domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

LA DEBACLE
Pubblicato il 05-03-2018


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“Abbiamo riconosciuto che si tratta di una sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Pd. Siamo orgogliosi dello straordinario lavoro di questi anni”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, in conferenza stampa al Nazareno dopo le i risultati elettorali che hanno sancito la sconfitta del centro sinistra e portato il Movimento 5 Stelle ad essere la prima forza mentre la coalizione più votata è stata quella di centro destra con un scambio dei valori in campo, la Lega primo partito a discapito di Forza Italia.

Una sconfitta netta. Che ha portato il segretario del Pd a rassegnare le dimissioni spinto anche dalle pressioni della minoranza. La seconda pesante sconfitta dopo quelle del referendum del 4 dicembre sulle riforma della Costituzione, che gli costò il posto a Palazzo Chigi. “Coloro i quali si sono opposti alla riforma – ha detto Renzi – più di un anno, fa oggi sono vittime di quel modello. In questa campagna elettorale segnata dalle bugie ce n’è una più grande di tutte: non faremo mai accordi”. “È ovvio – ha continuato – che io lasci la guida del Pd e come previsto dallo Statuto ho già chiesto di convocare una Assemblea nazionale per aprire la fase congressuale. Questo accadrà al termine della fase di insediamento del nuovo Parlamento e la formazione del nuovo governo”.

Renzi chiede subito un congresso “che a un certo punto permette alla leadership di fare ciò per cui è stato eletto. Non un reggente scelto da un ‘caminetto’, ma un segretario scelto dalle primerie”. E sul governo e possibili appoggi sgombra il tavolo dalle varie ipotesi: “Abbiamo detto in campagna elettorale no a un governo con gli estremisti. Non abbiamo cambiato idea nel giro di 48 ore”. Quindi a detta di Renzi il “Pd non sarà la stampella forze antisistema”. E sul lavoro svolto dal governo in questi anni Renzi rivendicato nella conferenza stampa al Nazareno la ora “la casa è molto più in ordine e tenuta bene”. “Faremo una opposizione che non si attaccherà alle fake news e non pedinerà gli avversari”. “Ci riprendiamo – ha detto ancora – la libertà di fare la politica al di fuori dai perimetri dei palazzi”. “Il Pd – ha concluso – è qui per dire no inciuci, no caminetti, no estremisti. Chi ha la forza per governare lo faccia”.

Polemico il capogruppo Pd Luigi Zanda che non ha apprezzato la tempistica tracciata dal segretario. “La decisione di Renzi di dimettersi e contemporaneamente rinviare la data delle dimissioni non è comprensibile” ha detto Zanda. “Serve solo a prendere ancora tempo”. “Le dimissioni di un leader sono una cosa seria, o si danno o non si danno. E quando si decide, si danno senza manovre”. Serve “collegialità che è l’opposto dei caminetti” e “annunciare le dimissioni e rinviarne l’operatività per continuare a gestire il partito e i passaggi istituzionali delle prossime settimane è impossibile da spiegare”.  “Quando Veltroni e Bersani si sono dimessi – ha ricordato Zanda – lo hanno fatto e basta. Un minuto dopo non erano più segretari”.

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