domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

VISIONE DEL FUTURO
Pubblicato il 07-03-2018


Valdis Dombrovskis Pierre Moscovici

La crescita in Italia prosegue. È solida però il ritmo non è quello degli altri paesi Europei. In questa legislatura i governi che si sono susseguiti hanno portato il segno più dopo anni di discesa. Ma l’aumento del prodotto interno lordo e dell’occupazione è stato mediamente più basso. Questo in sintesi il senso delle preoccupazioni provenienti della Commissione Ue. La Commissione Ue ha infatti presentato la valutazione della situazione economica e sociale, delle riforme strutturali e degli squilibri degli Stati membri nell’atteso ‘pacchetto d’inverno del semestre europeo’, illustrato in una conferenza stampa dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dai commissari Marianne Thyssen e Pierre Moscovici.

In Italia “la crescita – ha detto Dombrovskis – si è rafforzata nel 2017 e resterà solida e stabile anche quest’anno”. E sul nostro Paese ha aggiunto: “anche se cresce l’Italia resta sotto la media europea con un debito pubblico elevato, il secondo in Europa, e una bassa crescita della produttività”. Secondo Dombrovskis, “i problemi nel settore bancario ci sono, anche se sono stati affrontati. Tuttavia restano ancora stock elevati di Npl”. Insomma un quadro a luci ed ombre in cui però si riconosce il lavoro positivo degli ultimi anni.

Dombrovskis specifica successivamente in una intervista all’Ansa, che la valutazione sul “rispetto della regola del debito” è previsto per maggio, per allora “faremo anche la valutazione anche degli sforzi aggiuntivi chiesti all’Italia”. Ma “è presto per saltare a conclusioni sul bilancio”, perché prima bisogna vedere i dati del pil 2017 e il possibile effetto trascinamento sul 2018.

Parole alle quali si aggiungono quelle del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici che riconosce la necessità dell’Italia ad avere più tempo dopo le elezioni per presentare il Documento di Economia e Finanza e il Programma Nazionale di Riforme.

“Terremo conto del calendario” politico e istituzionale dopo il voto, ha detto il commissario. Con governi a interim “riconosciamo che potrebbero non avere piena autorità di bilancio”, ha aggiunto il vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis: “in questi casi accettiamo documenti sulla base dello scenario di politiche costanti”, come è accaduto con altri paesi”.

L’Italia dunque, secondo Bruxelles continua a mostrare “squilibri economici eccessivi”. Non siamo da soli però non siamo in buona compagnia. Nella stessa nostra situazione si trovano Croazia e Cipro. Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia mostrano “squilibri economici” (non eccessivi). Bulgaria, Francia e Portogallo hanno migliorato la loro posizione rispetto all’anno scorso (quando i loro squilibri erano ritenuti eccessivi). La Slovenia non mostra più squilibri economici. In Italia secondo la Commissione sono stati fatti progressi limitati nella politica di bilancio e nella ‘governance’ fiscale.

Uno scenario che si intreccia con quello della complicata situazione politica uscita delle urne. Uno stallo non renderebbe di certo più facile il rapporto con la Commissione. I numeri al momento sono lontani dal poter consentire un governo. Le consultazioni devono ancora cominciare, ma quello che al momento è certo è che nessuno ha i numeri per governare.

“Non si possono sostenere governi – è la posizione del segretario del Psi Riccardo Nencini – che sbandierano valori in conflitto con i tuoi. Parlo dei Grillini e della Lega. Più che occuparsi di questo tema, la sinistra riformista dovrebbe rimboccarsi le maniche e ripensare un progetto per l’Italia. Serve una visione del futuro per tornare a vincere, a cominciare dai comuni chiamati al voto tra poche settimane”.

Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia reclamano per se la guida del governo. Con l’elezione dei presidenti delle Camere si apriranno le danze della nuova legislatura e si faranno le prime valutazioni. “Faremo una riflessione con i gruppi parlamentari quando verranno costituiti. Come abbiamo sempre fatto, siamo pronti al dialogo sulle istituzioni e non sto dicendo che stiamo chiedendo qualcosa. Ascolteremo cosa propongono la prima coalizione e il Movimento 5 stelle” ha affermato il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato. E Fassino ha aggiunto: “Bisogna vedere quali saranno le proposte. Cosa vuole fare il M5S? A questo punto la responsabilità non è del Pd. Sta a chi ha vinto dire come intende muoversi. Ora ci sono le consultazioni. Il presidente della Repubblica deciderà a chi dare l’incarico e di conseguenza vedremo”.

Forte preoccupazione arriva da un esponente storico del Pci, Emanuele Macaluso che avverte: “L’idea che il Pd debba fare da supporto a DI Maio e al suo programma è un segno dei tempi. Sono tempi in cui ideali, valori e programmi non contano più nulla perché conta solo stare o non stare nel governo. Se il Pd non reagisce a questo modo di fare politica, a mio avviso è finito, ha chiuso”. Macaluso ricorda che Grillo ha detto che il Movimento è di destra e di sinistra e quindi per governare possono chiedere i voti a destra o a sinistra ma, conclude Macaluso, “oggi le sirene che vorrebbero attirare pezzi del Pd di fatto tendono a disgregare questo partito”.

Mario Muser

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