lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, come calcolare la pensione anticipata
Pubblicato il 07-03-2018


Ape sociale

AL VIA SIMULATORE SUL SITO INPS

“L’Ape volontaria è uno strumento complesso, sul quale in questi giorni sono stati dati anche dei numeri che possono essere fuorvianti. Abbiamo così sviluppato un simulatore che permetterà a tutti di valutare la convenienza, naturalmente sulla base delle condizioni individuali, di questo strumento”. Così si è espresso il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una conferenza stampa, tenutasi recentemente a Roma, nel corso della quale ha annunciato che sul sito dell’Istituto è possibile già dalla scorsa settimana presentare domanda di certificazione per l’Ape volontaria e anche utilizzare un simulatore per verificare la convenienza o meno dell’Ape volontaria.

“Questo strumento – ha spiegato Boeri – amplia la scelta e permette di capire costi e benefici dell’Ape volontaria. La platea potenziale interessata dall’Ape volontaria non è piccola: la stimiamo intorno alle 300mila persone e, dall’anno prossimo, il flusso di persone che avranno questa possibilità crescerà di 115mila”.

Boeri ha chiarito che il simulatore dei costi dell’Ape volontaria “permetterà alle persone di poter valutare quali sono i vantaggi e gli svantaggi”. “L’Ape volontaria – ha precisato – permette di contrarre prestiti, a lunga scadenza, e che comporta però anche un piano di rimborso del prestito stesso che di fatto ridurrà in modo permanente la propria pensione futura”.

Quindi, per “Boeri, “è fondamentale che le persone che guardano a questo strumento e pensano di utilizzarlo siano perfettamente consapevoli e facciano una scelta consapevole”. “Questo è lo sforzo che abbiamo fatto, definendo questo simulatore – ha proseguito – che può essere consultato on line dal sito dell’Istituto anche attraverso il proprio cellulare”. L’accesso al simulatore sul sito dell’Inps è libero, senza necessità di Pin, e distinto dal modulo di richiesta di certificazione del diritto all’Ape che può essere compilato sempre sul sito Inps, ma con il Pin.

L’Ape volontaria, il ‘prestito finanziario con garanzia pensionistica’, consentirà a chi avrà almeno 63 anni nel 2018 (o almeno 63 anni e 5 mesi nel 2019) di uscire in anticipo dal lavoro. La pensione certificata dall’Inps, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta, deve essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo. Non possono ottenere l’Ape coloro che hanno già maturato il diritto alla pensione.

Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda di certificazione l’Inps certifica la maturazione dei requisiti, e la prima, e l’ultima, data utile per la presentazione della domanda di Ape. E comunica anche la durata massima dell’Ape e l’importo minimo e massimo della quota mensile di Ape ottenibile, che saranno comunque riverificati alla data di presentazione della domanda di Ape.

L’importo minimo che si può ottenere è 150 euro mensili per sei mesi, mentre l’importo massimo non può superare il 75% del trattamento pensionistico mensile nel caso l’erogazione dell’Ape richiesta sia superiore a tre anni; l’80% se la durata del prestito è tra i 24 e i 36 mesi, l’85% se la durata è tra 12 e 24 mesi e il 90% se è inferiore a 12 mesi. Il prestito viene erogato su 12 rate mensili, senza tredicesima.

L’Ape decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di Ape, che è erogata in quote mensili di pari importo per 12 mensilità, fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. I soggetti che hanno maturato il diritto all’Ape tra la data di entrata in vigore della norma e quella di entrata in vigore del Dpcm e che non hanno maturato il diritto alla pensione possono richiedere i ratei arretrati nella domanda di Ape. La platea di riferimento include coloro che sono nati prima del 18 maggio 1954, che dovranno presentare domanda di certificazione entro il 18 aprile 2018 per il pregresso.

Inps

COME CALCOLARE LA PENSIONE ANTICIPATA

Al via l’Ape volontario. A partire dalla settimana scorsa sul sito dell’Inps è possibile presentare domanda di certificazione per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica destinato ai soggetti con un’età minima di 63 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni e utilizzare un simulatore per verificarne la convenienza.

