lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Emanuele Pecheux
Lettera aperta al compagno Andreini
Pubblicato il 07-03-2018


Caro Andreini,
nelle ore successive al risultato elettorale domandavo a me stesso chi sarebbe stato il primo ad esternare, come nella migliore (o peggiore) tradizione, interpretando lo scialbo copione delle accuse al capitano e ponendosi alla guida di un improbabile ammutinamento.
Tra i candidati più probabili figuravi tu. Non mi sono sbagliato.
D’altra parte siamo vicini alle Idi di marzo e la storia ci insegna che codesto è il periodo migliore per allestire congiure.
La tua lettera aperta al segretario, peraltro, offre la cifra di quanta approssimazione e quanto supponente narcisismo autoreferenziale stia alla base delle tue esternazioni.
Comincio dall’approssimazione: sostenere che, ti cito, siamo di fronte a “un disastro elettorale ben più grave di quello pur disastroso subito nel 2008 da Boselli”, significa almeno due cose: non avere memoria e argomentare con un malanimo degno di miglior causa.
Spiego: intanto nel 2008 il neonato Ps aveva circa 72.000 iscritti, una presenza maggiore sui territori e un tesoretto che fu utilizzato per svolgere una campagna elettorale capillare e diffusa.
Il risultato al netto dei voti ottenuti all’estero fu lo 0.9%.
Dieci anni dopo con un numero di iscritti di gran lunga inferiore, una presenza sui territori a macchia di leopardo, senza alcun tesoretto significativo da investire in una campagna elettorale caratterizzata dalle abituali disparità di trattamento riservate da stampa e network televisivi ai competitori, il risultato in termini percentuali è poco al di sotto della cifra del 2008.
E, nelle condizioni date, la lista Insieme è riuscita a fare eleggere 2 parlamentari nella quota maggioritaria, a cominciare dal difficile collegio senatoriale di Arezzo e Siena e un parlamentare nella circoscrizione estero.
Siccome sono convinto che l’apporto elettorale di Verdi e prodiani, nonostante il timido endorsement del Professore, sia stato ben inferiore al minimo sindacale, è di tutta evidenza che il risultato nella quota proporzionale, per quanto deludente, è da ascrivere per intero al Psi, all’impegno dei candidati socialisti e dei dirigenti e militanti del Psi. Tutti, nessuno escluso.
Mi dovresti poi spiegare come, a fronte di un rovescio elettorale di proporzioni storiche per il csx, in che modo la lista Insieme avrebbe potuto ottenere un risultato diverso.
Era lecito aspettarsi qualche decimale in più che, comunque, non avrebbe cambiato la sostanza delle cose.
Con il Pd ben al di sotto della quota 20%, la lista di Emma Bonino, dotata di risorse finanziarie significative, che ha goduto di un sostegno mediatico sfacciato e persino imbarazzante, pronosticata alla vigilia come la vincitrice morale del csx con un risultato al di sopra del 3% è rimasta, sin dalle prime rilevazioni ben al di sotto della soglia di sbarramento, riuscendo ad eleggere 3 parlamentari, due dei quali sistemati in collegi blindati.
Vogliamo parlare di LeU nata per fare perdere il csx, pronosticata sino a due mesi fa con un risultato vicino alla doppia cifra, che si è fermata ad un modesto 3.3%?
Caro Andreini, per le analisi politiche ed elettorali occorre non perdere mai di vista il contesto in cui i risultati maturano e mantenere la mente sgombra da pregiudizi.
Esattamente ciò che tu non fai ripiegando i tuoi ragionamenti a dinamiche interne di nessun interesse, supportate da riferimenti alle tue personali iniziative intraprese in questi anni che interessano ancor meno.
È un momento grave per l’Italia e per tutta la sinistra riformista.
Domenica è mutato completamente il quadro storico politico.
Le nostre riflessioni, su ciò che occorre fare nel futuro prossimo, dovrebbero muovere da questo dato di fatto e un dirigente di partito potrebbe evitare di abbandonarsi a sgangherate osservazioni e a richieste assurde, funzionali unicamente a favorire la chiusura della porta e allo spegnimento della luce.
È questo che vuoi?

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Concordo. Anche a me è spiaciuto molto leggere critiche negative, a mio parere ingiuste, al compagno Segretario. E poche ore dopo la chiusura delle urne. Quando la barca è in tempesta bisogna stringersi intorno al comandante. E remare insieme.
    Saluti, Mosca.

  2. Può star anche bene il chiedere di remare, ma occorrerebbe pure sapere, fin da subito credo, dove il capitano vuol condurre la barca, altrimenti si rischia di remare a vuoto sfiancando i rematori, dopo di che la barca rimane alla mercé della tempesta, e può colare a picco con tutto l’equipaggio.

    Paolo B. 10.03.2018

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