragione. La maggioranza di loro versa mentre tutti gli altri parlamentari no. Meglio poco che niente. Se noi non spostiamo il tema e incrementiamo la polemica sugli scontrini meritiamo di stare dalla parte del torto. Il problema, lo dico con le parole di Benedetto Croce, é che l’onestà in politica é la capacità. Lasciamo che costoro urlino la magica parola intonata alle esequie di Casaleggio e noi rispondiamo con la raccomandazione del grande filosofo napoletano. E’ più utile all’Italia e al suo Parlamento un grillino capace che ha versato meno del dovuto di un incapace che ha versato fino all’ultimo centesimo. Affermare il contrario significa contrapporre alla rimborsopoli grillina la stupidopoli anti grillina.

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Commenti all'articolo
  1. Fra poco saranno le urne a indicarci, o farci capire, se “l’onestà in politica è la capacità”, o se invece il corpo elettorale possa non essere di pari avviso, ma sullo sfondo della questione rimborsi resta, per i socialisti – e almeno da quanto posso capirne – l’accostamento che è stato fatto col nome del loro scomparso Leader, una circostanza di indubbio rilievo e significato “politico”, e che rimane francamente inspiegabile, vuoi perché sembra quasi uno spuntato tentativo di sminuirne le doti di statista, ormai largamente riconosciute anche tra i critici di un tempo, vuoi anche pensando che l’accostamento arriva da quella parte con la quale una componente socialista ha ritenuto di allearsi, tanto che qualcuno potrebbe scorgervi una sorta di “fuoco amico” e chiedersene le ragioni (ma forse la risposta a dubbi ed interrogativi può essere meno complicata di quanto appaia).

    Paolo B. 15.02.2018

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