sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Corrado Oppedisano
In ricordo di Angela Burlando
Pubblicato il 13-03-2018


Un mese fa Angela Burlando ci ha lasciato. Scrivo oggi perché nel frastuono di una caotica campagna elettorale pochi si erano resi conto che Angela stava andando via. E non sono servite le telefonate, le lettere e i post sui social a far della sua scomparsa un evento o un piagnisteo pubblico, che sicuramente non avrebbe gradito. A noi che restiamo qui l’amara consolazione dei ricordi, mentre il sorriso si rattrista nel guardare agli anni passati insieme, con fierezza, orgogliosi di aver fatto un pezzo di vita politica insieme ad Angela. Forse è proprio così, sono i racconti i profumi le emozioni, le immagini, i ricordi che sorreggono parte del mondo. Cosa ho imparato da Angela? Nel 2012 a Genova il centro sinistra – nel top di una crisi di nervi -chiese le primarie per scegliere il Sindaco di Genova, avendone una in carica, Marta Vincenzi. Contestualmente si ripresentò la sindrome socialista, di essere stati grandi e forti, che fa strage dei dirigenti Psi durante la preparazioni di eventi elettorali. Io ero finalmente libero da impegni pregressi ed essendo nell’anno celebrativo dei 125 anni del PSI, Roma con editto pretorio consegnato dal compagno Labellarte mi ordinò “Commissario straordinario per le elezioni comunali Genovesi e 125° PSI con presenze eccellenti come la Ministra del Governo Spagnolo, la Socialista Carmen Chacon. Intanto il clima creatosi tra Marta Vincenzi e la neo candidata Roberta Pinotti produceva scollamento. In più il Prof. Marco Doria con una lista indipendente esprimeva diffuse simpatie in città con la benedizione di Don Gallo. Angela Burlando invece polemizzava verso il centro sinistra sostenendo che, così frammentato avrebbe aperto la strada alle destre. Emerse in quel difficile contesto una proposta già sperimentata con Giuliano Pennisi alle regionali, di sostenere un candidato sindaco del Pd e fare fronte con loro contro la destra. Quella ipotesi avrebbe disimpegnato i resti del gruppo del partito rompendo di fatto il sogno di condurre con una lista PSI una battaglia di orgoglio socialista portando qualche voto al PD. Un pò fuori binario proposi di spostare il PSI dalla rissa in casa PD e di presentare una candidatura socialista alle primarie andando a rigenerare di lista. Tutti, Angela compresa lo ritennero un percorso sacrificale. “Non c’è partita tra due generalesse del PD e il prof. Marco Doria”. Ma se i notabili si escludono dalla corsa chi avrei potuto candidare quale espressione di un progetto laico riformista socialista? Elisa Gambardella che aveva 18 anni?. Come premature apparivano le giovani risorse di Carlo e Matteo. Tolti diffusi e sparsi dimissionari non rimaneva altro che ritornare alla “soluzione Pennisi” di sostenere il PD, punto. Consigliato da altro vecchio saggio ripresi le consultazioni -anche esternamente – al partito ma le candidature arrivavano e cadevano come birilli. La Federazione di Genova entrò così ufficialmente in stallo mentre io avrei dovuto iniziare le manovre di atterraggio. Da li in poi mi vennero in soccorso esterno molte telefonate di Angela. “Ti chiamo per dirti che non è sopportabile questa apatia verso il proprio partito, se è così allora chiudiamolo”. Impossibile risposi, abbiamo in agenda la Ministra Socialista Spagnola per le celebrazioni del Partito. “Auguri allora”. Ripresi l’ultimo giro prima di arrendermi alla “soluzione Pennisi” incassando altri disimpegni. Con l’entusiasmo sotto i piedi mi recai da Angela Burlando a prendere uno dei tanti caffè delle otto. Le esposi il tutto pensando follemente da li a poco di convincerla a candidarsi alle primarie e a capitanare la lista Socialista. Di tutto punto mi mandò a quel paese offrendo lei il caffè. Con l’angoscia di non aver nulla in mano all’alba di una mattina di un giorno nefasto, squillò il cellulare, era Angela Burlando “ciao segretario, o commissario o quale diavolo di carica hai… Ti volevo solo dire che accetto la candidature per le primarie a Sindaco di Genova e… poi ci occupiamo della lista… perché dal nostro destino non si può scappare”. Grazie a questa volontà nell’arco di un mese ci presentammo alle primarie, facemmo liste alle comunali e in nove municipi raccogliendo lo 0.98% dei voti. La Federazione di Genova ritornò ad essere la nostra sede di confronto politico con tante nuove idee.

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