lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Turchia, Locatelli: Erdogan rispetti i diritti umani
Pubblicato il 05-02-2018


erdogan roma

Quasi un’ora di colloquio in Vaticano con Papa Francesco per il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, nel primo appuntamento della visita in Italia segnata da tensioni al sit-in di protesta dei curdi, dove sono stati fermati due manifestanti dei centri sociali. Erdogan, accompagnato da moglie, figlia e cinque ministri, è rimasto per oltre 50 minuti da solo con il Pontefice. Erdogan, primo capo di Stato turco a recarsi in Vaticano da 59 anni, ha ricevuto in dono da Francesco un medaglione con un angelo della pace che “strangola il demone della guerra, simbolo di un mondo basato sulla pace e sulla giustizia”, e il messaggio per la pace di quest’anno. Il presidente turco ha ricambiato con una panoramica di Istanbul in ceramica e quattro libri riguardanti sul massimo poeta mistico persiano. Nel colloquio si è parlato dello status di Gerusalemme, della questione dei migranti, delle persecuzioni dei cristiani e della “necessità di promuovere la pace e la stabilità” nella regione mediorientale “attraverso il dialogo e il negoziato, nel rispetto dei diritti umani e della legalita’ internazionale”. Probabile si sia fatto cenno anche all’offensiva di Ankara contro la provincia curda di Afrin, in Siria. Al termine, Erdogan ha visto il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, e con il seguito ha visitato la Basilica di San Pietro. La visita di Stato è proseguita nel pomeriggio con i colloqui al Quirinale, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Successivamente è atteso a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, poi la cena in hotel con un gruppo di imprenditore italiani dei gruppi che più investono in Turchia. Malgrado le imponenti misure di sicurezza con 3.500 uomini in campo, nell’unica manifestazione di protesta autorizzata si sono registrati scontri.

“Noi riteniamo che la Turchia possa aspirare a un futuro migliore – ha scritto Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista a Montecitorio e presidente del comitato Diritti umani della Camera, in una lettera inviata al presidente Erdogan in occasione della sua visita a Roma – solo se saprà avanzare con decisione anche sul terreno della democrazia e delle libertà e per questa ragione vogliamo chiederle il più forte e deciso impegno al rispetto dei diritti umani e a garantire processi equi alle migliaia di persone che sono state arrestate dopo il tentato golpe del 2016. Riteniamo – ha aggiunto – che sia nel nostro reciproco interesse costruire un rapporto solido e duraturo, ma che ma che questo non può contenere margini di ambiguità sul rispetto dei diritti umani non solo perché tradiremmo la nostra storia, ma anche perché sarebbe un atto di miopia politica che getterebbe un’ipoteca colossale che prima o poi, inevitabilmente, giungerebbe all’incasso”.

Il sit-in promosso da Rete Kurdistan Italia nei giardini di Castel Sant’Angelo è degenerato quando un gruppo di attivisti dei centri sociali ha tentato di forzare il cordone di agenti antisommossa per muovere in corteo verso il Vaticano. La Polizia ha respinto i manifestanti e ci sono stati anche due fermi. Tra gli striscioni esposti “Boia Erdogan! Giù le mani dal Kurdistan” e “Stato turco assassino”. Un altro presidio si è tenuto a Venezia davanti alla Basilica di San Marco con qualche decina di attivisti dei Centri sociali del Nord-est e dell’associazione Ya Basta. Mentre Erdogan lasciava il Vaticano, l’Olanda ha annunciato il ritiro del suo ambasciatore in Turchia dopo che i recenti “colloqui non hanno offerto una prospettiva di normalizzazione delle relazioni bilaterali”. All’ambasciatore olandese ad Ankara viene negato l’accesso in Turchia dal marzo scorso.

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