domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Istat, inflazione e produzione aumentano a marzo
Pubblicato il 30-03-2018


istat inflazioneSecondo le stime preliminari dell’Istat, a marzo, l’inflazione aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% su base annua (da +0,5% di febbraio).

Per l’Istat, questa ripresa si deve a diverse componenti. La più rilevante è l’inversione di tendenza fatta registrare dai prezzi dei beni alimentari, trainata dal rialzo degli alimentari lavorati (+2,5%, da +1,3% di febbraio) e favorita dall’ampia riduzione della flessione degli alimentari non lavorati (-0,4% da -3,2%). A contribuire all’accelerazione dell’inflazione sono anche i prezzi dei tabacchi (+2,2% da +0,3%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5% da +1,9%).

Inoltre, aggiunge l’Istat, rallenta l’andamento dei prezzi dei Beni energetici (+3,0% da +3,7%), soprattutto non regolamentati (+1,1% da +2,1%). Pertanto sia l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi sia quella al netto dei soli beni energetici salgono rispetto al mese precedente e si attestano rispettivamente a +0,9% (da +0,6%) e a +0,7% (da +0,2%). Rispetto a febbraio l’aumento dell’indice generale è dovuto principalmente al rialzo dei prezzi degli alimentari lavorati (+1,3%) e dei tabacchi (+1,8%), cui si aggiunge quello dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,7%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera (+1,0%, da +0,3% di febbraio) come pure quella dei servizi, sebbene in misura più contenuta (+0,9% da +0,8%). Come conseguenza, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo risultando pari a -0,1 punti percentuali (da +0,5). L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,7% per l’indice generale e +0,4% per la componente di fondo.

Oltre ai dati forniti dall’Istat sono arrivati anche i dati forniti dall’Autorità dell’Energia. In base all’ultimo aggiornamento dell’Autorità in materia, nel secondo trimestre del 2018 ci sarà un netto calo della bolletta di luce e gas. Basandosi sull’ultimo aggiornamento dell’Autorità dell’Energia, dal primo aprile, per la famiglia-tipo il costo dell’elettricità diminuirà dell’8% e quello del gas del -5,7%. Le riduzioni sono determinate dal calo delle quotazioni sui mercati all’ingrosso delle materie prime per la produzione di energia.

Tuttavia, la spesa complessiva annuale aumenta. Per l’elettricità (al lordo tasse) la famiglia-tipo nell’anno ‘scorrevole’ compreso tra il primo luglio 2017 e il 30 giugno 2018 spenderà 533,73 euro, con una variazione del +5,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, pari a 28 euro l’anno in più. Per la bolletta gas, la spesa sarà di circa 1.042 euro, con una variazione del +1,3%, corrispondente a circa 13 euro l’anno.

Secondo le associazioni dei consumatori che puntano il dito sul peso ormai preponderante dei cosiddetti ‘oneri di sistema’, il calo delle bollette di luce e gas a partire dal primo aprile è ‘una buona notizia’.

Il presidente della Federconsumatori, Emilio Viafora, ha affermato: “Apprezziamo le diminuzioni in arrivo ma desta forte preoccupazione l’incidenza eccessiva sull’elettricità degli oneri di sistema che conoscono un nuovo aumento del +1,1% dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore. Si tratta di vere e proprie tasse occulte che si annidano all’interno delle bollette. Nonostante le nostre instancabili denunce, infatti, i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili”. Anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, denuncia con lo stesso punto di vista: “Per l’elettricità, a partire dal primo aprile 2018 la tassazione ha raggiunto il 35,78% di ogni singola bolletta, con gli oneri di sistema che volano al 22,44%. Va ancora peggio per il gas, per il quale gli italiani pagano il 42,5% di imposte e oneri su ogni singola bolletta. Questo significa che su base annua ogni singola famiglia paga quasi 191 euro di tasse e oneri sulla bolletta della luce e ben 443 euro di imposte per il gas”. L’Unione Nazionale Consumatori ha calcolato, invece, per una famiglia tipo un risparmio su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole preso in considerazione dall’Autorità per l’Energia, ma dal primo aprile 2018 al primo aprile 2019), di 44,5 euro per la luce e 61 euro per il gas. Una minor spesa complessiva pari a 105,5 euro.

Però, se gli ‘oneri di sistema’ aumentano più del costo dell’energia consumata, gli esborsi delle famiglie complessivamente crescono e non diminuiscono.

Un’altra notizia sicuramente positiva arriva fortunosamente dal Centro Studi della Confindustria. La produzione industriale, dopo la battuta di arresto di gennaio (-1,9%), è in fase di recupero. Secondo le previsioni del C.S.C., la produzione industriale registrerà, su base mensile destagionalizzata, un aumento dello 0,6% a febbraio e dello 0,3% a marzo.

In una nota del Centro Studi della Confindustria, si legge: “Nel trimestre in corso, tuttavia, la dinamica dell’industria e il suo contributo alla crescita del Pil risultano più contenuti rispetto a quanto registrato nell’ultimo trimestre del 2017”.

Nel primo trimestre del 2018 l’attività cresce dello 0,2%, da +0,9% nel quarto 2017. Il secondo trimestre eredita dal primo una variazione congiunturale di +0,4%.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in marzo del 3,6% rispetto a marzo del 2017; in febbraio è cresciuta del 4,1% sullo stesso mese dell’anno precedente.

Gli ordini in volume registrano a marzo un incremento dello 0,5% sul mese precedente (+0,8% su marzo 2017) e a febbraio un aumento dello 0,7% su gennaio (+3,2% sui dodici mesi).

Se sono stati riscontrati dati positivi sull’inflazione e sulla produttività, risulta ancora alto il tasso di disoccupazione. Inoltre, i salari reali non consentono ancora di incrementare i risparmi delle famiglie.

Salvatore Rondello

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