domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

SENZA PREGIUDIZIO
Pubblicato il 06-02-2018


antifascismo

I fatti di Macerata sono stati utilizzati da chi è solito speculare sulla cronaca. Anche quella più dolorosa e cruenta. A cominciare dal segretario della Lega che non perde occasione per rimestare nella propaganda più torbida. “Le dichiarazioni scellerate di Salvini sui fatti di Macerata – ha detto Riccardo Nencini segretario del Psi e promotore della Lista ‘Insieme’ e candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra –  di fatto sono la giustificazione a usare la pistola verso chi non ha il suo stesso colore della pelle, sono la reazione scomposta al buon lavoro fatto dal ministro degli interni Minniti”.
“I migranti approdati in Italia nel 2017 – ha aggiunto Nencini – sono 120.000. Erano stati 180.000 l’anno precedente. La politica di contenimento degli arrivi comincia a funzionare e va proseguita con maggiore intensità, dando rifugio ai profughi e favorendo il rimpatrio dei clandestini. Ma c’è un’altra verità. Chi vive in Italia deve vivere secondo i valori conquistati dai nostri padri e dalle nostre nonne. In Italia – conclude – vige la parità di genere, è vietato il matrimonio coatto ed è vietata l’infibulazione, non può esserci tribunale della sharia. Si tratta di valori universali da difendere senza esitazioni”.

Nel dibattito sull’immigrazione è intervenuto anche il senatore socialista Enrico Buemi responsabile giustizia del Psi e candidato nel collegio senatoriale uninominale di Moncalieri – Pinerolo nella coalizione di centro-sinistra. “C’è lo spazio e la possibilità di gestire in maniera meno traumatica l’immigrazione in Italia, basta volerlo” ha detto Buemi. “Se le forze politiche non si perdessero in polemiche strumentali e reciprocamente demolitive, l’immigrazione, che non è fenomeno temporaneo ma di lungo periodo, si potrebbe governare e trasformarlo da problema in opportunità positiva per un’Italia che è, tra l’altro, in forte crisi demografica”. “Alcuni strumenti – ha continuato Buemi – ci sono già ed altri si possono mettere in atto rapidamente: canali di afflusso legali e controllati, rapidità nei tempi di riconoscimento dello status di rifugiato, utilizzo attivo degli immigrati, in attesa di riconoscimento, mediante l’impiego in attività di lavoro gratuito presso le comunità locali ospitanti per piccole manutenzioni e altro, obbligo di frequentazione di corsi formativi in lingua ed educazione civica, controlli più serrati sulle associazioni, cooperative ed altri soggetti incaricati della loro gestione”, ha aggiunto. “Questi sono tutti elementi che ridurrebbero la legittima reazione di disagio dei cittadini che vengono messi sotto pressione da presenze in buona parte disordinate e oziante e con abitudini, cultura e lingue completamente diverse”, ha commentato Buemi. “Più che lotta contro gli immigrati si dovrebbe mettere in campo un’azione contro l’abbandono dell’emarginato temporaneo o permanente e in questo ambito si collocano gli immigrati senza lavoro e senza reddito illegali e non, clochard italiani e stranieri e, in generale, soggetti che vengono abbandonati dalla società e dalle Istituzioni perché affetti da patologie individuali asociali. Al disagio che tutti viviamo nel dover assistere a strade trasformate in dormitori improbabili, angoli di città ricettacoli di rifiuti ed odori nauseabondi a causa di comportamenti che offendono in primo luogo la dignità umana dei protagonisti, c’è rimedio, basta volerlo”.

Per Buemi “amministratori, locali, funzionari pubblici ai vari livelli, non distratti e pieni di pregiudizi e Perdiffidenze, cittadini che vivono il disagio solo protestando invece che tirarsi su il morale e operare per una dignitosa condizione di vita per tutti, possono contribuire a una gestione più sostenibile del fenomeno. Ribadisco, gli strumenti ci sono basta occuparsene e se non ci sono il Governo provveda tempestivamente”, ha concluso il senatore socialista.

Buemi ha presentato in questa legislatura quattro disegni di legge in materia di immigrazione e tutela del domicilio.

Disegno di legge Senato 947

Disegno di legge Senato 1816

Disegno di legge Senato 2198

Disegno di legge Senato 2507

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Commenti all'articolo
  1. Buemi ha ragione – peccato che non governi lui.
    Uno dei filoni “occupazionali” di molti immigrati è lo spaccio di stupefacenti, dei quali sono spesso la pedine terminali dell’ “affare”. A differenza degli immigrati schiavizzati nelle campagne, che escono alla ribalta di rado, lo spaccio della droga è materia di scontro sociali ogni giorno e avvilisce i quartieri dove si spaccia. Né va scordato che i clienti sono quasi esclusivamente cittadini italiani.

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