martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Bambini. Quando un giudizio psichiatrico rovina le famiglie
Pubblicato il 05-03-2018


coppia di mirabelloSuccede di rimanere attoniti quando la stampa riporta episodi controversi di bambini allontanati dalle famiglie, a volte con modalità cruente; bambini poi sedati con potenti psicofarmaci. Avvenimenti questi troppo frequenti e preoccupanti per essere ignorati.
Ha fatto molto discutere la decisione della Cassazione di togliere una bambina ai genitori perché ritenuti troppo anziani.
Dopo due anni di sentenze e ricorsi che sembravano ridare speranza alla coppia, la Cassazione ha confermato l’adottabilità della bimba, che ormai ha sette anni, nata da una coppia di genitori anziani di Casale Monferrato, Gabriella Carsano e Luigi Deambrosis, ritenendoli incapaci “di comprendere quali siano i bisogni emotivo-affettivi e pratici” della bimba, e risultando il padre “totalmente dipendente” dai desideri della moglie “chiusa in un processo narcisistico”.
Nata nel maggio 2010, la bimba dopo pochi giorni era stata portata via e affidata a una casa-famiglia dopo la denuncia dei vicini che avevano segnalato alle forze dell’ordine il presunto abbandono della piccola in auto durante le operazioni di scarico della spesa. Quei vicini – con cui tra l’altro c’erano dei dissapori – dissero che quel giorno la piccolina venne lasciata in macchina da sola, di sera, davanti a casa. Che piangeva fino ad essere diventata paonazza. “È rimasta sola per 40-45 minuti”, calcolarono i giudici. “Al massimo 7-8 – si difese il padre – stavo scaricando dei pacchi, mi sono attardato ma la strada è piccola, non ci passa nessuno, lei era al sicuro e sempre sotto il mio controllo”.
Lui è in pensione e restaura mobili, lei è bibliotecaria. Era dal 1990 che cercavano di avere un bambino: provarono a sottoporsi a trattamenti medici inutilmente, tentarono con l’adozione nazionale (bocciata), poi con quella internazionale (stesso esito), infine la decisione di andare all’estero per la fecondazione eterologa (vietata in Italia).
Ma non è il solo caso di ‘sentenze’ che finiscono con il nuocere il minore.
Contrariamente a quanto si possa credere, in gran parte queste sottrazioni non sono fondate su fatti gravi (maltrattamenti gravi, violenza sessuale, ecc.) ma su giudizi di inidoneità genitoriale. Questi giudizi sono spesso sostenuti da diagnosi psichiatriche che, non essendo sorrette da alcun test scientifico, sono per loro stessa natura arbitrarie e soggettive. Eppure, questi bambini vengono allontanati con traumi indicibili non solo per loro ma anche per i genitori e per tutta la famiglia. Com’è possibile e come stanno realmente le cose?

Se ne parlerà giovedì 8 marzo a Palazzo Velli Expo in Piazza Sant’Egidio, presso la sede della mostra: “Controllo sociale e psichiatria, violazioni dei diritti umani”, nel corso del seminario informativo organizzato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus: “Bambini allo sbaraglio, bambini bersaglio – Può un giudizio psichiatrico rovinare famiglie e vite?”.

Gli esperti invitati tratteranno l’argomento per informare e far comprendere, ma anche per offrire soluzioni pratiche e alternative percorribili.

Inizio serata ore 18:00, ingresso libero.

Relatori:

Paolo Roat – Responsabile Tutela minori CCDU Onlus.

Prof.ssa Vincenza Palmieri – Psicologa forense, Fondatrice Programma Vivere senza psicofarmaci.

Avv. Francesco Morcavallo – Già giudice del Tribunale per i Minorenni.

Avv. Francesco Miraglia – Esperto in diritto di famiglia e minorile.

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