martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Idee in Avanti
Pubblicato il 09-03-2018


Ci ho pensato a lungo. Ci sono tanti lettori dell’Avanti, alcuni iscritti al Psi e altri no. Tanti amici e compagni che scrivono, intervengono, commentano, qui e su Facebook. Tanti che hanno voglia di parlare, di confrontarsi, di dare un contributo. Avevo lanciato tempo fa un’idea simile che non venne raccolta. E cioè quella di aggregare giovani corrispondenti dalle regioni, inserendo pagine locali, che avrebbero potuto ottenere il titolo di giornalista pubblicista dopo il numero di anni richiesto dalle norme dell’Ordine, che avrebbero potuto circondarsi di collaboratori anche per la raccolta pubblicitaria con una percentuale concordata da mantenere. Avevo pensato a una struttura agile, non a un contropartito, ma ad una forma di partecipazione a un partito nuovo.

Mi sono sempre chiesto. Se qualcuno vuole avvicinarsi a noi, noi cosa possiamo offrirgli? Una candidatura senza possibilità, quasi ovunque, di elezione, la nomina in qualche organo di partito che non viene quasi mai riunito e dove si litiga sul segretario? Questo problema non riguarda solo noi, sia chiaro. I partiti non esistono più in quanto tali. Esistono liste elettorali. Esistono nomine in enti pubblici. Esistono primarie o congressi, pochi per la verità, dove si svolgono conte di delegati o di votanti. La nostra piccola comunità ha inaugurato un modo all’incontrario di svolgere congressi ed elezioni. Al congresso ci si unisce e alle elezioni ci si divide. Nenni sosteneva l’idea opposta. Con qualche logica.

Noi siamo portatori di tre dimensioni a cui dedicarci. La prima é proprio quella editoriale e storica, alla quale l’Avanti, ma anche Mondoperaio, e la stessa Associazione di Gennaro Acquaviva, danno espressione. Tra poco presenteremo, anche grazie al lavoro prezioso di Ugo Intini, la digitalizzazione completa del nostro quotidiano, dal Natale del 1896 al 1993. Poi esiste una seconda dimensione ancora viva ed é quella amministrativa, costituita dalle centinaia di amministratori socialisti sparsi per l’Italia da difendere e valorizzare e se si può da incrementare. E ne esiste una terza, quella politica nazionale sulla quale dovremo operare una serena e definitiva riflessione.

Immaginare una comunità socialista sempre meno organizzata nelle vesti di un partito e sempre più nei panni di un movimento articolato e magari federato da circoli, da associazioni, da gruppi locali e da strumenti editoriali e amministrativi non sarebbe sbagliato. L’Avanti potrebbe oggi fornire un suo contributo creando la sua associazione con amici e compagni, donne e giovani, che hanno voglia di confrontarsi e di fare politica. Un modo per creare uno spazio, da riempire al di fuori del furore col quale qualcuno intende affrontare i nostri problemi interni. Personalmente non sono interessato a inutili e stancanti conflitti entro le trincee di una comunità che sul piano politico nazionale non riesce a incidere. Preferirei dedicarmi a fornire qualche concreto contributo per far riemergere dalle catacombe una storia e per creare qualche presupposto per un nuovo inizio di una forza riformista ed europeista in Italia. Con l’Avanti e attraverso una comunità socialista aperta e flessibile.

