giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Space X, Falcon Heavy con un’automobile su Marte
Pubblicato il 07-02-2018


falconheavy

Ieri Space X ha lanciato per la prima volta Falcon Heavy, un razzo di dimensioni simili a quelli che portarono gli astronauti delle missioni Apollo sulla Luna. Come ampiamente illustrato dai molti media specialistici del settore e da pochi media generalistici (che trattano la notizia come una eccentrica curiosità), Space X è un’azienda privata; anzi, la prima industria privata capace di competere alla pari con la NASA. Competere per modo di dire, visto che Space X è anche fornitore della NASA. Ed è proprio grazie, anche, a questi contratti che Musk può disporre dei capitali necessari a sviluppare le proprie tecnologie.

Il Falcon Heavy è il razzo più potente mai costruito, è alto 70 metri e può portare nello spazio carichi utili fino 63,8 tonnellate in orbita terrestre bassa (LEO), 26,7 in orbita di trasferimento geostazionaria (GTO), 16,8 su Marte, 3,5 su Plutone. Il primo stadio è composto da tre moduli Falcon 9, che sono tornari tutti e tre a Terra dopo il lancio.

Emtusiasmante? Certo. Ho guardato con grande eccitazione il lancio di Falcon Heavy ed il rientro dei booster live, sul sito di Space X, la colonna sonora era nientemeno che David Bowie, “Life On Mars”… In un video di animazione (online da prima del lancio) si vede la Tesla rosso ciliegia decapottabile, con alla guida un astronauta in tuta spaziale, che si avvicina a Marte… Falcon-Heavy può portare in orbita più del doppio del lanciatore più prossimo, Delta IV Heavy, ad un terzo del costo.

Siamo sulla strada giusta, anche se stiamo sempre ancora parlando di portare in orbita dei materiali (carico utile), e non passeggeri civili non addestrati. Attenzione però, sul volo inaugurale di Falcon-Heavy c’è un “carico utile” particolare, una Tesla Roadster. O forse in questo caso dovremmo parlare di “carico inutile”, e tuttavia fortemente simbolico. Si tratta infatti di un “payload” che parla direttamente al cuore industriale degli imprenditori terrestri. Elon Musk ci sta dicendo, con il suo linguaggio basato più sui fatti che sull’esposizione di concetti: guardate che io voglio portarvi lassù a continuare la vostra vita terrestre con altri mezzi, in un altro ambiente, molto più grande, in cui i gradi di libertà e di inventiva si moltiplicano in tutte le direzioni, con progressione geometricamente sferica!

Ma, passare dai sistemi di trasporto materiali ed astronauti addestrati a veicoli di trasporto di passeggeri civili a basso costo è un cammino lineare, che si sviluppa senza soluzione di continuità? La risposta è purtroppo un NO. Affinchè la metafora dell’auto nello spazio si traduca in attività industriali vere (umane) nello spazio, i sistemi di trasporto ed alloggiamento di passeggeri civili non addestrati sono essenziali. Ed è qui che sta un aspetto fondamentale, che occorre capire. Dobbiamo comprendere appieno la differenza tra l’accesso generico all’orbita a basso costo ed il trasporto orbitale di passeggeri civili a basso costo. Il primo processo si sta verifcando, grazie a Space X, Cina ed India. Ma, per ora, solo il settore del turismo spaziale, un settore che ancora in attesa di dare inizio ai voli commerciali, punta all’obiettivo del trasporto di passeggeri civili, limitatamente alla quota suborbitale. Inoltre, la prospettiva del trasporto e dell’alloggiamento di civili nello spazio ha molti ostacoli ed oppositori, e non potrà svilupparsi appieno senza decisioni politiche chiare. Sono infatti coinvolti sia i privati, per gli aspetti tecnologici, sia la ricerca pubblica, per gli aspetti scientifici, sia la giurisprudenza. Almeno: veicoli di trasporto a basso costo, bassa accelerazione, elevata sicurezza (tecnologia), rientro in atmosfera più sicuro e più morbido (tecnologia), manovrabilità interorbitale (tecnologia), protezione contro le radiazioni cosmiche (scienza), gravità artificiale (scienza), sistema di diritto spaziale per consentire e regolare attività commerciali che sfruttano risorse extraterrestri (giurisprudenza).

Il 2ndo congresso nazionale di Space Renaissance Italia metterà in luce questa urgenza e proverà a definire un’agenda per il nostro Paese. L’Italia può essere prima nello sviluppo delle tecnologie abilitanti e delle ricerca scientifiche necessarie per avviare l’industrializzazione dello spazio geo-lunare, come fattore strategico di sviluppo da qui al 2025.

Sono aperte le iscrizioni, sia individuali che corporate, al congresso, che si terrà a Bologna, il 18 e 19 maggio, presso l’INAF.

Iscrizione al Congresso di Space Renaissance Italia

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Di Adriano V. Autino

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