giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Siria: tregua fragile a Ghouta. Cresce lo scandalo aiuti
Pubblicato il 27-02-2018


Siria-guerra-Iran-RussiaLa tregua umanitaria in Siria ha abbassato il livello di violenza ma non ha messo a tacere le armi a Ghouta est, la roccaforte assediata dei ribelli a est di Damasco, da nove pesantemente bombardata dalle forze pro-Assad. Nel primo giorno di pausa negli attacchi tra le 9 e le 14 ci sono stati sporadici attacchi: il lancio di razzi da parte dei lealisti ha causato la morte di un bambino morto e il ferimento di altre sette persone.

Intanto, proprio dalla Siria, arriva una notizia che getta nuove ombre sugli operatori umanitari, dopo lo scandalo che ha investito Oxfam e altre Ong: alcune donne siriane, in cambio degli aiuti, sarebbero state costrette a prostituirsi o a subire abusi sessuali da parte di operatori che lavoravano per le Nazioni Unite o per organizzazioni di volontariato. A denunciarlo è un rapporto pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), intitolato “Voices from Syria 2018”. L’indagine ha preso le mosse dalle denunce presentate da alcune donne nel 2015 ma un’inchiesta della Bbc sostiene che gli abusi non sono cessati. Operatori umanitari hanno riferito all’emittente britannica che lo sfruttamento delle donne era arrivato a un livello tale che molte siriane per lungo tempo hanno evitato di recarsi nei centri di distribuzione degli aiuti, perché era dato per scontato che chi aveva ricevuto cibo aveva accettato il ricatto sessuale.

Sul terreno siriano gli occhi restano puntati su Ghouta est e sulla fragile ‘pausa umanitaria’: secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le truppe lealiste hanno lanciato quattro razzi contro la localita’ di Yisrin e i jet hanno bombardato siti non identificati ad Arbin, Kafr Batna e Al Iftiris, mentre due elicotteri delle forze governative hanno lanciato due bombe-barili ad Al Shifunia.

Anche l’Onu ha detto di aver ricevuto notizie di esplosioni a Ghouta Est, ma non è chiaro cosa sia accaduto. Le autorità siriane hanno consentito la creazione di un corridoio umanitario per facilitare l’uscita dei civili dalla martoriata area. Ma Mosca e Damasco hanno accusato ‘gruppi terroristici’ (come chiamano i ribelli) di aver lanciato colpi di mortaio sul corridoio umanitario, impedendo l’evacuazione di feriti e civili. “Il passaggio umanitario è stato aperto alle 9 del mattino per consentire ai civili di lasciare l’area ma i miliziani hanno cominciato a sparare, e non un solo civile ha lasciato la zona”, ha denunciato il generale russo, Viktor Pankov.

Quanto alla possibilità di aumentare il numero di ore giornaliere di tregua, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che “dipenderà da come si comportano i gruppi terroristici, se apriranno il fuoco o meno, se le loro provocazioni continueranno o meno”. Ma inrealtà, come ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ricevuto a Mosca dal collega Serghei Lavrov, la Russia “e’ l’unico attore internazionale che può esercitare influenza sul regime di Damasco” per una tregua umanitaria nel martoriato Paese. La Francia, da parte sua, proporrà un piano in quattro punti per l’attuazione della tregua ordinata dall’Onu in Siria. Il piano, che avrebbe già l’ok di tre gruppi ribelli presenti a Ghouta, prevede punti di controllo ad al-Wafedin per il transito dei convogli umanitari, l’evacuazione d’urgenza dei feriti e dei soggetti più deboli, soprattutto bambini, e un meccanismo per controllare il rispetto dell’accordo.

Sulla Siria resta l’ombra delle armi chimiche che sarebbero state impiegate dal regine anche nei giorni scorsi contro Ghouta est. Il New York Times ha riferito che la Corea del Nord ha fornito al governo di Damasco valvole, termometri e materiale edilizio resistente agli acidi da utilizzare nella produzione di armi chimiche, con almeno 40 carichi inviati tra il 2012 e il 2017. È quanto emergerebbe da un rapporto di oltre 200 pagine stilato dagli investigatori dell’Onu chiamati a verificare il rispetto delle sanzioni a Pyongyang. Stado il documento, tecnici nordcoreani sarebbero stati avvistati negli impianti chimici e nelle strutture missilistiche in territorio siriano. Notizie di combattimenti anche dal fronte di Afrin, la provincia a maggioranza curda al confine con la Turchia sotto attacco dalle forze di Ankara dove due civili sono stati uccisi e altri nove feriti mei bombardamenti delle forze turche. Si tratta di “una nuova violazione” della tregua chiesta dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la risoluzione votata all’unanimità sabato scorso.

“I giochi di guerra sulla pelle della popolazione siriana continuano nonostante gli appelli delle Nazioni Unite e dell’Europa, che anche io rinnovo, al cessate il fuoco”, ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla cerimonia di avvicendamento del Capo di Stato maggiore dell’Esercito. E’ necessario, ha aggiunto, “non continuare a considerare la Siria come un luogo in cui ci si confronta militarmente, ignorando la realtà di un popolo e di un Paese da anni martoriato dalla guerra”. (AGI)

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