martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Angelo Moscariello:
L’Italia trainata da Traini
Pubblicato il 08-02-2018


Liquidare la strage di Macerata come il gesto isolato di un folle è riduttivo e pericoloso. L’evidente instabilità mentale dell’autore non giustifica da sola il gesto visto che esso si innesta in un percorso politico nutrito delle peggiori teorie razziste di matrice nazista, un percorso approdato a un delirio di onnipotenza indirizzato alla missione patriottica di salvare la razza bianca,come dimostra la bandiera tricolore da cui Traini era avvolto nel ruolo di giustiziere da lui assunto dopo la morte della ragazza di cui era stato complice un giovane nigeriano. I fatti di Macerata sono il prevedibile esito di una predicazione messa in atto da forze politiche di destra o leghiste al motto di “prima gli italiani” e si inseriscono in un panorama più ampio di regressione culturale e civile favorito dalla crisi economica che vede in atto una guerra tra poveri. Mai come in questo periodo la coscienza collettiva degli italiani è stata a rischio di frantumazione, divisa come è tra spinte ideologiche opposte dentro un arcipelago di richiami disorganici e mistificanti. Il fenomeno non è nuovo nella storia ed è dovuto al riemergere di pulsioni oscure rimosse che ora si aprono il varco a causa dell’indebolimento della sfera razionale sul piano collettivo. Per usare i termini cari a Carl Gustav Jung oggi in Italia l’Ombra sta invadendo la casa dell’Io, proprio come accadde in Germania all’avvento di Hitler. Se tale catastrofe della psiche non viene subito compensata in modo da riequilibrare le opposte pulsioni collettive, allora non è esagerato prevedere che da noi il razzismo e il fascismo sono ancora da venire.

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Commenti all'articolo
  1. Tensione ieri sera a Macerata dove i neofascisti di Forza Nuova hanno organizzato una manifestazione, violando il divieto del Questore. La città è scossa dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, per cui è stato arrestato il nigeriano Innocent Oseghale (per cui il Gip ha escluso l’accusa di omicidio), a cui è seguito l’attacco fascista e razzista di Luca Traini, iscritto alla Lega Nord, che ha sparato e ferito alcuni migranti come forma di vendetta. Il leader della Lega Matteo Salvini, in tour nelle Marche, sfrutta con cinismo la tragedia e afferma “il sacrificio di Pamela, tranquilli, non sarà vano” e poi inaugura quella che il Corriere della Sera definisce “una sorta di battaglia ideologica contro l’Islam”. Per Salvini sarebbe “incompatibile con i nostri valori e la nostra Costituzione”. Parole che vengono respinte, tra gli altri, da Matteo Renzi. II segretario del Pd, intervistato da Repubblica, non indica Salvini come “mandante morale” della tentata strage di Traini ma afferma “L’atteggiamento di Salvini è inqualificabile. Se proprio si deve qualificarlo, la parola giusta è squallido. I fatti: un esponente della Lega prende una pistola e spara a sei ragazzi di colore. E spara alla sede del Pd di Macerata. Anziché tacere, Salvini che fa? Getta la responsabilità sul Pd, tanto va di moda darci la colpa di tutto. Squallido, appunto. Tuttavia non lo inseguo nella sua lucida follia. Non lo considero il mandante morale e non lo etichetto come corresponsabile. Dico, più semplicemente, che chi ha sbagliato deve pagare. E che se si vuole trarre un giudizio politico: con quale credibilità afferma di essere in grado di controllare il territorio uno che non riesce a controllare i propri candidati?”. Il leader del Pd si schiera poi al fianco del sindaco di Macerata che ha chiesto di sospendere la manifestazione antifascista prevista per domani in città a cui parteciperanno centri sociali, Fiom e Liberi e Uguali, mentre una nazionale è stata organizzata a Roma per il 17 con partecipazione di Arci e Anpi, Cgil, Pd e Libera (Repubblica).

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