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Opinioni e commenti
 

Il cancro si batte anche con l’attività fisica
Pubblicato il 20-03-2018


corsaChe l’attività fisica faccia bene alla salute è dato consolidato. Che faccia bene a chi ha vissuto l’esperienza del tumore è un nuovo paradigma che deve entrare nel patrimonio culturale di tutti.

La diffusione di tale assunto è la finalità del progetto CCM-2014 che raccoglie i dati sui benefici dell’esercizio fisico praticato durante e dopo i trattamenti antitumorali su pazienti affetti da linfoma, cui hanno partecipato l’U.O. di Ematologia IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari di cui è responsabile il dottor Attilio Guarini, l’UOC Ematologia – A.O.U. “Sant’Andrea” di Roma di cui è responsabile la dottoressa Maria Christina Cox, la Struttura Complessa di Oncologia – IRCCS Centro Riferimento Oncologico di Aviano di cui è responsabile il dottor Michele Spina e il Dipartimento di Ematologia Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, responsabile la dottoressa Elena Bravo.

Il progetto, finanziato dal Ministero della Salute, propone lo sviluppo di un nuovo modello di prevenzione delle patologie correlate ai trattamenti anti-tumorali nei pazienti lungo-sopravviventi affetti da linfoma, inducendoli a praticare l’esercizio fisico, contro ogni pregiudizievole scetticismo.

I linfomi sono tumori del sistema linfatico, e si classificano al quinto posto per frequenza nel mondo occidentale, con 16 mila nuovi casi stimati in Italia nel 2017.

Le strategie terapeutiche sempre più avanzate in campo onco-ematologico hanno fatto aumentare i tassi di sopravvivenza, soprattutto di soggetti in età matura cui si prospetta una significativa aspettativa di vita, ma che potrebbero sperimentare gli effetti collaterali, immediati o tardivi, dei trattamenti anti-tumorali.

L’azione preventiva e terapeutica dell’attività fisica è confermata da evidenze scientifiche, sperimentali ed epidemiologiche, non si può quindi più indugiare nell’abbracciare uno stile di vita attivo che funge da terapia di supporto e produce benefici a basso costo, contrastando gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali quali riduzione di forza muscolare e di funzionalità cardiorespiratoria, neuropatie periferiche, osteoporosi, perdita di equilibrio, stanchezza cronica, ansia e depressione. Vengono inoltre limitati gli effetti tossici delle terapie che possono presentarsi anche a lungo termine e determinare un decadimento psico-fisico, soprattutto negli anziani, per l’invecchiamento di organi e tessuti. Riducendosi cardiopatie, obesità, diabete, osteoporosi, sarcopenia, stanchezza cronica e decadimento cognitivo, aumenta di contro l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci e si allunga la prospettiva di vita. Abbinato a corrette abitudini alimentari, l’esercizio fisico può influire positivamente su diverse malattie croniche, sull’obesità e sulla sindrome metabolica dei pazienti in trattamento oncologico, contrastando l’accumulo di grasso addominale e viscerale.

Il progetto sui lungo-viventi con linfoma, prevede di sperimentare nella pratica clinica un programma di esercizi motori, contestualmente alle terapie anti-tumorali e anche di divulgare e promuovere l’esercizio fisico come importante risorsa a basso costo che offre benessere al paziente oncologico.

Perché, se è vero che i farmaci sconfiggono il cancro, anche l’esercizio fisico è un potente anti-tumorale che riduce il rischio di recidive fino al 40% con l’attivazione del sistema immunitario e dei meccanismi intra-cellulari onco-soppressivi, contribuendo così ad abbattere le problematiche socio-sanitarie, sostiene con determinazione l’ematologa Maria Christina Cox dell’ospedale Sant’Andrea, responsabile del programma di attività motoria per i pazienti con linfoma.

Ecco allora che, acquisita la consapevolezza che bisogna assumere l’esercizio fisico come metodo di profilassi, cura e riabilitazione poiché previene l’insorgenza di neoplasie, riduce il rischio di recidive e la tossicità della terapia e il rischio di patologie croniche, superate le barriere convenzionali e attenti al proprio benessere psico-fisico, alcuni pazienti nel corso delle cure chemioterapiche presso l’ospedale romano hanno costituito il gruppo di studio coordinato dalla fisiatra Gabriella Marsili. Il programma trisettimanale di esercizi motori personalizzati con l’ausilio di macchinari sotto la guida della fisioterapista Federica Ponzelli, impostati con rigore scientifico per sviluppare la forza muscolare agli arti e al torace, di coordinazione motoria ed equilibrio, aerobici e di stretching, ha apportato in tutti i pazienti un miglioramento della capacità funzionale, del tono dell’umore e della qualità di vita, senza interferire con le terapie mediche.

Coadiuva il progetto un agile manuale di attività motoria, indirizzato a pazienti, fisioterapisti e operatori del settore, in cui sono descritti gli esercizi da praticare, con gradualità e dopo attenta valutazione dello stato del paziente.

Una rete telematica di screening e follow-up permetterà di registrare i pazienti arruolati per definirne l’impatto epidemiologico su scala nazionale e formulare percorsi diagnostico-terapeutici. Infatti, i dati clinici, di laboratorio e degli interventi terapeutici dei pazienti lungo-sopravviventi presso i tre ospedali aderenti saranno raccolti nella piattaforma informatica progettata presso l’Istituto Superiore di Sanità.

Inoltre, sempre nell’ambito del progetto CCM-2014, si può consultare e scaricare una piccola guida destinata a pazienti, familiari e professionisti della sanità, a cura di Maria Christina Cox, che raccoglie opinioni ed esperienze di un gruppo di esperti (di biologia, cardiologia, ematologia, fisiatria, fisioterapia, geriatria, informatica, medicina interna, medicina generale, oncologia, psico-oncologia, psicologia dello sport e scienze motorie) che si sono confrontati in un recente convegno per promuovere la conoscenza di un modello di gestione del paziente lungo-sopravvivente di linfoma e avviare una collaborazione operativa con la medicina di base sul tema “Il cancro si batte anche con lo sport”, da cui è emerso che per ottenere risultati bastano 150-180 minuti a settimana di camminata veloce, corsa, ginnastica, pedalata, ballo, nuoto.

Tania Turnaturi

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