giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Poste italiane, più servizi, più utili, meno personale
Pubblicato il 27-02-2018


poste italianeEspansione dei servizi finanziari e assicurativi, investimenti su digitalizzazione e automazione, modernizzazione nella consegna dei pacchi, sforbiciata all’organico e target finanziari ambiziosi, a partire dalla politica dei dividendi. E’ la ricetta del piano industriale 2018-2022 di Poste Italiane, definito dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, “prudente” e “con un rischio di esecuzione limitato”, ma sufficiente per consentire al gruppo di compiere un “grande salto in avanti”. Ci crede del resto anche il mercato, che premia il titolo durante le contrattazioni con un balzo di oltre 5 punti percentuali a più di 7 euro per azione. Il ‘Deliver 2022’ – così è stato battezzato il business plan – prevede di raggiungere a fine periodo un utile netto di 1,2 miliardi di euro, con una crescita media annua del 13%; il risultato operativo raggiungerà nel 2022 gli 1,8 miliardi, migliorando ogni anno del 10%, mentre i ricavi saliranno con un tasso medio dell’1% raggiungendo tra 5 anni la cifra di 11,2 miliardi. Il flusso di cassa generato nel periodo dalla società e il miglioramento della profittabilità “ci consente di garantire ai nostri investitori, su un orizzonte temporale di 5 anni, dividendi crescenti”, cosa che “in passato non avevamo mai fatto”.

La cedola crescerà (rispetto ai 0,42 euro del 2017) del 5% annuo fino al 2020, per poi garantire una politica di remunerazione non inferiore al 60% degli utili dal 2021 in avanti, anche se, ha spiegato Del Fante, non è escluso che nei prossimi anni non “si vengano a creare le condizioni per rivedere questa politica”. Gli investimenti industriali ammonteranno nell’arco del periodo a 2,8 miliardi di euro e saranno destinati principalmente al sostegno della digitalizzazione, dell’automazione e della riorganizzazione del modello di servizio.

Nel settore ‘Corrispondenza, pacchi e distribuzione’, per esempio, verrà lanciato, per intercettare la crescita “inarrestabile” dell’e-commerce, un nuovo modello operativo di recapito che terrà conto della densità della popolazione, dei volumi e soprattutto dell’esigenza dei clienti (“il nostro asset principale”), in modo da avere un servizio tempestivo durante tutta la settimana: “nel mondo dei pacchi, consegnare di domenica diventerà un’esigenza operativa perché molti degli ordini on-line vengono fatti venerdì sera e sabato”, ha spiegato Del Fante secondo il quale “le consegne domenicali stanno diventando sempre di più un’esigenza operativa delle società”.

Per quanto riguarda i servizi finanziari, Poste Italiane punta anche sull’ampliamento dell’offerta nel risparmio gestito e sul potenziamento di oltre 1.500 uffici postali, in modo da vendere a fine periodo 12 milioni di prodotti (a fronte degli 8 milioni del 2017) e avere una quota compresa tra il 45 e il 50% dei clienti seguiti da un consulente dedicato (nel 2017 questa quota si è attestata al 7%). Sul fronte dei sevizi assicurativi, invece, il comparto Danni rappresenta uno dei pilastri di ‘Deliver 2022′, fino a raggiungere nel 2022 più di 2 milioni di nuovi contratti all’anno, contro i 400 mila toccati nel 2017. Passando al personale, Poste Italiane prevede di passare dagli attuali 138 mila a 123 mila dipendenti a fine piano, dopo l’assunzione di 10 mila persone nel prossimo quinquennio, di cui 5 mila esperti in ambito finanziario e assicurativo. La riduzione dei dipendenti, dunque, si attesterà nell’arco di piano con un tasso medio di 3 mila unita’ all’anno, in linea con il ‘taglio’ di 2.800 posti di lavoro nel periodo 2015-2017. Una riduzione dell’organico, ha garantito l’amministratore delegato, che avverrà “solo su base volontaria, in termini di prepensionamenti, pensionamenti o accordi bonari”. Il gruppo interverrà poi anche sulla ridistribuzione e formazione del personale, con 4.500 dipendenti che saranno assegnati a un ruolo commerciale di front-line. (AGI)

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