mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Elezioni. Tanti i big trombati e poi miracolati
Pubblicato il 06-03-2018


Boldrini-Renzi-scontro

È tempo di tirare le somme. E tra i conteggi ovviamente vi è anche quello dei non eletti. Dei così detti trombati. Il meccanismo della legge elettorale prevede però un paracadute per non lasciar cadere nel vuoto gli sconfitti nel collegio. Non per tutti. Ma solo per qualcuno. E con il completamento delle caselle degli eletti, si delinea meglio la lista dei big trombati ma salvati dal proporzionale.

Sono tanti infatti quelli che hanno perso la sfida nei collegi uninominali, ma che entreranno in Parlamento grazie alla candidatura al plurinominale. A partire dai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso che a Milano e Palermo hanno perso pesantemente la sfida. Non è andata diversamente anche per noti esponenti del governo, che poi sono stati ripescati al proporzionale, grazie alla possibilità offerta dal Rosatellum delle pluricandidature in più collegi. Tra i ripescati sconfitti nei duelli uninominali ci sono Marco Minniti, Davide Faraone, Valeria Fedeli, Dario Franceschini, Teresa Bellanova e Roberta Pinotti. Mentre strada in discesa verso la riconferma per Andrea Orlando e Maurizio Martina che sono stati blindati solo nelle liste proporzionali. Non usufruiranno del paracadute perché vincenti all’uninominale Beatrice Lorenzin a Modena, Maria Elena Boschi a Bolzano, Pier Carlo Padoan a Siena e Graziano Delrio a Reggio Emilia. Per gli altri esponenti del governo uscente senza la doppia candidatura non ci sarebbe stato nulla da fare.

Il partito degli scissionisti del Pd, Leu che ha deluso le attese della vigilia, attestandosi al 3,4 per cento delle preferenze ha ripescato Pier Luigi Bersani e Vasco Errani che a Bologna ha perso la sfida contro Pier Ferdinando Casini eletto nel Pd. Restano fuori Pippo Civati e Massimo D’Alema che arriva ultimo nel collegio di Nardò in Puglia. Qui il Movimento 5 stelle ha fatto “cappotto” aggiudicandosi tutti i seggi.

Sconfitta la governatrice uscente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che dopo la debacle del Pd oggi ha rassegnato anche le dimissioni dalla segreteria nazionale. La governatrice entrerà comunque in parlamento grazie alla candidatura blindata. Perde la sfida a Parma, la donna sfregiata con l’acido e consulente del dipartimento delle Pari Opportunità Lucia Annibali, che però si salva grazie al suo posizionamento in più listini proporzionali. Per il mondo Lgbt Monica Cirinnà viene ripescata, mentre il giornalista Tommaso Cerno vince la sfida dell’uninominale a Milano. Poi ancora Piero Fassino, Matteo Richetti, Luigi Zanda Ettore Rosato, Paolo Siani.

Obiettivo fallito per il recordman di preferenze in Basilicata che doveva trainare il voto al sud, Gianni Pittella che comunque lascerà Bruxelles, per approdare al parlamento italiano.

Eletti nel proporzionale per Forza Italia Mara Carfagna, Niccolò Ghedini, Adriano Galliani, Paolo Romani, Anna Maria Bernini, Stefania Prestigiacomo, mentre viene ripescato Vittorio Sgrarbi che aveva perso contro Di Maio a Pomigliano d’Arco e Micaela Biancofiore che a Bolzano ha perso contro Maria Elena Boschi. Eletto senza sfide anche Guido Crosetto per Fratelli d’Italia. La Lega Nord ripesca l’economista anti euro Alberto Bagnai che a Firenze ha perso la sfida contro Matteo Renzi.

Nonostante il trionfo elettorale anche alcuni esponenti del Movimento 5 stelle devono ringraziare la quota proporzionale del Rosatellum. Tra questi Gianluigi Paragone, mentre non ce la fa la “Iena”, Dino Giarrusso che è era stato candidato senza paracadute.

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