lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Gentiloni, è momento di curare le ferite della società
Pubblicato il 16-03-2018


gentiloni

In questo momento, con le tendenze macroeconomiche che sono positive “le sfide su cui dobbiamo concentrarci facendo ogni sforzo per evitare di andare fuori strada” sono “dedicarci alla cura delle cicatrici dal punto di vista sociale ed economico, non solo nel Mezzogiorno ma in tutta Italia” e “investire su quello che sarà il modello economico dei prossimi decenni”. A dirlo è il premier Paolo Gentiloni parlando alla Green Week di Trento. Il presidente del Consiglio ha indicato la green economy come “una delle carte per assicurare una crescita stabile e di qualità”. “Mai come in questo momento deve essere a tutti chiaro che i grandi numeri dell’economia per quanto possono essere incoraggianti non sono numeri che si traducono immediatamente in superamento dell’esame ingiustizie. Bisogna mettere al centro dell’agenda le cicatrici sociali ancora aperte perché la crisi è stata lunga e in molte parti del paese non si è tornati a reddito procapite di prima del 2008”, ha concluso. L’Italia per Gentiloni sta vivendo “un momento di passaggio ma dobbiamo essere consapevoli, allargando lo sguardo, del fatto che proprio in questo momento siamo chiamati a fare delle scelte importanti, che possono rivelarsi cruciali”. “Questa iniziativa – ha aggiunto – capita in un momento particolare anche per me, ma è anche un momento interessante per discutere le grandi sfide ambientali che abbiamo davanti. Abbiamo recuperato parecchio sui dati macro economici, abbiamo attraversato momenti difficilissimi di crisi, e da qualche tempo abbiamo tassi di crescita, sviluppo, ripresa del lavoro, degli investimenti più incoraggianti. Dobbiamo fare ogni sforzo per evitare di andare fuori strada e compromettere lavoro e sacrifici fatti”.

Intanto proseguono contatti e trattative in visione del primo appuntamento di valenza politica della nuova legislatura. Quello della elezione dei presidenti delle Camere. “Non credo che la presidenza di una Camera – ha detto il ministro dello Sviluppo economico ed esponente del Pd Carlo Calenda su Radio Capital – sia un obiettivo politico rilevante per noi, ma non credo che sia il punto”. “Il Pd – continua Calenda – deve dire con chiarezza che sta all’opposizione e deve lavorare su se stesso per riallargare la sua base. Noi abbiamo una linea di dignità e onore e riportare vicino al Pd tantra gente che è andata via”. Per questo Calenda insiste che appoggiare un governo a guida M5s sarebbe folle. “C’è una chiara indicazione degli elettori, che hanno votato M5s e Lega. Misurarsi con il governo è importante per loro e salutare per il Paese. Appoggiare un governo M5s sarebbe folle per noi”. “Se fossi il segretario del Pd – ha aggiunto- con Di Maio sarebbe una telefonata breve. Fino a ieri giudicava un governo del Pd un male assoluto, non vedo come ci si possa mettere insieme”. “Poi se Mattarella – conclude Calenda – chiede a tutte le forze un governo di transizione, allora questo deve includere anche il Pd, per senso di responsabilità. Sarebbe la cosa migliore”. E su Gentiloni aggiunge: “Gentiloni è la figura che più di tutte può rappresentare il Pd. Secondo me dovrebbe essere il candidato naturale alla presidenza del Consiglio. Renzi ha sbagliato a non candidarlo già nelle ultime elezioni, io l’ho sempre detto. È un leader naturale”.

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