martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Morti bianche. Nencini: “È tempo di agire”
Pubblicato il 29-03-2018


livorno

“E’ tempo di agire; servono misure concrete, prevenzione e messa in sicurezza della vita e dell’incolumità di chi lavora”. E’ il commento del Segretario del Psi e vice ministro uscente alle infrastrutture, Riccardo Nencini alla notizia dell’impressionante catena di incidenti sul lavoro che hanno interessato la regione Toscana; ieri due operai erano rimasti vittima dell’esplosione di un serbatoio nel porto industriale di Livorno, mentre a Massa Carrara altri tre operai erano rimasti feriti in un incidente alla Sanac del Gruppo Ilva. Ancora nella stessa giornata di mercoledì un uomo di 82 anni è morto a Massa Marittima schiacciato da un trattore, mentre nella discarica di Podere Rota in provincia di Arezzo un dipendente è rimasto ferito dopo aver ricevuto un violento colpo al volto da uno sportello.

“C’è una legge della Regione Toscana – ha sottolineato Nencini riferendosi a una legge da lui promossa nel 2009 – dove vi sono indicate norme per rendere più incisiva la sicurezza sul lavoro. Una buona legge. La sequenza degli ultimi gravissimi incidenti dimostra che bisogna rimettere mano a quella legge e renderla nazionale. Il pensiero- ha concluso Nencini- va ai famigliari delle vittime. Gli sono profondamente vicino”

Anche “i socialisti livornesi esprimono il loro profondo cordoglio alle famiglie di Lorenzo e Viola per l’ennesima tragedia che ha colpito due lavoratori nel pieno della propria attività lavorativa. Perché queste tragedie non si debbano ripetere la Federazione Provinciale PSI di Livorno auspica che le autorità preposte facciano piena luce sulla cause dirette e indirette che hanno causato questo grave incidente che provoca sgomento tra i lavoratori e, in particolare, disperazione nei familiari delle vittime”. È quanto affermano in una nota i socialisti della Federazione del Psi di Livorno all’indomani dell’ennesima tragedia sul lavoro che causato la morte di due operai nell’esplosione di un serbatoio nel porto industriale di Livorno. L’incidente è avvenuto all’interno del deposito costiero Neri, all’accosto 28 del porto, serbatoio 62. Gli operai della Labromare stavano effettuando lavori di manutenzione e trasferendo il combustibile del serbatoio in un silo. Il serbatoio in questione conteneva acetato di etile. Sul posto sono arrivate due squadre dei vigili del fuoco, una motobarca pompa del distaccamento Porto e le ambulanze: la zona nel deposito di oli combustibili è stata completamente evacuata.

Nunzio Viola 53 anni, e Lorenzo Mazzoni, 25 anni sono i due operai deceduti. La violenza dell’esplosione ha prodotto un forte spostamento d’aria che oltre ai due operai ha investito anche altri lavoratori che erano nella zona. Secondo quanto spiegato dal 118 nessuno di loro ha dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso ma alcuni sono stati medicati per contusioni o leggere ferite dai sanitari arrivati nella zona con le ambulanze.

Il grosso serbatoio nell’esplosione si è piegato appoggiandosi a un altro serbatoio vicino. I vigili del fuoco stanno cercando di verificare se vi siano ancora criticità in seguito a questo. La Labromare è un’azienda livornese da 40 anni attiva nella raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti portuali. Tra gli altri servizi Labromare ha anche due impianti per il trattamento delle materie oleose e delle acque di sentina delle navi.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti i due operai “stavano effettuando alcuni lavori di manutenzione all’interno del deposito costiero della società Neri” ha spiegato in una nota il Comune di Livorno, spiegando che il sindaco Filippo Nogarin, di ritorno da impegni istituzionali in programma a Firenze, “si è immediatamente recato sul luogo dell’incidente, nella zona del deposito completamente evacuata dai vigili del fuoco in via cautelativa”. “In questo momento – ha detto Nogarin – più forte del dolore è solo la rabbia”.

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