domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’ennesimo naufragio di MPS
Pubblicato il 27-03-2018


Non ci rimane che buttarla in neosatira perché siamo punto e a capo; infatti, appena uscita dalla camera iperbarica MPS sembra sia già sott’acqua di altri 3 mld. Certo che la banca Toscana, dall’acquisto di quella bagnarola lacustre dal nome Antonveneta, è diventata simile al barcone di migranti che salpa in continuazione consapevole del pronto salvataggio da parte dello Stato.

Uno Stato solerte solo nell’aiutare queste imbarcazioni che quando partono per nuove avventure finanziarie pensano più a rifornirsi di privilegi che benzina e, cosa ancor più grave, se ne fregano della manutenzione: tanto sanno che le rigorose regole del mare obbligano a salvare i naufraghi risparmiatori.

Le banche si avvalgono di regole altrettanto rigide di quelle marinare, nessun Paese si può permettere di abbandonare un istituto di credito in mezzo alla tempesta, la prima cosa che deve fare è salvare l’istituto in avaria, poi si vedrà.

Per il Monte Paschi a tutt’oggi siamo ancora al “poi si vedrà”. Intanto, capitani e sottoposti si scambiano di ruolo e di banca (nel senso che passano da un istituto all’altro); insomma, strambano in continuazione tanto se sfasciano il natante sanno già che arriva “pantalone”.

Nel mentre, gli impavidi corsari Rossi, bianchi e neri dedicano il loro tempo ad investire con giudizio i compensi faraonici che si sono assegnati, e nel tempo libero parlano, parlano, si riuniscono per inventarsi rotte piene di pericoli e tempeste, e si affondano l’un l’altro come giocassero alla battaglia navale a scuola, ma utilizzando l’immensa Sala Meeting, testimone di tempi e uomini migliori.

Il dramma è che durante gli affondamenti veri, quelli delle banche che dirigono, per esorcizzare la paura si concedono nuovi e costosi benefit che andranno nel conto, sapendo che tutto verrà addebitato alla collettività.

Nel caso di MPS addirittura attribuiscono la responsabilità dell’ennesimo naufragio ai dipendenti marinai semplici, accusati di uscire dal lavoro alle cinque del pomeriggio, ma chi se lo immaginava che l’ennesimo naufragio di MPS dipendesse dagli impiegati precari!

Angelo Santoro

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