domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Fabio Zanini:
Risposta a Matteo Renzi sul paragone Craxi-Di Maio
Pubblicato il 19-02-2018


Caro Matteo, lo so non sei cattivo è solo il tuo carattere, non sopporti i compagni di Partito che non siano tuoi fedelissimi, ti immagini sopportare gli alleati, e speriamo bene per gli italiani che non ti votano e non ti voteranno!
A cominciare da Letta per passare alla Bonino, poi Alfano, Bersani, Prodi e l’Ulivo intero e adesso finalmente i Socialisti, trovare un bersaglio da colpire, per te, non è più una scelta ma è diventata una forma di bulimia da serial killer della politica.
Ormai solamente Berlusconi può essere destinatario di qualche parola gentile da parte tua.
Sono convinto che sia una malattia e non un tuo volere. Infatti non puoi essere politicamente così deficiente (nel senso latino del termine), da non vedere i risultati disastrosi che hai davanti. Purtroppo per te noi non siamo la cura, noi siamo alleati al tuo partito in parte per mancanza di scelte alternative, in parte per cercare di non lasciare in mano il Paese al populismo più gretto ma soprattutto per la voglia di costruire, finalmente, un centro-sinistra degno di questo nome.
Non siamo tuoi nemici (non lo meriti) ma non siamo neanche tuoi amici (non lo meritiamo). Il problema lo hai creato solamente in parte a noi nel proporzionale, anche perché oggi chi è iscritto al Partito Socialista sicuramente non lo fa per fare carriera, ma molto di più lo hai creato ai tuoi candidati all’uninominale. Adesso toccherà a loro scegliere se richiamare alle urne i voti socialisti prendendo le distanze da te o lasciare i voti in libertà.
Per quanto riguarda Craxi ti voglio lasciare con un mio slogan personale, almeno su un punto, sono certo saremo sicuramente d’accordo: meglio Craxi a Sigonella che D’Alema al Cermis.

Fabio Zanini
Segretario Provinciale PSI Gorizia

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Commenti all'articolo
  1. Riguardo alla “mancanza di scelte alternative”, verrebbe da chiedersi se e quanto siano state effettivamente cercate, ma d’altronde a me sembra che dopo la posizione assunta in ordine al Referendum costituzionale del dicembre 2016 la “strada fosse per così dire segnata”.

    Circa il “populismo più gretto”, mi guarderei dall’ insistervi troppo, vuoi perché potrebbe diventare un po’ come il “gridare al lupo”, vuoi perché il populismo sembra talora “contagiare” anche i suoi critici, come è successo col leaderismo (e c’è chi se ne sta accorgendo).

    Paolo B. 22.02.2018

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