martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La dolorosa vicenda Cagliari – Altre ricerche su Federico II – “Qualcuno ce l’ha con me”
Pubblicato il 12-03-2018


Che cosa vi dice il nome Gabriele Cagliari? Sono passati 25 anni dal suicidio dell’ex presidente dell’Eni, (con un sacchetto di plastica) nel carcere di S.Vittore. Il figlio Stefano ha ricostruito tutte le vicende che hanno portato il padre in carcere, con l’accusa di avere autorizzato il pagamento di tangenti. (“Storia di mio padre”, a cura di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, Longanesi editore).

Cagliari si è dato la morte dopo 134 giorni di carcerazione preventiva perchè non “ sopportava più il peso della vergogna”. Nelle sue lettere si lamentava per il trattamento “ingiusto e disumano” che i magistrati del pool Mani Pulite gli avevano riservato. Lui aveva confessato ogni reato commesso ,ma i magistrati (Borrelli, Boccassini,Colombo, D’Ambrosio, Davigo, Di Pietro, Greco, Parenti) non demordevano ,convinti che una rivoluzione (giudiziaria) fosse necessaria. Andarono avanti, senza concedere a Cagliari né la scarcerazione ,nè gli arresti domiciliari .Si comportarono allo stesso modo,se non peggio,come è stato ampiamente documentato ,anche con centinaia di altri presunti colpevoli .Conosciamo tutte le ingiustizie e gli eccessi di quella “rivoluzione” ,i cui effetti continuano ad essere risentiti ,purtroppo,ancora oggi .Compreso il fenomeno della corruzione che non si è mai fermato. Lo stesso Gherardo Colombo ( che firma stranamente la prefazione di questo commovente libro di Stefano Cagliari) riconosce,ma solo marginalmente, gli eccessi delle iniziative giudiziarie: non c’è però una sola parola di pentimento,di critica nei confronti dei suoi colleghi magistrati. Parla della vicenda umana di Cagliari, con distacco,in modo neutrale,come se lui non avesse fatto parte di quel pool di magistrati che ha sicuramente contribuito a stravolgere l’Italia,smantellando la cosiddetta Prima Repubblica ma con risultati molto discutibili, come confermano le vicende politiche degli ultimi decenni,sino ai giorni nostri .

Ci sono studiosi che affermano che conflitti,o se volete,aspre polemiche tra storici e giuristi, hanno la loro origine nelle diatribe sorte nel XIII secolo tra il Papato e Federico II ,imperatore del Sacro Romano Impero e re della Sicilia , in occasione della nascita della Costituzione siciliana. Ne discute un appassionato storico del diritto, nel libro “Gregorio contro Federico- Il conflitto per dettar legge” di Ortensio Zecchino (Salerno editrice ) . Zecchino è conosciuto come politico della Prima Repubblica ( è stato senatore ,parlamentare europeo e ministro per l’università e la ricerca scientifica in tre governi) . Ma l’autore è anche un raffinato studioso e docente in diverse università. In questo saggio rivela la sua forte passione per le vicende medievali e,in particolare per il conflitto tra Federico II e il papa Gregorio IX. Quest’ultimo scomunicò l’imperatore siculo-tedesco (per la seconda volta) perchè si ostinava a contendere il potere del papato sulla Sicilia. La Chiesa si opponeva a Federico perchè si definiva l’unica autorità spirituale dell’Europa,non voleva alcuna Costituzione per il Regno di Sicilia e si dichiarava fermamente contraria all’unificazione del Sacro Romano Impero con il Regno di Sicilia. Com’è noto ,alla fine ,prevalsero le alleanze contro l’imperatore e l’accanita difesa degli antichi privilegi della Chiesa. Quella disputa (sanguinosa,per la verità ) costituisce ancora oggi un riferimento storico importante sulla necessità dell’autonomia della politica dalla religione (dalla Chiesa cattolica ,ma anche da altre confessioni ).

Particolarmente interessante è il copioso saggio (450 pagine ) dello psichiatra Leonardo Tondo,”Qualcuno ce l’ha con me-Dal pregiudizio alla paranoia “ (Baldini & Castoldi).L’autore si è particolarmente specializzato ,anche ad Harvard (dove insegna) ,sulle malattie dell’umore e sul suicidio. Nel suo libro analizza a fondo anche i casi di dittatori (come Hitler) e della gente comune .Discute a lungo sui comportamenti dei capi carismatici,politici e religiosi,quando ipotizzano presunti complotti. A quanti politici italiani si potrebbero applicare tante diagnosi del prof. Tondo ?

Questo saggio rappresenta una Guida importante per avventurarci nel complicato sentiero della paranoia .Non a caso lo studioso utilizza ,in modo didascalico,molte biografie di noti personaggi storici : da Davide Lazzaretti al norvegese Anders Breivik ,da Stalin a Charles Manson .Una gamma di storie che ci fanno riflettere sulla complessa natura umana,su dove possono portare tante passioni amorose ,le faide,le guerre e l’odio verso il diverso.

Infine, una segnalazione di un libro che racconta una storia poco conosciuta: quella della “Banda Cadorna”. Il generale della prima guerra mondiale però non centra nulla .La banda era costituita dai fratelli Baudissard e da loro parenti,tutti disertori della prima guerra mondiale ,che andarono sulle montagne della Val Chisone,in Piemonte a combattere , ma non contro gli austriaci, contro i contadini che rapinavano per sopravvivere,sia in Italia che in Francia. Il “brigante delle Alpi”,Alessandro Budissard, venne poi arrestato e condannato all’ergastolo. Una storia vera,raccontata da un rigoroso ricercatore di storia, Roberto Gremmo,per la casa editrice Storia Ribelle di Biella.

Aldo Forbice

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