domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

VIII Festival Internazionale della Danza di Roma
Pubblicato il 27-02-2018


Al via l’8 marzo l’VIII edizione del Festival Internazionale della Danza di Roma
della Filarmonica Romana e Teatro Olimpico
con due classici della coreografia italiana di oggi:
Carmen di Amodio e Mediterranea di Bigonzetti.

Carmen_Amodio (C Cositore)_1ridottaA seguire il debutto in prima italiana di
Tierra y Alma di Miguel Ángel Berna, omaggio al cineasta aragonese Buñuel,
la star internazionale del flamenco Pastora Galván,
e Notte Tzigana con i danzatori dello Zigana Clan e l’Orchestra Tzigana di Budapest, guidata dal talento del violinista gypsy Antal Szalai.

Il Festival Internazionale della Danza di Roma della Filarmonica Romana e Teatro Olimpico giunge all’importante traguardo della sua ottava edizione, presentando al Teatro Olimpico dall’8 marzo al 20 aprile cinque lavori di diversa provenienza e concezione artistica. “Esplorando i rapporti tra tradizione e contemporaneità – spiegano i direttori artistici Lucia Bocca Montefoschi e Andrea Lucchesini -, la prospettiva di fondo comune sarà quella di avvicinare il pubblico in modo diretto ed efficace all’universo della danza di oggi, dando conto della ricchezza e della varietà delle sue espressioni”.

Ad inaugurarlo due classici della coreografia italiana: dall’8 al 10 marzo, la Carmen di Amedeo Amodio, spettacolo nato nel 1995 per Aterballetto di cui Amodio è stato uno dei principali coreografi, ripresa per il Balletto del Teatro Massimo di Palermo nel 2014, e ora affidata a Daniele Cipriani Entertainment, che ne ha fatto la nuova produzione che vedremo in quest’occasione. Un ‘classico’ della danza italiana di oggi, firmato da uno dei nostri migliori coreografi, che disegna con tocco deciso e sicuro una Carmen molto “mediterranea” di cui è protagonista la ballerina albanese Anbeta Toromani, interprete di diverse coreografie di Amodio, già prima ballerina al Teatro dell’Opera di Tirana e molto nota al grande pubblico televisivo in Italia, mentre il ruolo di Don José è affidato ad Amilcar Moret, virtuoso primo ballerino cubano, apprezzato anche su numerosi palcoscenici europei.

Il 10 e l’11 marzo sarà la volta di Mediterranea di Mauro Bigonzetti: a 25 anni dal suo debutto, la coreografia più rappresentata al mondo di Bigonzetti viene ripresa con 20 danzatori solisti della Daniele Cipriani Entertainment, che la produce. Mediterranea nasce come lavoro evocativo più che narrativo: una vera circumnavigazione del Mediterraneo, attraverso la musica delle culture che vi si affacciano e che fanno viaggiare lo spettatore nello spazio e nel tempo, mentre il balletto mette in risalto forza giovanile e bellezza, energia e velocità. Un lavoro ancora oggi più che mai attuale, perché specchio di queste nostre terre in cui oggi si confrontano e si scontrano culture apparentemente diverse ma con una comune radice: il Mediterraneo.

Di altro genere sono invece i tre appuntamenti di aprile che completano il Festival: dal 13 al 15 aprile va in scena in prima italiana Tierra y Alma, la nuova produzione del ballerino e coreografo di Saragozza Miguel Ángel Berna e della sua compagnia, fra le maggiori di Spagna: un omaggio a Luis Buñuel, attraverso un itinerario simbolico in cui si alternano visioni, pensieri e preoccupazioni che hanno segnato il lavoro del grande cineasta aragonese, e rivivendo emozioni, istinti e desideri che popolano il suo mondo onirico.

Il 17 e 18 aprile omaggio alla danza e alla musica dei gitani, con Notte Tzigana che vedrà protagonisti i danzatori del Zigana Clan, le cui coreografie si ispirano al mondo nomade: l’improvvisazione, la tensione, lo spazio, il dramma, la libertà, il viaggio e la condivisione in gruppo ‒ anima di questo popolo ‒ si trasformano in arte, fra musica, danza e gesto; ad accompagnarli, i musicisti dell’Orchestra Tzigana di Budapest, la più conosciuta in Ungheria, che impiega anche strumenti tipici della musica tzigana come il cimbalom e il tarogato, e sarà guidata dal talento di Antal Szalai, violinista gypsy fra i più celebri di oggi.

Chiusura di festival con il flamenco: il 19 e 20 aprile arriva Pastora Galván, star mondiale del flamenco, discendente della consacrata famiglia di artisti sivigliani dei Galván. Con tutto il suo carisma e il suo fascino Pastora presenta il nuovo spettacolo, intitolato semplicemente Pastora baila. Nelle sue celebri pose, guiderà il pubblico dal flamenco tradizionale ad una visione contemporanea di quest’arte, costellata da molteplici dettagli. Figlia di José Galván e di Eugenia de Los Reyes, del flamenco infatti Pastora porta nel sangue la tradizione tramandata dai suoi genitori e la modernità dal fratello Israel, artista che ha sviluppato in senso contemporaneo quest’arte e che ha contribuito all’ideazione dello spettacolo.

La stagione dell’Accademia Filarmonica Romana è realizzata con il contributo del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo.
Main Sponsor del Teatro Olimpico è UBI Banca, da sempre attenta al patrimonio artistico e alla cultura nelle realtà italiane in cui opera.

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