martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Agcom: giorni gratis per risarcire gli utenti
Pubblicato il 15-03-2018


Bollette-a-28-giorni“Giorni gratis” per compensare gli utenti di telefonia fissa e offerte  convergenti dopo il ripristino della fatturazione mensile.  Questo il senso della diffida Agcom inviata a Tim, Vodafone,  Fastweb e Wind Tre per chiudere la vicenda delle bollette a  28 giorni, nelle more della decisione del Tar del Lazio che  ha rimandato al prossimo 31 ottobre il giudizio di merito  sull’entità dei rimborsi. In soldoni, l’Agcom chiede agli operatori di rimandare l’emissione della prossima fattura di un numero di giorni pari a quelli “erosi” con l’emissione  delle bollette a 28 giorni. Vedremo a questo punto se gli  operatori decideranno di ottemperare alla diffida  dell’Autorità o se invece faranno ricorso. Il meccanismo  elaborato dall’Agcom prevede il calcolo dello “sconto” a  partire dal 23 giugno 2017 (delibera 121/17/Cons) con un  numero di giorni “gratis” pari a quelli che non sono stati  fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio “a  causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione  quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile”.   In quella data l’Agcom dichiarò l’obbligatorietà della  bolletta mensile per telefonia fissa e offerte convergenti  fisso-Internet. Il rimborso sarà diverso per ogni cliente. L’Agcom fa un esempio: “nel caso di una fattura emessa ad  aprile con decorrenza dal primo al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della  fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e  conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare  quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio”.

La diffida dell’Agcom tiene  conto del procedimento in corso presso il Tar del Lazio, che  ha sospeso il pagamento degli indennizzi fino “all’udienza  di merito del 31 ottobre 2018” lasciando “gli utenti privi  di una tutela immediata ed effettiva, in quanto essi  sarebbero costretti ad attendere molti mesi prima di vedersi  riconosciuta tale restituzione, e nel frattempo non  sarebbero nemmeno pienamente liberi di migrare verso altri  operatori”. Si otterrebbe così si legge, “l’effetto  paradossale di costringere gli utenti a subire anche  l’aumento dei canoni mensili che l’operatore ha già  preannunciato in coincidenza col ritorno al ciclo di  fatturazione mensile”.

In altre parole, l’Agcom chiede agli  operatori di chiudere subito il capitolo rimborsi (senza  aspettare il giudizio di merito del Tar fissato il 31  ottobre prossimo) anche per consentire da subito agli utenti  di migrare altrove senza la spada di Damocle del rimborso  con il vecchio operatore, dal quale secondo l’Autorità sarebbe più difficile ottenere il ristoro dopo l’abbandono  per altri lidi. Per questo motivo, l’Agcom ha adottato  questa “diffida che, nel rispetto e in esecuzione  dell’ordinanza del Tar, garantisca un immediato effetto  ripristinatorio a beneficio degli utenti, assicurando, al  contempo, una soluzione ai rilievi formulati dal giudice  amministrativo con riguardo agli equilibri  finanziario-contabili dell’azienda”.

Detto questo, restano invece  in piedi le indagini dell’Antitrust per verificare eventuali  condotte anticoncorrenziali da parte degli operatori per  l’aumento dell’8,6 per cento delle tariffe dopo il ritorno  alla fatturazione a 30 giorni. Il ritorno alla fatturazione  mensile e non più a 28 giorni è stata introdotta nel  decreto fiscale (la n. 172/2017) ed estesa anche ai  contratti di telefonia mobile, con un nuovo termine di  adeguamento concesso agli operatori fino all’aprile del  2018, prevedendo inoltre sanzioni pecuniarie per gli  operatori che non si adeguano all’obbligo previsto  dall’Agcom e ribadito ora dalla legge. Gli operatori si sono  tutti adeguati al ritorno alla fatturazione a 30 giorni a  partire da aprile.

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