Il servizio on line dell’Istituto di Previdenza, infatti, consente di calcolare in via indicativa l’importo dell’anticipo pensionistico e la rata di rimborso, mediante l’inserimento di dati e informazioni da parte del soggetto interessato. Come funziona? Il simulatore Ape – si legge sul sito dell’Inps – è strutturato in 4 sezioni principali:

1) Accesso: la sezione dedicata all’inserimento dei principali dati anagrafici e all’importo di pensione lorda mensile;

2) I dati personali: la sezione dedicata all’inserimento dei principali dati personali e di eventuali rate mensili che concorrono alla stima indicativa dell’importo massimo di Ape (ad esempio rate per debiti erariali o eventuali assegni divorzili). Tale sezione è dedicata anche alla possibile scelta dei ratei arretrati e del finanziamento supplementare, in base ai requisiti anagrafici del soggetto e alla data di presentazione della domanda. “Tali informazioni – spiega l’Inps – sono utili per la stima della data di decorrenza APE e della durata di erogazione Ape”;

3) L’importo Ape: la sezione dedicata alla scelta dell’importo Ape da percepire. Tale importo sarà necessariamente compreso tra l’importo minimo e quello massimo di Ape visualizzati all’interno della sezione stessa;

4) La simulazione: la sezione dedicata al risultato di dettaglio della simulazione, comprensiva del piano di accumulo relativo alla fase di erogazione e del piano di ammortamento relativo alla fase di rimborso. Ai soggetti interessati basterà compilare le quattro sezioni del simulatore online per conoscere l’importo del proprio anticipo pensionistico. Tramite lo stesso portale gli interessati potranno presentare la domanda di certificazione attraverso l’uso dell’identità digitale Spid o il Pin dell’Inps. L’Istituto, poi, provvederà a verificare il possesso dei requisiti di legge, certificando l’eventuale diritto all’Ape e comunicando al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile.

Corte dei Conti

FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

“Il miglioramento dei risultati economici e dei conti pubblici conseguito dall’Italia negli ultimi anni non consente di abbassare la guardia. L’uscita dalla recessione e la ripresa non pongono infatti ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante famiglie”. Lo afferma il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018.

“Il quadro attuale della finanza pubblica ci indica come non più praticabile il percorso che, per assicurare i necessari livelli di servizi alla collettività, faccia ricorso ad una ulteriore crescita del debito pubblico”, ha aggiunto Buscema Si tratta di “una via preclusa non tanto dagli obblighi che ci provengono dall’esterno, dagli accordi europei, quanto piuttosto dal rispetto di un maggior equilibrio intergenerazionale nella ripartizione degli oneri”.

Tasse

NEL 2017 COSTO ADEMPIMENTI FISCALI 60 MILIARDI

Il costo totale degli adempimenti fiscali per tutte le imprese e i professionisti del Paese, “pari a circa 6 milioni di soggetti, è cresciuto, dal 2015 al 2017, da 58,1 a 60,4 miliardi di euro circa”, con una salita in valore assoluto di “2,4 miliardi, corrispondente a “una media di 514 euro, passando da 9.577 euro a 10.091 euro per ogni Partita Iva”. Lo rivela un dossier della Fondazione nazionale dei commercialisti, illustrato di recente dal presidente del Consiglio nazionale della categoria, Massimo Miani, agli Stati generali della categoria, alla ‘Nuvola’, a Roma.

l ‘boom’ dell’onere degli obblighi fiscali è un aumento dei costi “certo”, afferma il vertice dei commercialisti, a fronte della “aleatorietà delle stime sul recupero dell’evasione”. L’escalation, si sottolinea, è figlia “della nuova strategia di contrasto all’evasione fiscale costruita, negli ultimi tre anni, tramite misure quali reverse charge, split payment, stretta alle compensazioni fiscali, trasmissioni periodiche delle liquidazioni Iva e delle comunicazioni dati fatture emesse e ricevute, fino all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria nei confronti della Pubblica amministrazione”.

Per Miani, “sommando il gettito atteso di tutte le misure di contrasto all’evasione previste dalle manovre finanziarie per gli anni 2015-2018 con proiezioni fino al 2020, si raggiunge la cifra imponente di 50 miliardi di euro. Si tratta di una strategia essenziale per gli equilibri di bilancio della finanza pubblica, caratterizzata, però, dall’indeterminatezza delle stime relative al recupero di gettito evaso, sempre approssimative e prive di validi fondamenti. Le misure introdotte in termini di nuovi adempimenti fiscali producono, invece, costi certi e incrementali per imprese e professionisti”, ha chiosato.

Carlo Pareto

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