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Commenti all'articolo
  1. Una buona idea , la prima che sento dopo la batosta elettorale, conserva e tramanda un’idea , pone forse le basi per costruire qualcosa, lascia i singoli liberi di accasarsi in altri partiti. Domenico Grassi

  2. Per tenere assieme una comunità occorre un collante che funzioni. Il più antico giornale del movimento dei lavoratori, con la sua storia elettrizzante e un nome fantastico, è un buon collante soprattutto se, collaborando, si può ottenere il titolo di giornalista pubblicista. Se poi il giornale funziona le entrate in pubblicità possono essere non trascurabili e i collaboratori possono ricevere un piccolo rimborso spese. Il blog di Beppe Grillo ci dovrebbe insegnare qualche cosa.
    L’idea di Mauro sarebbe un modo per sfruttare Internet e le possibilità della piattaforma WordPress. Congratulazioni a chi ha scelto WordPress per l’Avanti! Suggerisco di consentire anche la pubblicazione di video, oltre che testi scirtti.
    Avanti!, grazie all’intelligenza di chi lo dirige, è un giornale solo online. Se si fosse avventurato in una edizione cartacea non esisterebbe più perché coperto di debiti.
    Chissà che non si riesca ritrovare i tanti socialisti che si sono persi!
    Assoluta libertà di opinione con la sola condizione che le argomentazioni siano garbate e ragionate. Non debbono essere consentiti gli insulti!

  3. Sulla base della profonda e condivisa consapevolezza di essere arrivati al punto di rifondare il socialismo, il riformismo e la sinistra, oggi soggetti afoni al cospetto delle tematiche della contemporaneità, il Direttore dell’Avanti, in qualità di attore culturale delle nostre dinamiche comunitarie, con grande senso di responsabilità vola alto ed introduce un processo per cui, attraverso noi, si vada oltre noi. Non possiamo non essere con lui.

  4. Laddove il Direttore parla di “ far riemergere dalle catacombe una storia”, ufficializza di fatto quanto da anni, ossia da un quarto di secolo a questa parte, sta facendo più d’un socialista “di base”, secondo le proprie capacità e indipendentemente dalla sua attuale collocazione politica, senza mai lasciarsi prendere dalla tentazione di voler prendere le distanze da quel nostro passato, come vorrebbe fare qualcuno – in nome del principio che occorre guardare avanti – e senza aver mai pensato di “riciclarsi” se il farlo significava ripudiare in qualche misura tale passato.

    Circa il recente risultato elettorale, non si tratta a mio avviso di cercare “colpe e colpevoli”, e capri espiatori, ma di prendere semplicemente atto che la strada seguita si è rivelata non essere quella giusta, e che si rende quindi opportuno, se non necessario, ripensare e rivedere la linea politica, anche perché lo “sbaglio” di valutazione fatto per le urne del 4 marzo va giocoforza ad aggiungersi a quello riguardante la posizione assunta sul Referendum del dicembre 2016, e volendo insistere su questa via si rischia di assecondare e far proprio, a mio modesto avviso, lo spirito del proverbio “non c’è due senza tre…e il quarto vien da sé”:

    Paolo B. 10.03.2018

  5. Condivido questa tua idea Mauro, quanto prima riusciremmo a concretizzarla e meglio sarà, non per il Partito che non ha più senso di esistere come tale,ma per la Cultura, la Storia Socialista sempre attuale nella Società.
    La Sinistra nel suo insieme dovrà trovare formule di aggregazione per fronteggiare la Destra e i vari Populismi per sconfiggerli.

  6. Condivido questa tua proposta sensata Direttore, quanto prima riusciremmo a concretizzarla meglio sarà, non per il Partito Socialista, che non ha più senso di esistere come tale, ma per la cultura Socialista sempre attuale nella Società.
    La Sinistra nel suo insieme dovrà trovare formule di aggregazione per fronteggiare la destra e i vari populismi per contrastare la loro avanzata, non basta aggregarsi evidentemente, ma avere un programma credibile, fattibile che metta al primo posto il Lavoro !

  7. Caro Direttore, articolata così “aggregare giovani corrispondenti” ” una struttura agile,non a un contropartito, ma ad una forma di partecipazione a un partito nuovo”, può essere una configurazione che presuppone la cultura socialista, in chi poi decide di prendere parte al tuo disegno, non vedo alernative a questo, ma nello spirito e in prospettiva è sicuramente una strada da intraprendere.

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