lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Luca Fantò
Una proposta socialista
Pubblicato il 14-03-2018


A maggio si voterà in diversi comuni del vicentino: Barbarano Mossano, Bolzano Vicentino, Castelgomberto, Chiampo, Enego, Marostica, Quinto Vicentino, Recoaro, Rossano Veneto e Vicenza.

Per il centrosinistra, il voto arriva dopo la disfatta elettorale del 4 marzo. Risultato elettorale che ha dimostrato lo scollamento esistente tra i partiti del centrosinistra (inteso come l’insieme dei partiti della sinistra riformista e cosiddetta radicale) e la cittadinanza. Scollamento determinato dalla percezione da parte della maggioranza degli italiani di non essere debitamente rappresentata da questa parte politica.

Quanto dimostrato dai diversi studi statistici che da mesi vengono riportati dai giornali, in Italia cresce sempre di più il divario tra chi ha molto e chi dispone di poco. Un divario che evidentemente, noi del centrosinistra non siamo stati in grado di colmare e forse, in alcuni casi, abbiamo anche ampliato.

Il compito sarebbe invece quello di ridurre tali distanze, creando una società in cui la ricchezza viene redistribuita concedendo a tutti pari opportunità in un contesto di reciproca solidarietà tra cittadini e tra Stato e cittadini.

E’ necessario che il centrosinistra dia un segnale di reale discontinuità, anche sui territori, ad esempio dando alla cittadinanza quella percezione di unità che sinora non siamo riusciti a dare e spesso ad avere.

Noi socialisti del vicentino proponiamo al PD e alle altre forze della sinistra, di presentare alle elezioni amministrative un unico simbolo, un’ unica lista, un programma unitario per ogni Comune.

In questa maniera, oltre a dimostrare una reale discontinuità con i metodi del passato, manderemmo un messaggio alla dirigenza nazionale dei diversi partiti.

La proposta è lanciata, ora attendiamo la risposta delle altre forze politiche.

Luca Fantò
Segretario provinciale PSI Vicenza

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Commenti all'articolo
  1. Nel gergo popolare si usa dire che “ognuno deve badare a casa propria”, il che significa che a decidere come muoversi, anche in tema di alleanze, dovranno essere nella fattispecie i socialisti vicentini, ed in particolare quelli dei Comuni che andranno al voto, ma mi permetto di significare che vedrei come un errore la rinuncia al proprio simbolo, proprio a livello locale dove i socialisti vantano non di rado figure conosciute e stimate, che possono “onorare” la bandiera socialista, e anche perché più d’uno ritiene, forse non impropriamente, che le idee socialiste possano conservarsi e semmai “rifiorire” partendo giustappunto dai banchi dei Consigli comunali.

    Personalmente, non riesco a vedere con favore i socialisti inglobati in un unico soggetto politico, ossia il trovarsi fusi con altre componenti della sinistra che hanno storie notoriamente diverse, difficilmente amalgamabili, e anche perché penso – forse sbagliando ma l’esperienza mi fa dire così – che vi siano forze di sinistra cui non è facile sposarsi col riformismo, a meno di metamorfosi abbastanza irrealistiche, e mi augurerei pertanto che nei Comuni in causa vi siano le condizioni per far sì che i socialisti possano mettere in atto formule e “strategie” anche diverse rispetto a quella qui prospettata, così da vedere poi i rispettivi risultati (non me ne voglia l’Autore di queste righe).

    Quanto poi al “divario tra chi ha molto e chi dispone di poco”, unitamente al compito di “ridurre tali distanze, creando una società in cui la ricchezza viene redistribuita concedendo a tutti pari opportunità”, è soprattutto materia che attiene al livello nazionale, a mio vedere almeno, ma in ogni caso non ci si può fermare ai soli enunciati di principio, per non incorrere nello “scollamento” tra politica e cittadinanza, cui si fa cenno anche in questo articolo, ma bisognerebbe uscire dalla “genericità”, e specificare ad esempio se si vuole seguire la strada di un “sussidio” alle famiglie bisognose, od optare invece per un sostegno alle imprese, in modo da ricavarne maggiori opportunità occupazionali (è solo un esempio, peraltro semplicistico, ma che può meglio chiarire il mio ragionamento)..

    Paolo B. 16.03.2018

  2. Caro Luca, se ti può far piacere sappi che non sei solo a pensarla nel modo in cui ti sei espresso nel tuo intervento.
    Non sono un autorevole esponente del partito ma comunque da quando ho iniziato a fare politica ho sempre fatto parte degli organismi dirigenziali e sono stato Amministratore Pubblico, lo dico non per vantare meriti, ma perché sostengo da tempo la tesi che condividiamo, Ce la faremo a far capire ai Compagni che contano, che l’unica strada percorribile se guardiamo al futuro è quella dell’unità di tutta la Sinistra ?
    Buon Lavoro e un Fraterno Saluto !

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