lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Erdogan annuncia attacco contro il Pkk… in ritirata
Pubblicato il 26-03-2018


Turkey's President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015.  REUTERS/Enrique De La Osa

Turkey’s President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

La strategia del Presidente turco continua a cambiare, ma al centro restano i curdi. Ieri Erdogan ha annunciato che se l’esercito iracheno non riesce a cacciare le milizie del partito dei Lavoratori del Kurdistan turco (PKK) dalla città di Sinjar nel Nord-ovest dell’Iraq, “ci penserà” l’esercito turco. Ma il comando delle operazioni congiunte dell’Iraq ha negato che qualsiasi forza straniera abbia attraversato il confine con l’Iraq, nello stesso tempo già venerdì in un comunicato l’Unione delle comunità del Kurdistan, l’ombrello politico del Pkk, ha detto che ritirerà le milizie dalla regione di Sinjar, nel nord dell’Iraq, dopo avere concluso che gli Yazidi non sono più in pericolo.
E anche se inizialmente il ministro degli Esteri iracheno, Ibrahim al-Jafaari, ha avvertito che Baghdad “risponderà” a un’incursione in profondità nel suo territorio, sembra che sia ormai in vista un’operazione militare congiunta che Turchia e Iraq per maggio prossimo nel nord del paese arabo contro i curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) stanziati nell’area.
È stato previsto un incontro con Baghdad così come annunciato proprio dal Presidente turco “un responsabile iracheno arriverà in giornata in Turchia per colloqui sulla questione Sinjar”. Attraverso un attacco congiunto con Ankara contro il Pkk il governo di Baghdad potrebbe rafforzare l’asse con Ankara, contribuendo al ritorno dell’Iraq sullo scacchiere regionale su un piano di parità sugli altri Stati, obiettivo lungamente perseguito dal governo iracheno.
Nel frattempo però l’Iraq è è prudente in vista delle elezioni di maggio, anche per questo negli ultimi giorni, le autorità di Baghdad hanno condannato le incursioni dell’Aviazione turca contro il Pkk nel nord dell’Iraq. Ma dopo il referendum curdo e l’idea di un Kurdistan indipendente, che per Ankara era una minaccia alla propria sicurezza e per l’Iraq e il suo governo federale un attentato all’integrità territoriale del paese, potrebbe esserci un punto di leva comune per riavvicinare i due Stati.

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