venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Eliminare il contante per pagare una sola “tangente”: alle banche!
Pubblicato il 19-03-2018


prendiamo sempre ad esempio in maniera esasperata gli Stati Uniti, al punto tale che diverse parodie – da Renato Carosone col suo “Tu vuo’ fa’ ll’americano” a Alberto Sordi col boy del Kansas City – ironizzano su questo vizio degli italiani di emulare usi e costumi d’Oltreoceano. Eppure, a volte quest’America tanto osannata la dimentichiamo proprio in quei principi di democrazia e libertà che dovrebbero essere vanto delle nostre più nobili tradizioni.
Ci riferiamo alla circolazione di quel contante che viene suonata come una fisarmonica dai governi che si succedono da un quarto di secolo, i quali recitano la farsa in funzione del pubblico che li ascolta; ecco che una volta l’importo sale e una volta scende, fino a trovare quel compromesso ipocrita che non serve allo scopo che si prefiggono ora gli uni ora gli altri.
In America non c’è limite al contante perché quando un cittadino viola le regole fiscali o peggio corrompe la pubblica amministrazione i colpevoli vanno in prigione senza se e senza ma. Chi rischia non si sogna neanche di contestare le conseguenze dei suoi atti: la giustizia è inflessibile, rapida e efficace.
Invece in Italia, e specialmente in Italia, l’ipocrisia regna sovrana: tutti sanno tutto, ma fanno finta di non sapere nulla; cadono dalle nuvole quando vengono scoperte le corruzioni nell’amministrazione pubblica, peraltro conosciute e messe in pubblico a seconda degli intrighi di Palazzo del momento. La nostra è una giustizia semaforo!
Un terzo dell’economia del Paese è in mano ad organizzazioni malavitose che riciclano il contante, quel contante che finisce fino all’ultimo centesimo nelle “banche-scimmia” che, come è noto, non vedono, non parlano e non sentono.
Capisco che sapere le provenienze del contante dei pensionati, bottegai e professionisti è importante per mappare eventuali corruttori, così come capisco che non è democratico, civile e può risultare perfino scorretto sapere chi sono i proprietari delle banche. Peccato che quegli stessi dirigenti e proprietari delle banche (è il caso ad esempio delle banche popolari) un tempo erano conosciuti, eccome! Si sapeva tutto di loro: indirizzo, dichiarazioni al fisco, patrimoni, vita, morte e miracoli. Poi, a sorpresa, con un Decreto – ad hoc – si è pensato bene di rendere rigorosamente anonimi i proprietari, a costo di mettere sul lastrico 500mila azionisti…ma come si dice “la privacy è privacy”!
Le porcherie di molti banchieri italiani sono state evidenziate e non punite in quanto considerate “porcherie in buona fede”; anzi, in molti casi sono state premiate con liquidazioni faraoniche.
Ora il punto era ed è: come poter continuare a finanziare i banchieri, evitando che il popolo si incazzi! Ecco che brillantemente con lo slogan “basta corruzione” il sistema vuole cancellare d’un colpo la circolazione del contante prendendo a spunto i Paesi nordici che neanche conosciamo.
Abbandonare il mito americano di Carosone e Sordi e obbligare per legge gli italiani ad utilizzare il bancomat per pagare persino il caffè al Bar, dunque! Sono questi i nuovi strumenti finanziari messi a disposizione da quelle banche che vanno sempre aiutate, a costo di togliere l’ultimo barlume di privacy e libertà rimasto… la nostra privacy, non certo quella dei dirigenti!
Nella testa di questi integralisti, un po’ disturbati, c’è l’idea di mandarci in banca, fare la fila per versare un euro sul conto corrente, uscire e poi andare al bar per prendere un caffè e pagarlo con la carta di credito, creando una fila all’ingresso del grande spettacolo. Quale? Quello in cui recitiamo tutti, interpretando il ruolo di pecore, sia in banca che al bar. Esagerato? Direi di no!

Angelo Santoro

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