lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Alla Faccia Vostra. Divertente commedia al Quirino di Roma
Pubblicato il 14-03-2018


0076 AllaFacciaVostraRoma ai giorni nostri, la scena si apre su un lussuoso studio in cui troviamo Luisa, la governante della famiglia Bosco, che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantaquattrenne morto d’infarto.

A poco a poco i conoscenti stretti cominciano ad arrivare nell’appartamento. Il vicino Dott. Garrone è il primo, professore di medicina è lui che decreta il decesso. Poi raggiungono il luogo Lucio Sesto e sua moglie Vanessa, rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima Angela, seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito, 30 anni, fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.

Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una “transizione finanziaria” nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto cerca di coprire un enorme debito con un prestito della banca garantito dall’eredità di Vanessa, la figlia. Angela progetta una nuova vita con tanti soldi e il suo nuovo amante francese. Il Dott. Garrone vuole comprare l’appartamento per farne finalmente il suo studio, il banchiere Marmotta che acconsente al prestito vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.

Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove una risata cinica e infantile è garantita.

L’autore della commedia – Pierre Chesnot, classe 1935 – è anche l’autore de ”L’inquilina del piano di sopra” e la sua comicità, che riprende con toni originali e migliorata dinamicità la tradizione drammaturgica francese di fine Ottocento, è composta da battute intelligenti e verve comica.

Nella commedia in due atti in scena al Quirino, troviamo un adattamento portato in Italia ai giorni d’oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l’isterismo della nostra contemporaneità. Il linguaggio è un italiano piacevole e contemporaneo, ma volutamente non depurato dalle intonazioni regionali.

Ovviamente è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi, soldi e ancora soldi.

Comunque su buoni livelli la recitazione dei sette attori presenti sul palco, con delle simpatiche parentesi dialettali di Antonio Fulfaro, nei panni del becchino. Aspetto fisico ed atteggiamento pienamente adeguato alla parte che interpreta per Roberto d’Alessandro nei panni del banchiere Marmotta. La scenografia è fissa ma degna di menzione per la cura e l’eleganza in cui è stata realizzata. Fondamentalmente non vi sono musiche di sottofondo se non all’apertura del sipario.

Insomma un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi pressoché perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui colpi di scena, soprattutto nel secondo atto.

Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore, coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate. Al Teatro Quirino di Roma fino al 25 marzo.

Al. Sia.

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